Airbnb, il nuovo turismo social e low-cost

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Potete affittare un atollo, un castello o un bilocale. Oppure mettere a disposizione casa vostra e guadagnarci anche qualche soldo... ...

Cos’è Airbnb. È una community dove è possibile prendere o mettere in affitto una casa, una stanza, un parcheggio o semplicemente un divano in tutto il mondo. Basta inserire la destinazione, eventualmente il periodo e il numero di persone, per accedere a tutte le offerte.

L’idea. L’idea è venuta nel 2007 a tre studenti di San Francisco, Joe Gebbia e i suoi coinquilini Nathan Blecharczyk e Brian Chesky, che per tirare su qualche soldo hanno preso ad affittare tre air-bed’n breakfast (materassini gonfiabili con colazione) a soli 5 euro l’uno oltre alla loro accoglienza e disponibilità. Così questi tre ragazzi hanno intrapreso una nuova rotta per cambiare il modo di far viaggiare le persone e l’hanno giustamente chiamata Airbnb.

Il fenomeno. Airbnb è nata ufficialmente nel 2008, ma nel nostro paese ha riscosso successo lo scorso anno: con 18 mila annunci per affittare casa, un giro d’affari di 5,2 milioni di euro e una crescita del 900% in un anno (Fonte: Il post).

Come pubblicare il proprio annuncio. Ci sono poche e semplici tappe:

1) Bisogna registrasi sul sito. Lo si può fare tramite Facebook o con il proprio account email.

2) Andare alla sezione pubblica annuncio. Selezionare lo spazio da affittare (che può essere un appartamento, una capanna, un loft, un’isola, un parcheggio, una villa, una tenda, un castello ecc.); il numero di posti letto; fare una descrizione dei locali e completare il form con alcuni dati personali.

3) Inserire le fotografie (Airbnb mette anche a disposizione un fotografo professionista gratuitamente).

L’annuncio rimarrà attivo finché non lo si rimuove.

Perché conviene affittare su Airbnb.

1) Si può scegliere chi ricevere e chi no: basterà controllare i profili, le recensioni e le segnalazioni o per determinare chi sarà il prossimo ospite. Lo si può addirittura contattare via email e fargli delle domande (nella sezione faq del sito ci sono alcuni esempi).

2) Completa libertà sulle tariffe e sui termini di cancellazione.

3) Il pagamento può avvenire tramite Paypal, bonifico o assegno: basterà selezionare il metodo preferito e Airbnb emetterà il pagamento 24 ore dopo il check in della clientela, trattenendo solo il 3 per cento dell’importo.

4) Airbnb lavora direttamente con Google per portare traffico ed esposizione. Si possono gestire più annunci da un solo account e in più esistono applicazioni per smartphone e tablet.

5) Quando si accetta una prenotazione tramite Airbnb la proprietà è coperta per furti o atti vandalici causati da un ospite Airbnb fino a 35.000 euro con la Garanzia Proprietari Airbnb.

6) E se le cose non dovessero andare come previsto basterà chiamare il callcenter di assistenza attivo 24 ore su 24 (i numeri sono 1-855-424-7262, +39-06-99366533 ).

Perché prenotare con Airbnb.

1) Ci sono spazi per tutti i gusti e per tutte le tasche nella maggior parte dei paesi del mondo.

2) Si può visitare un posto vivendolo da locali anziché da turisti. Spesso e volentieri gli ospitanti si offrono come ciceroni della città. Si possono stringere anche sincere amicizie.

3) Il centro assistenza saprà come aiutare gli ospiti Airbnb in caso di imprevisti 24 ore su 24.

Le testimonianze. Chelsey da Brooklin scrive: «La gratitudine che riceviamo da tutti i nostri ospiti è ciò che rende le inserzioni tramite Airbnb una delle parti migliori della nostra vita quotidiana».

Microeconomia. Secondo David Armano dell’Harvard Business review Airbnb è «il miglior esempio di come la contrattazione fra chi offre e chi fruisce un servizio sarà sempre meno intermediata. O meglio, sarà destinata a passare per i social network» (Fonte: Blogosfere).

La copertura. Al 12 marzo su Airbnb le proprietà pubblicate 129.211 (in 19mila città di 192 paesi). Solo in Italia, gli annunci sono 11.703 e coprono tutte le regioni (isole comprese).

L’offerta. Il 75% delle proprietà pubblicate su Airbnb sono fuori dagli Stati Uniti. Sara Magro del Post: «Airbnb ha sedi in vari paesi e dal 2012 è anche in Italia, grazie al fatto che il business da noi è cresciuto esponenzialmente: con questo sistema, nel 2011, hanno soggiornato in Italia 160 mila viaggiatori, 11 volte di più rispetto al 2010, e gli utenti italiani hanno prenotato 100 mila notti, sei volte di più dell’anno precedente. Nel 2011, il guadagno medio è stato di 8 mila euro per ogni proprietà milanese e di 10 mila per quelle romane. Fino a oggi sono state prenotate 5 milioni di sistemazioni in tutto il mondo, secondo il principio teoricamente lapalissiano che, a parità di prezzo, una bella casa è meglio di un brutto albergo. Solo che prima di Internet, una bella casa era più difficile da trovare e anche da valutare» (Fonte: Il post).

Da New York a Parigi. Benji Lanyado giornalista del New York Times è andato a dormire da Julien Szeps, uno chef ventiseienne che affittava il suo appartamento in rue du Faubourg St.-Martin, a Parigi, per 65 euro a notte: «Niente male per essere a dieci minuti a piedi dal Louvre» (fonte: The New York Times).

Alcune offerte. Un posto sul divano costa tra gli 8 e i 12 euro (a seconda delle città); per 45 euro* un appartamento per due di design nel Marais a Parigi; per 60* un bilocale per due sulla Gran Via di Madrid; per 265* si può affittare un intero atollo alle Fiji; per 606* un loft a New York di 2.250 metri quadri.