YouTube all’attacco della tv

Negli Usa YouTube lancia canali a pagamento con abbonamenti a partire da un dollaro. Tra i 53 canali proposti National Geographic KiDS, Big Star Movies, Digital Golf e Big Star Movies. Prova gratuita per 14 giorni di un business (potenzialmente) enorme…

“Un programma pilota con canali a pagamento”. YouTube ha annunciato sul suo blog ufficiale la partenza – negli Usa – di un “programma pilota per un piccolo gruppo di partner che offre canali a pagamento, con canoni di abbonamento a partire da 0,99 dollari al mese”. YouTube, che in appena otto anni è passato da un singolo video caricato (Me At The Zoo) a un miliardo di utenti mensili (se YouTube fosse un paese sarebbe il terzo più grande al mondo dopo Cina e India), si prepara così a completare la sua trasformazione in tv.

Quattro miliardi di ore di video al mese. Ogni mese, su YouTube, vengono guardati oltre quattro miliardi di ore di video. Sul sito ogni minuto si caricano 72 ore di video.

Un’ipotesi discussa da tempo. L’ipotesi che Google, proprietaria di YouTube, stesse lavorando a una soluzione simile, circolava da tempo. Per anni si è discusso dei vantaggi che avrebbe potuto portare al sito e a chi carica video: fino a ora i proprietari dei canali su YouTube – in pratica chiunque carica un video – basavano buona parte dei loro ricavi sulla pubblicità, mostrata prima o in sovrimpressione durante lo streaming dei filmati.

Quali sono i canali. I canali tematici offerti da YouTube sono 54 (qui l’elenco completo) e sono fruibili soltanto con un abbonamento mensile o annuale. Ci sono canali per ragazzi, come National Geographic Kids o Baby First Plus, altri per sportivi e patiti del fitness, come iAmplify fitness o Primezone Sports oltre, ovviamente, a quelli dedicati ai film, come Big Star Movies. Almeno per adesso, questi canale a pagamento non sono disponibili nel nostro Paese. 

Come funzionano gli abbonamenti. Le tariffe degli abbonamenti partono da un minimo di 0,99 dollari al mese, ma alcuni canali, come National Geographic Kids, hanno un prezzo più alto (comunque non più di tre dollari). Altri ancora, come anticipato dal Financial Times, avranno sconti annuali. Gli utenti interessati hanno diritto a due settimane di prova durante le quali accedere al servizio in maniera completamente gratuita.

Soltanto i pc tradizionali, per ora. Al servizio, almeno per adesso, ci si può iscrivere soltanto attraverso il computer tradizionale. Da YouTube, però, fanno sapere che si tratta soltanto di una questione di tempo: presto sarà possibile abbonarsi anche attraverso gli altri dispositivi. Dopo l’abbonamento, i canali saranno visibili da pc, tablet, telefono e tv.

Un servizio accessibile soltanto negli Usa. Per ora i canali a pagamento di YouTube sono accessibili soltanto dagli Stati Uniti. Prossimamente l’offerta dovrebbe estendersi oltre i confini americani (i piani per il nostro Paese, per adesso, sono ancora sconosciuti).

A chi andranno i soldi. YouTube tratterrà il 45% della cifra versata per l’abbonamento, lasciando il 55% ai proprietari dei diritti.

Un pubblico (e un business) enorme. Il pubblico di YouTube, ha scritto il Financial Times, è formato da un miliardo di utenti che guardano sei miliardi di ore di video ogni mese. Colossi come Time Warner, The Chernin Group, Bertelsmann e Discovery Communications hanno investito in aziende che producono e aggregano contenuti per YouTube, segno che il business del settore è enorme.

Il parere dell’esperto. Spiega a VoceArancio Glauco Benigni, giornalista e responsabile della Comunicazione delle Strategie Tecnologiche RAI, autore di YouTube La Storia (Salani Editore): “Youtube può essere considerato come un’enorme tv senza frontiere, ma non è solo questo. A seguito di accordi, peraltro molto sofferti, con le Majors del cinema, da qualche tempo e sempre più in futuro dentro YouTube circoleranno film sia gratis sia a pagamento. Youtube, quindi, non è solo una tv, si candida a essere anche una Pay tv, un sistema di video on demand e tenderà a sostituire gli apparati di homevideo come ha già in gran parte sostituito i sistemi di riproduzione musicale che esistevano nelle case. Il progetto appena lanciato negli States, se applicato alla realtà italiana, potrebbe avere una portata illimitata: da minima a macroscopica. Bisognerà capire anche come si comporterà anche il mercato pubblicitario. Sono anni che suggerisco ai produttori di mettere i film che hanno nel cassetto in rete. Non lo fanno perché forse hanno paura”.

Un cambiamento epocale. YouTube sta lavorando da tempo alla realizzazione di canali premium e ha investito circa 200 milioni di dollari nella realizzazione di questo nuovo progetto, lavorando con tutte le principali media companies americane e internazionali. Per l’azienda si tratta di un cambiamento epocale, una svolta radicale dalla formula gratuita sostenuta dalla pubblicità da sempre perseguita. Non che questo significhi che i video dei gattini o quelli dei tutorial passino a pagamento, almeno per ora, ma di sicuro la scelta dell’offerta a pagamento modifica il ruolo che YouTube ha avuto fino ora nella diffusione e nel successo dei video on line.

redazione


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