Cartella di pagamento, la mini guida per il contribuente

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Dalla notifica al pagamento, come comportarsi quando Equitalia invia le cartelle di pagamento. Possibile anche pagare il debito a rate.

La cartella di pagamento è il documento che Equitalia invia ai contribuenti per riscuotere i crediti vantati dagli enti creditori, come ad esempio Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni ecc. Analizziamo come nasce la pretesa del Fisco, la tipologia di informazioni contenute nell’atto e come procedere al pagamento.

Iscrizione a ruolo, la procedura. Partiamo dalla definizione del debito. Le somme richieste dall’Amministrazione Finanziaria vengono delineate attraverso i controlli (automatici e formali) e, una volta definite, vengono iscritte a ruolo. Quest’ultimo non è altro che un elenco contenente i nomi e gli importi dovuti dai debitori; gli enti creditori inoltrano il tabulato a Equitalia, la quale si occupa della preparazione delle cartelle, della riscossione degli importi ed eventualmente dell’avvio dell’esecuzione forzata in caso di mancato pagamento.

Cosa contiene la cartella di pagamento. All’interno della cartella di pagamento è possibile trovare tutte le informazioni necessarie relative al debito in oggetto. Nello specifico, il contribuente può individuare:

–  la descrizione delle somme dovute;

–  le istruzioni sul pagamento, come ad esempio le modalità, la scadenza e le coordinate per il versamento;

– come e a chi richiedere l’eventuale rateazione dell’importo richiesto;

– il nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo;

– le spiegazioni per eventualmente contestare la pretesa dell’Erario.

Sul sito di Equitalia è possibile consultare il facsimile della cartella di pagamento, in modo da individuare in modo semplice e veloce le informazioni appena elencate.

Come verificare la notifica. Le cartelle di pagamento devono essere notificate al contribuente entro termini ben precisi, a seconda della tipologia di controllo da cui deriva il debito contestato. Nel caso di importi riscontrati a seguito di verifiche automatiche della dichiarazione dei redditi, l’atto deve essere inviato al soggetto entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; se invece la cifra è delineata da controlli di natura formale, il limite slitta al 31 dicembre del quarto anno.

Come pagare le cartelle. L’atto inviato da Equitalia contiene uno o più modelli di pagamento precompilati – denominati bollettini RAV – in modo che si possa procedere al versamento senza commettere errori. Un facsimile del RAV è disponibile sul sito dell’Ente di riscossione. Il contribuente può versare la cifra richiesta a Equitalia, oppure attraverso gli istituti di credito o Poste Italiane. Il soggetto potrà recarsi presso uno qualsiasi degli sportelli delle istituzioni appena citate o pagare attraverso i canali telematici online messi a disposizione dagli enti stessi (qui il link per Equitalia e Poste, consultare il sito ufficiale nel caso di istituti di credito).

Rateizzazione, come procedere. Nel caso in cui si trovi in una situazione di difficoltà economica, il contribuente ha la possibilità di diluire il versamento e ottenere la rateizzazione del proprio debito. Le modalità di richiesta variano a seconda dell’importo: in caso di cifre inferiori a 50mila euro, il soggetto può attestare il proprio stato di difficoltà attraverso una semplice autocertificazione, mentre per somme superiori la documentazione dovrà comprendere garanzie di pagamento più importanti, come ad esempio fideiussioni bancarie o polizze.

Per quanto riguarda il numero di rate, è possibile richiedere un piano di rateizzazione ordinario (72 rate) o straordinario (120 rate). La seconda tipologia di dilazione è concessa solo in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica e per ragioni estranee alla propria responsabilità. In ogni caso l’importo di ogni singolo versamento non può essere inferiore a 100 euro.

Dalla notifica al pagamento, ecco tutte le informazioni sulle cartelle di pagamento. In caso di dubbi o incertezze sui debiti pretesi dal Fisco, è consigliabile consultare un professionista (es. commercialista) per essere sicuri di procedere nel modo corretto.