Un taxi in un’app

Per spostarsi in città, usare il taxi, a volte, è inevitabile. Prenotando un’auto con lo smartphone, però, si può spendere meno. Cabeo, Uber, YourpersonalJames: come spostarsi senza svenarsi…

Spendere meno per spostarsi con le app. Ridurre i costi legati agli spostamenti in auto, un’esigenza che si può soddisfare in molti modi. Un corretto stile di guida, car pooling, car sharing e non solo. Valide alternative arrivano anche dal mondo delle app. Vediamo le principali.

Bandwagon, per ora solo negli States. Bandwagon, per esempio. Creata dal programmatore David Mahfouda, laurea ad Harvard nel 2005 e grande passione per tecnologia e trasporti, Bandwagon è un’app nata sull’onda del fenomeno del car pooling che permette di condividere le corse in taxi. In che modo? Registrandosi al servizio, si può prenotare la corsa il cui costo si riduce se ci si rende disponibili alla condivisione: se, infatti, qualcuno nei paraggi ha bisogno di percorrere lo stesso tragitto (o si aggiungerà durante la corsa), si è subito avvisati e, se si accetta, la spesa si riduce. Con i compagni di viaggio, infatti, si dividerà il costo del taxi, e la somma si può anche tagliare di un terzo. Attualmente l’applicazione funziona soltanto per i percorsi da e per gli aeroporti JFK e La Guardia di New York, ma Mahfouda punta a sviluppare una rete capillare nel resto della città.

Dalla California arriva Uber. Passando al nostro Paese le alternative non mancano. Molto fiorente, per esempio, il servizio Ncc, del Noleggio con conducente in chiave 2.0. C’è la californiana Uber, servizio di chiamata per berline di lusso attivo in 40 città del mondo (in Italia a Milano e Roma) prenotabile dallo smartphone. L’app si scarica gratis: quando occorre un’auto basta cliccare sull’icona per visualizzare una mappa con la propria posizione e con quella delle vetture più vicine. Digitato il luogo di destinazione, compare un preventivo di spesa: se si conferma la prenotazione, viene comunicata la targa dell’auto, la foto dell’autista, il suo numero di cellulare e il tempo di attesa. Sul posto arriva un’elegante vettura scura – Mercedes, Audi o Bmw – e un autista che apre le porte e fa accomodare i passeggeri. Conclusa la corsa, il conto è addebitato automaticamente sulla carta di credito e la ricevuta inviata via posta elettronica. Di solito la spesa supera del 20-30% quella di una corsa in taxi ma è inferiore a quella del tradizionale Noleggio con conducente, anche se la sensazione è di avere un’autista personale. L’importo totale è calcolato da un algoritmo che mette insieme tempo impiegato e distanza percorsa. Servizio simile è offerto dall’italiana ezDriver, che tuttavia, almeno per ora, non permette di prenotare tramite smartphone, e da YourpersonalJames, che richiede la prenotazione della corsa in anticipo e soltanto attraverso il sito internet. Attivo per ora a Roma, Milano, Firenze e Varese, YourpersonalJames offre tariffe promozionali a chi effettua più corse nello stesso mese.

Un passaggio col car sharing. Altra alternativa ai mezzi pubblici, poi, è il car sharing dove chiunque può mettere a disposizione un passaggio sulla propria auto per tagliare spese e condividere spostamenti brevi o lunghi. Obiettivo: risparmiare soldi e ridurre le emissioni di anidride carbonica. All’estero i servizi più interessanti sono Lyft e SideCar. Da noi ci sono i diffusissimi BlaBlaCar (iOS, Android, Windows Phone: gratis) e Carpooling.it (iOS, Android: gratis) ma anche  RoadSharing e CarFriends.

redazione


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