I 10 padiglioni da non perdere all’Expo 2015

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Un milione di metri quadrati messi a disposizione di 145 paesi del mondo. Il conto alla rovescia è quasi finito: ecco gli spazi da visitare assolutamente.

1. Il più duraturo: Italia. L’Italia avrà due spazi espositivi, il Cardo e Palazzo Italia, per un totale di 14.000 metri quadri d’esposizione. Palazzo Italia è il cuore dello spazio, e dopo l’Esposizione rimarrà come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città. Dentro al Palazzo Italia ci saranno molte attrattive, comprese la mostra dei mercati, sistema interattivo che permette il dialogo con i maggiori mercati ortofrutticoli d’Italia, e la mostra delle “Potenze Italiane” (Saper Fare, Bellezze, Limite, Futuro). Lungo il Cardo Nord-Ovest, invece, le regioni esporranno le eccellenze agricole, turistiche, enogastronomiche; nel Cardo Sud-Ovest si spiegheranno i concetti di filiera corta e di sostenibilità dello sviluppo. Nel Cardo Nord-Est ci sarà spazio per l’eccellenza del vino e nel Cardo Nord Est, infine, ci sarà l’Unione Europea, che ha voluto essere ospite dell’Italia e che metterà in mostra un alimento comune a tutti gli europei, il pane.

2. Il più attento all’ambiente: Estonia. Il padiglione estone si estende su una struttura composta al 50% da materiali di recupero: in questo spazio saranno presenti oltre 30 aziende, divise in tre piani fatti da blocchi di legno accatastati che, con la loro forma, richiamano la geografia del paese. Al piano terra ci saranno un ristorante, un chiosco per le informazioni e uno stand di souvenir. Al primo piano sarà allestita una mostra sui settori estoni più importanti, il secondo piano mostrerà una parte della vegetazione locale, comprese piante e alberi caratteristici dei paesi nordici. Vera attrattiva dello stand, lo spazio dedicato al kiiking, sport che si gioca su un’altalena gigante, inventato in Estonia e che all’expo si potrà praticare.

3. Il più scenografico: Francia. L’idea alla base del padiglione francese, grande oltre 3500 metri quadrati, è il mercato coperto. Il padiglione si ispira ai tipici mercati di molte città della Francia e punterà sul concetto di qualità dei cibi e delle materie prime, in linea con il tema generale dell’expo Milano 2015. Costruito in legno, pronto per essere smontato e trasportato altrove, il simbolo dell’identità francese all’Esposizione universale tra le altre cose avrà al suo interno anche la boutique dei sapori, la brasserie e un ristorante.

4. Il più verde: Israele. Il padiglione di Israele, che si sviluppa su di un’area complessiva di 2369 metri quadri, è diviso in quattro aree attraversate dal tema del “giardino verticale”. Tra le altre cose i visitatori troveranno una parete lunga 70 metri e alta 12 ricoperta da piante e fiori che cambieranno nel corso delle stagioni. Attraverso film 3D ed effetti multidirezionali il padiglione di Israele illustrerà ai visitatori la storia della sua agricoltura, con fiori, colture, primizie coltivate dagli inizi ai giorni d’oggi.

5. Il più grande: Germania. Escludendo l’Italia, la Germania avrà a disposizione il padiglione più grande dell’expo, quasi 5 mila metri quadrati con campi, prati e impianti per il risparmio energetico. Ogni visitatore avrà a disposizione un dispositivo (che non è stato ancora svelato) che permetterà di interfacciarsi con il futuro. Presente anche un’area assaggi per cancellare i pregiudizi sulla cucina tedesca.

6. Il più spirituale: Nepal.  Il padiglione del Nepal ha la forma di un mandala, la tradizionale rappresentazione del circolo della vita. Temi privilegiati all’interno della struttura: la valorizzazione dell’acqua e lo sviluppo sostenibile. All’interno dello spazio espositivo – 2710 metri quadrati – ci sarà anche un tempio ricoperto da decorazioni in legno ispirate al cibo.

7. Il più dinamico: Stati Uniti d’America. Gli Stati Uniti presentano un padiglione molto dinamico che mostra il ruolo dell’America nel futuro del cibo del mondo. Lo spazio espositivo racconta la storia del cibo americano attraverso racconti sulla sicurezza alimentare e la politica, le relazioni internazionali, la scienza e la tecnologia, la nutrizione e la salute. Tra le altre cose l’edificio ha una passerella in legno recuperato che proviene dal lungomare di Coney Island, aree espositive interattive e una terrazza panoramica. Al suo interno, una serie di furgoncini che servono cibi e bevande locali e spettacoli di cucina americana.

8. Il più tradizionale: Svizzera. Primo paese ad aver aderito all’expo, la Svizzera partecipa con un padiglione dedicato all’educazione. Il padiglione, che si estende su una superficie di 4.432 metri quadri, coniuga elementi industriali e tradizione: le torri, nella loro funzione di depositi, richiamano il mondo della tecnologia e delle macchine, la terrazza di legno e gli edifici con tetto a due spioventi alludono ai tradizionali paesini svizzeri. Il padiglione svizzero prevede aree liberamente accessibili in cui i visitatori possono muoversi a loro piacimento e un sistema di ticket per il percorso attraverso le torri di generi alimentari situate al centro.

9. Il più sensibile: Giappone. Con la sua partecipazione all’expo il Giappone vuole proporre la propria cultura alimentare come esempio di nutrimento sano, sostenibile ed equilibrato e come modello contro la fame. Le parole chiave attorno alle quali si snoda l’intervento giapponese sono essenzialmente due: Salute e Edutainment (“educare divertendo”). Il padiglione, 4.170 metri quadri, ha un’ampia entrata e si sviluppa in lunghezza come le case tradizionali giapponesi. Oltre a materiali naturali come bambù e legno, nel padiglione non mancano tecnologie informatiche e sistemi per il risparmio energetico.

10. Il più ispirato: Cina. Agricoltura, alimentazione, ambiente, sviluppo sostenibile sono i punti focali della partecipazione della Cina all’expo. I temi intorno a cui si dipana l’esposizione, su un’area di 4.590 metri quadri, sono tre: “Il dono della natura”, per illustrare il processo del raccolto secondo il calendario cinese; “Cibo per la vita”, per mostrare il percorso produttivo del cibo; “Tecnologia e futuro”, per documentare i progressi scientifici nell’agricoltura. È la prima volta che la Cina partecipa a un’Esposizione Universale con un Padiglione self-built e si impegna a mostrare e spiegare nei dettagli la sua politica agricola, dalla storia alle innovazioni del futuro.