Come risparmiare al calduccio

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Approfittate degli incentivi per caldaie di ultima generazione: riducono costi e Co2. A meno che non possiate installare un termocamino......

Riduzione dei consumi. L’inverno è alle porte e in molti stanno già pensando a far sì che i propri soldi non vadano “in fumo” per il riscaldamento. Per ridurre notevolmente i consumi e le emissioni Co2, la soluzione migliore è sempre la legna, fonte rinnovabile di energia. L’uso di un camino o di una stufa, anche a pellet, permette di riscaldare casa risparmiando carburante fossile e abbassando le emissioni inquinanti. Si integrano perfettamente anche in parallelo con altri generatori di calore (gas metano, Gpl). Sono da preferire camini e stufe a camera chiusa, più sicuri, efficienti e puliti.

I costi. I termocamini permettono una riduzione dei consumi fino al 70%. Approssimativamente per riscaldare circa 100 mq i costi dell’impianto si aggirano intorno ai 1.900 euro; per 150 mq si sale a 2.000 e per uno che riscaldi 300 mq si arriva a 2.500 euro. Solitamente i prezzi includono lo scambiatore interno per la produzione di acqua calda sanitaria e della porta a scomparsa verticale mentre la centralina automatica è esclusa (ma costa circa 60 euro).

E se non si può? In alcuni appartamenti però non è possibile installare camini o stufe per questo è il caso di valutare quale sia il combustibile migliore tra Gpl e metano e fare le giuste considerazioni sulla caldaia.

Cos’è il metano? Il metano è un idrocarburo semplice costituito da una miscela di più gas che si trova in natura e si forma dalla decomposizione di sostanze vegetali e animali. A parità di energia prodotta, il gas naturale produce meno anidride carbonica (mediamente dal 25 al 40%) rispetto ad altri combustibili o carburanti di origine fossile come la benzina e il gasolio.

La scoperta. Alessandro Volta, noto per l’invenzione della pila, scoprì il metano nel 1776 passeggiando lungo le rive del fiume Lambro. Provando a smuovere il fondo di una palude stagnante si accorse che le bolle di gas che ne risalivano potevano essere incendiate tramite una candela o una scarica elettrica: chiamò questo gas «aria infiammabile di palude».

Da Volta alle caldaie. Oggi il metano, oltre ad essere usato come carburante per le automobili, arriva nella maggior parte delle case per riscaldarle ed essere adoperato in cucina. Il vantaggio dell’utilizzo di questa miscela risiede nella comodità (una volta allacciati al sistema di distribuzione non è più necessario ricorrere alle bombole) e nella sua ecosostenibilità (le emissioni inquinanti sono inferiori rispetto al gpl).

Fuori rete. Il metano copre circa il 97% del territorio italiano, Sardegna esclusa. Ma non tutti i comuni sono allacciati. A Vernazza, centro Ligure colpito lo scorso anno dall’alluvione, il metano è arrivato solo lo scorso 20 ottobre. E chi non ha la fortuna di essere allacciato alla rete nazionale di gas naturale deve far riscorso al Gpl.

Cos’è il Gpl? Noto erroneamente come gas propano liquido, è in realtà l’acronimo di gas di petrolio liquefatto ed è costituito da una miscela di idrocarburi, principalmente propano e butano. Questa miscela può essere contenuta in serbatoi esterni o interrati, oppure acquistato in bomboloni che vanno dai 10 ai 25 chilogrammi.

Con quale si risparmia? Il raffronto tra i due gas segna una vittoria indiscussa del metano che offre un rendimento migliore (12,8 kWh) rispetto al Gpl (9,8 kWh) e costa anche meno: 0,89 euro/Kg contro i 2,516 €/Kg del gas di petrolio liquido. Questo vuol dire una spesa di 0,069 euro/kWh per il metano e di 0,25 centesimi al kWh per il Gpl.

Incentivi. Il Governo ha varato a partire dal 2012 incentivi per chi decide di migliorare l’efficienza del proprio impianto di riscaldamento. Per usufruire degli incentivi statali per la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova è necessario che quest’ultima si certificata ad alta efficienza con marchio di rendimento energetico di almeno 3 stelle (secondo la direttive CEE 92/42) e di basso livello di emissione di sostanze inquinanti grazie al marchio di appartenenza alla classe NOx n.4 (come da norma UNI EN 297 1196/A3).

Entro quando fare la sostituzione. Chi effettuerà la sostituzione entro il 30 giugno 2013 potrà usufruire di una detrazione fiscale pari al 55%, dopo questa data sarà invece del 36%. È necessario inviare la documentazione costituita dall’Attestato di qualificazione energetica e la scheda descrittiva degli interventi realizzati all’Enea entro 90 giorni dal termine di quest’ultimi. La domanda si può presentare per via telematica direttamente ad Enea utilizzando l’applicativo disponibile qui.

Ogni quanto? Ogni 15-20 anni è meglio cambiare caldaia. Quelle nuove offrono migliori prestazioni e quindi consumi più ridotti. Inoltre sono meno nocive per l’ambiente e affidabili.

Manutenzione in sicurezza. Per le caldaie con una potenza pari o superiore a 35 Kw è richiesta per legge una manutenzione obbligatoria ogni anno: il costo medio va dai 70 ai 120 euro, meglio diffidare da chi chiede di più! Inoltre è sempre meglio verificare che il tecnico sia in possesso del certificato di abilitazione (che è sempre tenuto a mostrare su richiesta). È anche possibile stipulare contratti con ditta specializzate, in modo da programmare una manutenzione periodica con tecnici di fiducia.

Quale caldaia? La scelta ricade tra caldaie a gas tradizionali e caldaie a condensazione. Queste ultime sono più care e più delicate ma rispetto alle prime consentono di risparmiare in termini di consumi (possono sfruttare il 100% del calore prodotto rispetto all’85% di quelle tradizionali).

Quanto costano? L’acquisto di una caldaia a condensazione è da considerarsi un vero e proprio investimento. Il loro prezzo infatti oscilla da un minimo di 1200 euro ad un massimo di 2000. Molto se paragonate alle caldaie tradizionali che sono acquistabili per 500 euro.

In conclusione. Il risparmio si percepisce sulla quantità di calore prodotto. La spesa per l’acquisto di una caldaia a condensazione sarà più rapidamente ammortizzato da chi possiede una casa molto grande, o meglio una villetta, mentre chi vive in un appartamento  ritornerà della spesa iniziale più lentamente. Questo potrebbe far protendere può continuare a fare affidamento su quelle tradizionali.

In caso di installazione. Nel caso di installazione di una nuova caldaia verificare sempre che sia presente il marchio CE. Il tecnico installatore inoltre deve sempre rilasciare la “dichiarazione di conformità dell’impianto”, nonché verificare il corretto tiraggio della canna fumaria e quindi controllare il funzionamento dell’intero impianto.

Calcola i consumi di casa. Il sito domotecnica.it offre la possibilità di calcolare i propri consumi e valutare il potenziale risparmio.