Come trovare lavoro con uno speed date

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Per gli studiosi più persone si conoscono, maggiore è la possibilità di ottenere un impiego. Ecco perché oggi si ricorre al networking...

A tu per tu con uno sconosciuto. Quando fu inventato, lo speed date doveva far scoccare il colpo di fulmine tra i single in cerca di compagnia. Oggi la sua evoluzione, il social networking, mira a promuovere i legami deboli tra persone in cerca di occupazione, organizzando incontri informali con potenziali datori di lavoro. Come in uno speed date i partecipanti non si conoscono e, con differenti formule, cercano di ottimizzare il poco tempo a disposizione per incontrare molte persone.

Legami deboli: con questa espressione si intendono quei rapporti fatti di conoscenze amicali non troppo strette; essi si contrappongono ai legami forti, cioè instaurati nelle relazioni con familiari, parenti e amici intimi. Secondo il sociologo Mark Granovetter, essere in possesso di una vasta rete di legami deboli, aumenta le possibilità di accesso ad informazioni e quindi a potenziali posizioni lavorative di proprio interesse.

Dalla rete al mondo reale. Sono molte le associazioni nate per promuovere questa pratica, volta ad allargare il giro delle proprie conoscenze. Il principio di base è vecchio e consolidato: io cerco un lavoro, un mio conoscente (o lo zio di un mio conoscente, o il cugino della vicina di un conoscente), cerca un ragazzo affidabile e volenteroso per offrirgli un posto di cameriere nel suo bar. Il passaparola mette in contatto i due e il gioco è (spesso) fatto. La novità sta nel lanciare questo rodato procedimento nell’area dei social network, in cui il passaparola va ben oltre la stretta cerchia di conoscenze personali.

Un rapido sguardo. Ecco le principali attività nate intorno al job networking presenti in Italia:

– BNI. Nata prima dell’avvento di internet, crea gruppi di incontro strutturati e stabili, costituiti da un rappresentante per ogni categoria lavorativa. L’obbiettivo è creare uno scambio di referenze tra professionisti e imprenditori.

– ClubIn. Federazione presente in molte città d’Italia con i suoi club affiliati. Lo scopo è l’ampliamento della rete sociale dei partecipanti al fine di entrare a far parte di una “rete di relazioni”.

– Letslunch. Organizza pranzi in coppia tra persone che non si conoscono. Più social delle altre, è utilizzata soprattutto da liberi professionisti e persone che puntano all’auto imprenditorialità.

– Unbreackfast. Dedicato alle figure lavorative di alta professionalità che si trovano in uno stato “non-lavoro”. Promuove l’aggiornamento professionale in modo da non perdere contatto con il mondo del lavoro.

Incontri informali. Le occasioni per parlare di affari sono essere le più disparate: un pranzo, un aperitivo o anche una colazione al bar. Il social networking unisce le potenzialità di un colloquio di lavoro a quelle di una piacevole e amichevole conversazione davanti ad un piatto di lasagne o un cappuccino.

Il primo al mondo. BNI (Business Network International) è l’organizzazione che per prima ha cominciato a lavorare sullo scambio di referenze. Nata nel 1985 negli Stati Uniti, oggi è presente in 40 paesi (tra cui l’Italia) con 5.900 Capitoli (gruppi di incontro). Si occupa principalmente di affari e imprenditorialità. Versando una quota associativa annuale, si può prendere parte agli incontri settimanali, che avvengono alle 7.30 di mattina, in cui i membri parlano di affari mentre fanno colazione. Ogni incontro non prevede un costo ulteriore, ma solo il prezzo di ciò che si è consumato. Per non creare situazioni di competitività, è accettato solo un rappresentate per ogni categoria lavorativa.

Conoscersi a tavola. ClubIn è una Federazione Nazionale che si definisce “la più grande operazione di networking italiano”. Ha come obbiettivo quello di avviare collaborazioni tra i social network di tutta Italia e di “devirtualizzare” i contatti instaurati tramite il social network professionale LinkedIn. La federazione è presente sul territorio nazionale tramite i club affiliati e si rivolge a tutte le categorie lavorative. I membri di ClubIn si incontrano a pranzo; i tavoli sono divisi per tema di discussione, ad ogni nuova portata i commensali cambiano tavolo e interlocutore. La federazione, che è senza scopo di lucro, prevede una quota associativa variabile scelta da ogni club affiliato, che si attesta intorno ai 50€ annuali. Per procedere all’iscrizione, è indispensabile essere iscritti a LinkedIn.

Appuntamento al buio. Sulla stessa linea è LetsLunch, sito internazionale con una sezione italiana. A differenza di ClubIn, i pranzi sono organizzati come dei veri incontri al buio. Una volta iscritti si imposta il proprio CAP e i giorni in cui si è disponibili a pranzare. Il sito mette in contatto due iscritti, questi concordano il posto dove andare a mangiare e si incontrano. La finalità di un incontro al buio è quella di mettere in relazione individui che difficilmente sarebbero entrati in contatto in modo autonomo. A differenza di ClubIn e BNI, la valutazione dei membri non è a discrezione dei responsabili dell’associazione, ma avviene in modo diretto. Su LetsLunch.com si può infatti dare una valutazione di ogni commensale con cui si è pranzato e lasciare un commento. Ogni mese vengono individuati i membri Vip, ovvero quelle persone che hanno partecipato ad almeno quattro pranzi e hanno il feedback più alto. La selezione delle “autorità” del portale in questo modo è del tutto meritocratica.

Soddisfazione. «È stato un piacere conoscere Daniele e scambiarci idee. Persona motivata e business oriented, stiamo valutando possibili partnership future. Pranzo da rifare….ottimo incontro!!» (Fabrizio, utente di Letslunch.com).

Cerchia selezionata. Ogni individuo tende a frequentare persone molto simili a sé per età, credenze, valori, grado di istruzione, classe sociale, etc. Il social networking dà la possibilità di stringere legami con contatti eterogenei e di aumentare le possibilità di trovare quello utile per il proprio campo di competenza.

Quadri inoccupati. UnBreakfast si presenta come una associazione di carattere più tecnico/professionale e meno social. Si rivolge a professionisti che si trovano in uno stato di inoccupazione che vogliono tornare nel mondo del lavoro. I partecipanti devono essere dirigenti, quadri o liberi professionisti in possesso di una solida esperienza professionale di livello manageriale (di almeno 15 anni). Gli incontri si svolgono a Milano ogni settimana, iniziano intorno alle 10 del mattino e durano un paio di ore; mentre i soci fanno colazione, discutono in modo informale delle dinamiche lavorative. Agli incontri sono spesso invitati esperti del settore lavorativo che consigliano i partecipanti su temi che vanno dalle modalità di relazione con gli Head Hunter, all’interpretazione delle nuove normative in tema di occupazione. Gli unici costi sono quelli relativi alla colazione.

Fiducia nel passaparola. Una indagine svolta da Excelsior, ha dimostrato l’utilizzo del canale informale ha registrato un forte aumento, passando al 61,1% dal 49,7% del 2009. Differente è la situazione se si guarda alle grandi aziende, in quel caso i contatti tramite canale informale scendono al 10,2%.