Dai fanghi ai carburanti, i mille usi delle alghe

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In medicina, in cucina, nella cosmesi: usate in moltissimi settori, sono la risorsa più promettente tra le fonti d'energia di ultima generazione...

Alghe dai mille usi. In erboristeria, in cucina, nella cosmesi, nel settore industriale e in quello farmaceutico: gli ambiti in cui le alghe rappresentano una ricca fonte di risorse sono tanti e vari. Organismi viventi dalla struttura semplicissima, tra le prime forme viventi sulla terra, oggi le alghe sono al centro degli studi anche nell’industria dei carburanti e perfino nell’arredamento.

Curarsi con le alghe. Nel I sec. d.C. Plinio il Vecchio raccomandava l’uso delle alghe per curare la gotta, il medico greci Dioscoride Pedanio ne consigliava l’impiego contro le eruzioni cutanee, la gastrite e i disturbi dell’intestino e del fegato. Le funzioni terapeutiche delle alghe: stimolano la tiroide attivando il metabolismo, aumentano le difese, combattono gli squilibri costituzionali, combattono i processi degenerativi dovuti all’invecchiamento, esercitano un’azione depurativa ecc. Molti tipi di alghe vengono impiegati in estetica e cosmesi e sono alla base di prodotti e trattamenti per rassodare la pelle, ridurre la cellulite e prevenire le smagliature. Le terme di Valdieri, in provincia di Cuneo, sono le uniche in Italia a coltivare e utilizzare per scopi terapeutici le alghe termali, indicate per curare acne e seborrea. Usano le alghe come integratori dietetici contro la ritenzione idrica George Clooney, Leonardo Di Caprio, Victoria Beckham, Kate Moss, Eva Longoria.

A tavola con le alghe. Il Giappone è il Paese con il maggior consumo di alghe: più di 300 mila tonnellate ogni anno. In Scozia e in Norvegia esiste un tradizionale pane d’alghe mentre in molti centri costieri del Galles alcuni tipi di alghe sono vendute regolarmente nei mercatini locali di pesce.

Proprietà. Le alghe sono ricche di proteine, di carboidrati, di sali minerali e di oligoelementi, in particolare di iodio, ferro e calcio. Oltre che di vitamina B1, B2 e C, le alghe costituiscono una fonte della B12, assente nei vegetali di terra ferma.

Le ricette. Le alghe sono ormai presenti nei reparti alimentari delle grandi catene di supermercati e nei negozi di prodotti naturali, ma possono essere anche acquistate online sul sito www.algheria.it, che vende alghe disidratate per cucina.

Alcuni suggerimenti per il loro uso:

  • L’alga nori, la più conosciuta in Occidente perché utilizzata per avvolgere il sushi nella cucina giapponese. Può aromatizzare il riso, le omelette, il pesce ed essere consumata sotto forma di infuso o per sostituire i funghi
  • L’agar-agar è un composto di alghe rosse spesso usato per sostituire la gelatina nei dolci come i flan, le mousse e le marmellate.
  • La lattuga di mare è un’alga verde adatta a guarnire le insalate e i piatti a base di formaggi freschi. Il kombu è un’alga marrone ricca di iodio, tradizionalmente aggiunta al dashi, un brodo giapponese. Accompagna bene il salmone, i frutti di mare, le salse e la maionese.
  • Il wakamé è un’alga ricca di vitamina B12. Può essere cucinata con l’avocado o usata come ingrediente nei dolci al cioccolato.

Fonte d’ossigeno. Il 40% dell’ossigeno che respiriamo, prodotto dalle alghe.

Una risorsa promettente. Le alghe sono la risorsa più promettente tra i biocarburanti di nuova generazione. Secondo un recente rapporto della Sbi Energy, entro il 2015 il valore del mercato del combustibile prodotto con le alghe passerà dai 271 milioni di dollari del 2010 a 1,6 miliardi, con un tasso di crescita del 43%.

Il primo impianto mondiale. Il primo impianto mondiale per la produzione di biocarburante dalle alghe è stato inaugurato nel 2009 a Le Vigeant, in Francia, dal gruppo Séché Environnement. Qui le alghe vengono coltivate in bacini d’acqua all’interno dei quali assorbono l’anidride carbonica emanata da rifiuti domestici. Il processo porta alla formazione di un olio poi trasformato in carburante. Con 100 chili di alghe si producono poco più di 15 litri di biocombustibile, ma la capacità è in rapido aumento.

Gigajoule di energia. Produrre un gigajoule di energia dalle alghe costa 52,3 euro, 36 euro dall’olio di colza e 15,8 euro dal petrolio. Secondo Justus Wesseler e Vujadin Dovacevic, ricercatori dell’Università olandese Wageningen, questa differenza, grazie ai progressi nella coltivazione su larga scala, si azzererà nel giro di 10-15 anni.

Progetti in giro per il mondo. Negli Usa la Exxon Mobil Corporation e la Synthetic Genomics Inc. hanno investito 600 milioni di dollari (460 milioni di euro) in una nuova struttura per la sperimentazione di un programma sui biocarburanti da alghe. Bill Gates ha finanziato con 100 milioni di dollari la Sapphire Energy per un impianto pilota nel deserto del New Mexico. Il Department of Energy degli Stati Uniti ha appena creato un consorzio nazionale per estrarre biocombustibili dalle alghe. Marex, programma di ricerca intensivo per studiare le sostanze di interesse farmacologico derivate dalle alghe, è finanziato dall’Unione europea con 7,9 milioni di euro.

Le lampade. Il designer olandese Mandy den Elzen ha progettato delle lampade costituite interamente da alghe del tipo Laminaria, larghe circa 20 centimetri e lunghe 30. Per crearle l’alga è bollita, modellata a seconda della forma desiderata e verniciata con un sottile strato di resina acrilica. Il materiale può essere usato come rivestimento o per la produzione di oggetti di eco-design, che sfruttano la trasparenza dell’alga per creare effetti di colore e luce.

I materassi. La Coco-Mat, azienda dedicata ai prodotti naturali per il sonno, ha messo in vendita una serie di materassi ecosostenibili al 100%, composti da fibra di cocco, gomma naturale, lana e cotone e alghe marine.

La carta. Shiro Alga, carta prodotta dalla ditta Matrec utilizzando le alghe in eccesso della Laguna di Venezia. Sul foglio sono visibili dei puntini dovuti alla presenza dell’alga, che però permette anche alla carta di diventare più bianca nel tempo.