10 consigli per distinguersi a un colloquio di lavoro

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Informarsi sui potenziali datori di lavoro, mostrarsi disponibili e flessibili, rispondere alle domande con chiarezza: dritte per giocarsi al meglio le proprie carte durante il primo faccia a faccia con il capo.

1. Conoscere l’azienda cui ci si rivolge. Informarsi sull’azienda cui ci si propone: capirne dimensioni, settore, attività di business e posizionamento sul mercato. Connettersi alle pagine social del proprio referente: mostrarsi interessati mettendo “mi piace”, commentando gli status, partecipando alle discussioni sui vari canali. Oltre alle risposte agli annunci sulla sezione “lavora con noi”, i selezionatori del personale sono molto attenti alle interazioni sui canali social.

2. Capire di che cosa l’azienda ha bisogno. Se si risponde a un annuncio, leggerlo con attenzione per capire ruolo e competenze che l’azienda sta cercandoIl curriculum va sempre adattato alle caratteristiche dell’azienda cui ci si propone: di volta in volta, mettere in evidenza le esperienza lavorative e formative più significative ai fini della selezione, eliminando o sintetizzando ciò che non è rilevante. Indicare con precisione tutti i propri contatti (domicilio, residenza, numeri di telefono, e-mail, eventuali profili social ecc.), evitare informazioni superflue ai fini della selezione.

3. Puntuali, non (troppo) in anticipo, mai in ritardo. È importante presentarsi presso la sede del colloquio in orario, né con largo anticipo né in ritardo. L’ideale è arrivare al massimo 15 minuti prima dell’orario prefissato, per osservare l’ambiente circostante senza creare disturbo. In caso di ritardo, avvisare tempestivamente il selezionatore: non farlo è percepito come disinteresse e mancanza di rispetto verso chi vi sta aspettando.

4. Vestirsi con cura. Secondo CareerBuilder.it, sito di recruiting e ricerca di lavoro in America, l’abbigliamento sbagliato è l’errore più comune commesso dai candidati durante il colloquio di lavoro (avviene nel 57% dei casi), seguito dal non dimostrare sufficiente interesse (55%) e dal parlare male dei colleghi o del precedente impiego (52%). Per il primo incontro scegliere un abbigliamento ordinato e sobrio, sempre adeguato al contesto.

5. Chiarezza e professionalità anche quando il colloquio è online. Durante l’incontro con il selezionatore mantenere un atteggiamento professionale e dinamico, non essere aggressivi. Molto apprezzata la chiarezza di idee, che non deve trasformarsi in rigidità. Stesso atteggiamento deve essere mantenuto anche se il colloquio è online (sempre più aziende, infatti, valutano i candidati su Skype o Google Hangouts). Se l’incontro è digitale, assicurarsi, tra le altre cose, che l’ambiente sia consono e ordinato: non dimenticare cibi o bevande, posaceneri o qualsiasi cosa possa distogliere l’attenzione, risultando inopportuno o disordinato.

6. Controllare emotività e ansia. Il colloquio non è un momento in cui si viene giudicati, è un’occasione da sfruttare a pieno, per scambiarsi informazioni utili con il selezionatore al fine di capire se sia o meno un lavoro adatto al proprio profilo. Mostrarsi timorosi, emotivi, ansiosi non è una buona mossa. Controllare anche il linguaggio del corpo: tenere le braccia conserte, per esempio, indica un atteggiamento di chiusura, a distogliere continuamente lo sguardo, specialmente per gettare rapide occhiate di lato, si rischia di passare per bugiardi.

7. Scegliere con cura le parole. Ascoltare con attenzione le domande rivolte, tentando – se possibile – di coglierne anche i significati meno espliciti. Rispondere in modo chiaro, conciso ed esaustivo. Tono pacato, lessico ricco e privo di espressioni dialettali sono molto apprezzati, così come la capacità di evitare divagazioni o, al contrario, risposte troppo sintetiche. Buona norma, poi, è non entrare troppo nella propria sfera personale, mantenendo una più discreta distanza professionale.

8. Essere coerenti e non mentire. Chi si occupa di selezione è in grado di capire se un’informazione è esagerata o falsa: meglio essere sinceri e non mentire su competenze ed esperienze. Le domande del selezionatore possono riguardare il curriculum, le precedenti esperienze lavorative, il percorso formativo, i propri interessi. Un selezionatore abituato a gestire i colloqui non impiegherà molto a scoprire eventuali incongruenze con il solo risultato di apparire insicuri o inaffidabili.

9. Dimostrarsi disponibili e flessibili. Evidenziare le proprie preferenze senza che queste diventino vincolo o causa d’irrigidimento, lasciando intendere disponibilità ad adattarsi alle proposte del possibile datore di lavoro. Se, infatti, da un lato è importante dimostrare di non essere disposti ad accettare “qualunque lavoro”, dall’altro comprendere il contesto, dimostrando volontà di mettersi in gioco e disponibilità ad adattarsi, è senza dubbio una carta vincente.

10. Mostrare curiosità. Nella fase finale del colloquio spesso il selezionatore chiede al candidato se ha domande sull’azienda. In questo caso è importante dimostrarsi curiosi. Il candidato può esprimere eventuali dubbi o richiedere ulteriori informazioni non emerse durante il colloquio. In un primo momento è consigliabile non mostrare troppo interesse per la retribuzione, argomento generalmente discusso nei colloqui successivi.