Approvato il DEF 2017

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Il governo ha approvato il Documento di Economia e Finanza 2017. Che cos’è e cosa prevede il DEF?

Il consiglio dei ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza insieme al Programma nazionale di riforma e, contestualmente, ha ‘corretto’ i conti del bilancio pubblico per una cifra che ammonta a 3,4 miliardi di euro con l’obiettivo di rientrare nei limiti previsti dall’Unione Europea. Vediamo insieme cosa significa.

Il DEF indica l’azione del governo sul piano economico. Il Documento di Economia e Finanza, o semplicemente DEF, ha l’obiettivo di valutare l’attuale condizione di salute dell’economia italiana e di indicare le principali mosse che il governo ha intenzione di compiere per migliorarla. Il quadro dipinto dal DEF sembra abbastanza positivo: la crescita del nostro Pil è stata rivista al rialzo e dovrebbe attestarsi per l’anno in corso intorno all’1,1% (rispetto al 2016). Anche sul fronte del lavoro e della competitività della nostra industria sembra esserci il giusto slancio. L’obiettivo prioritario del governo continua ad essere quello di aumentare sempre più la crescita e l’occupazione, sempre nei limiti consentiti dalle finanze pubbliche.

La novità del 2017. Per la prima volta tra i documenti del DEF viene inserita, in via sperimentale, una sezione dedicata al benessere equo e sostenibile (BES). L’Italia è il primo paese dell’Unione europea e del G7 ad includere nella propria programmazione economica anche questo aspetto. Si parla di 4 indicatori relativi alla “qualità della vita dei cittadini e della società nel suo complesso”:

  • Reddito medio disponibile;
  • Indice di diseguaglianza;
  • Tasso di mancata partecipazione al lavoro;
  • Emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti.

Programma nazionale di riforma come guida per Europa 2020. Un altro dei documenti presenti all’interno del DEF è il Programma nazionale di riforma, dove sono elencati tutti gli interventi che il Governo ha intenzione di mettere a cantiere per raggiungere gli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla nuova strategia Europa 2020. La strategia Europa 2020 è il disegno tracciato dall’Unione Europea per uscire finalmente dalla crisi e preparare l’economia dell’Unione per il prossimo decennio. Sono 5 gli obiettivi che la Commissione europea intende raggiungere entro il 2020:

  • Il 75% delle persone tra i 20 e i 64 anni deve avere un lavoro;
  • Il 3% del Pil dell’UE deve essere investito in ricerca e sviluppo;
  • Regola del 20-20-20: riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, aumento del 20% dell’efficienza energetica ed infine il 20% del fabbisogno di energia deve essere ricavato da energie rinnovabili;
  • Il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10%;
  • 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio povertà.

Il programma nazionale di riforma prevede una decisa lotta contro la povertà con risorse che ammontano complessivamente a 1,2 miliardi di euro per il 2017 e 1,7 miliardi per il 2018.

La correzione della manovra voluta da Bruxelles. L’Unione Europea non è contenta dei nostri conti pubblici e proprio per evitare future sanzioni, da Bruxelles è arrivata la richiesta di ‘correzione’. Questo aggiustamento ammonta a 3,4 miliardi di euro (pari allo 0,2% del nostro Pil); il 70% di questa somma dovrebbe arrivare da interventi mirati a ridurre l’evasione fiscale mentre la parte restante sarà ricavata da tagli alla spesa pubblica e da nuove accise su tabacco e sigarette. La salute finanziaria di uno Stato si riflette non solo sul benessere dei suoi cittadini, ma anche sull’interesse degli investitori. Uno Stato con i conti in ordine, proprio grazie alla stabilità finanziaria e quindi a un basso rischio di credito, è capace di attrarre gli investimenti indispensabili per poter alimentare la crescita e renderla sostenibile nel tempo.