Con i legali su strada l’avvocato è low–cost

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Stessa professionalità degli studi tradizionali ma tariffe da quattro a dieci volte più basse: dai giuristi on the road il risparmio è di diritto...

.I numeri degli avvocati. In Italia, c’è un legale ogni 283 abitanti e un giudice ogni 26,4 avvocati. In Francia, un legale ogni 1.465 persone e un giudice ogni 7 avvocati.

Si paga solo se risarciti. Lo studio legale veneto Obiettivo Risarcimento si occupa di gestione dei danni alla persona (malasanità, sinistri stradali, infortuni sul lavoro ecc.) e si fa pagare solo in caso di risarcimento ottenuto. Non chiede nessun anticipo di spesa e, in caso negativo, si prende carico di tutti i costi. In media, all’anno, fornisce 1.500 valutazioni legali e 1.700 valutazioni tecniche. Percentuale dei risarcimenti ottenuti finora: 98,6%.

Il «primo studio legale su strada». Nel 2007, a Milano, ha aperto A.L.T. (Assistenza Legale per Tutti), il primo negozio legale su strada. «Purtroppo, il decreto Bersani ha abolito i piani tariffari, permettendo a ogni studio legale di fare i prezzi da sé. Alcuni ne hanno approfittato. Noi, invece, abbiamo colto l’occasione per rendere l’assistenza legale maggiormente fruibile, anche economicamente» (Francesca Passerini e Cristiano Cominotto, fondatori di A.L.T). Sul sito di Assistenza Legale si trova anche l’elenco di tutti gli studi che hanno sposato questa filosofia.

I negozi del diritto. I negozi del diritto sono negozi di avvocati che forniscono consigli legali low-cost con la stessa professionalità di uno studio legale tradizionale. Quasi sempre si tratta di locali che hanno una vetrina sulla strada, arredati in modo semplice, con una piccola sala d’attesa e senza segretaria. Non serve appuntamento. Il rapporto con il cliente è diretto: si entra e si espone il problema a un professionista sempre presente. Francesca Passerini di A.L.T.: «Il primo colloquio è sempre gratuito e spesso è sufficiente per risolvere la questione posta dal cliente. I casi più semplici e rapidi sono relativi ai pagamenti, multe, cartelle esattoriali, problemi con le banche e col mutuo che possono essere chiusi velocemente con un ricorso o un accordo fra le parti. Quelli più laboriosi riguardano invece il diritto di famiglia e del lavoro, e possono protrarsi a lungo. In questi casi stiliamo un preventivo delle spese che il cliente dovrà sostenere, in modo che possa poi decidere con calma se adire in giudizio o meno». Oltre ad A.L.T., ci sono: Negozio giuridico, L’angolo dei diritti, la Casa del diritto, Il Parere.

Prezzi dei negozi del diritto. Le cifre proposte dai negozi del diritto sono dalle quattro alle dieci volte inferiori rispetto agli studi legali tradizionali. Il prezzo per una consulenza legale di base è indicativamente intorno ai 50-70 euro. Per una separazione consensuale, intorno ai 900 euro.

Chi sono i clienti? «Abbiamo a che fare con ogni tipo di persona, dalla madre di famiglia al giovane che ha perso il lavoro. Molti sono anche i pensionati che si rivolgono a noi per questioni previdenziali e testamentarie e che, scontrandosi sempre più spesso col carovita, non possono permettersi un avvocato tradizionale. Contrariamente alle aspettative, ancora pochi sono i clienti stranieri, che comunque entrano negli studi A.L.T. per questioni essenzialmente legate al Tribunale dei minori, e per consulenze su separazioni e divorzi» (Francesca Passerini).

Cosa pensano gli Ordini professionali. La gratuità di alcuni servizi e il taglio delle tariffe offerto dagli studi legali “on the road” è motivo di sconto con gli Ordini professionali, che lamentano lo scadimento della professione e della qualità dei servizi offerti.

Censura. I promotori di A.L.T. sono stati censurati dall’Ordine degli avvocati di Brescia per «violazione del divieto di accaparramento della clientela». Il Consiglio nazionale forense ha dato ragione all’Ordine, sostenendo che l’acronimo dello studio (A.L.T.) rimandava al significato della parola “alt” e sembrava voler intimare ai passanti di fermarsi, con una «modalità illecita di acquisizione dei clienti». Il nome è stato modificato in «Al- Assistenza legale». 

Prezzi troppo bassi. Gli avvocati di Avvocati Point furono sospesi per due mesi dall’ordine forense di Monza per aver leso dignità e decoro della categoria, richiedendo prezzi troppo bassi per separazioni consensuali e divorzi: 612 euro (Iva inclusa). L’avvocato Barbara Bersellini: «Il prezzo è basso, ma con questa cifra noi riusciamo a coprire tutte le spese e a guadagnare qualcosa. Stiamo parlando di una separazione consensuale, quella dove i coniugi sono d’accordo praticamente su tutto. Non riusciamo a capire: dare la possibilità a tutti di rivolgersi a un avvocato lede l’onore della categoria?».

Grazie al decreto Bersani. Nonostante l’intenzione del Governo di ripristinare le tariffe minime, la legge Bersani è ancora in vigore.

Il parere legale anche al supermercato. Alcuni punti vendita Coop propongono per i loro soci-clienti un servizio di consulenza legale: pagando cinque euro, è possibile incontrare, previo appuntamento, un avvocato per un colloquio su problematiche di tipo civilistico: responsabilità civile e risarcimento danni, diritto di famiglia (separazioni, divorzi, filiazione ecc.), diritto delle locazioni, condominio, contratti, recupero crediti ed altro. Il colloquio è gratuito.

Sconfitte e tragedie. «Dover iniziare una causa è una sconfitta, perderla è una tragedia» (Mohandas K. Gandhi).