Un mondo senza carta

Niente più faldoni stracolmi di documenti: dall’anagrafe alla fatturazione si può fare tutto online… Risparmiando tempo e soldi…

Meno burocrazia, meno carta. La legge Semplifica Italia, pensata per togliere un po’ di scartoffie burocratiche, sta funzionando. Nei primi quattro mesi di applicazione la riduzione dei certificati anagrafici è stata del 53,65%. La tendenza è un calo progressivo, dal 48% di gennaio 2012 al 59% di aprile 2012. Si passa da una media di 0,53 certificati per abitante nel 2011 (1 ogni 2 anni) a una media di 0,25 certificati per abitante nel 2012 (1 ogni 4 anni). Se la tendenza resterà questa, per Natale l’Italia raggiungerà un risparmio di 24 milioni di certificati e incalcolabili file agli sportelli.

Tutto più semplice e veloce. La cura contro lo spreco di carta, imposta dalla legge Semplifica Italia, riguarda tanti tipi di certificati: da quelli di residenza, che ora si fanno online, ai pagamenti elettronici verso la pubblica amministrazione, alle ricette mediche elettroniche. L’intervento voluto dall’attuale governo tende a ridurre la richiesta di documenti da parte delle amministrazioni pubbliche, preferendo che i vari uffici, che possiedono i dati, si parlino tra loro senza mettere di mezzo il cittadino, con notevole risparmio di carte e meno perdita di tempo.

La registrazione. La prima cosa da fare è registrarsi al sito del proprio comune. Se si è in possesso di una carta di identità digitale tutto il procedimento può essere fatto online altrimenti, per farsi rilasciare le credenziali di accesso è possibile inviare la richiesta via fax o email (alcuni richiedono la Pec). Tenete presente che modalità di richiesta possono variare da comune a comune (Qui il link per trovare il vostro)

Buone notizie dall’Italia. Nella produzione e nel riciclo di carta e cartone, l’Italia è seconda solo alla Germania in Europa: nel 2010 la differenziata in questo settore ha raccolto 3 milioni di tonnellate di materiale, secondo i dati forniti da Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica). Nel 2010 è stato recuperato e riciclato il 90% degli imballaggi immesso al consumo. Molto bene, soprattutto considerando che la media europea è del 68,9%.

I numeri della carta riciclata. Su 9 milioni di tonnellate di carta e cartone prodotti ogni anno in Italia, più della metà – 5,2 milioni di tonnellate, il 57% del totale – è ricavata utilizzando il macero proveniente dalla raccolta differenziata. Il rapporto carta e macero è questo: per ottenere una tonnellata di carta occorrono circa 1,1 tonnellate di macero.

Meno discariche. Negli ultimi 10 anni, grazie ai piccoli gesti quotidiani di separazione di carta e cartone dagli altri rifiuti, è stata evitata la formazione di 222 discariche e, nel 2010, si è risparmiata l’emissione di 10,2 milioni di tonnellate di gas serra (rispetto alle emissioni generabili in assenza di riciclo). Il riciclo di una tonnellata di carta evita l’emissione di due tonnellate di anidride carbonica.

Da un albero si ricavano 79 mila fogli di carta. La rivista scientifica Focus ha calcolato che da un albero si ricavano circa 79 mila fogli di carta: «Secondo una stima del Wwf, per produrre un chilo di carta sono necessari 0,7 kg di cellulosa. Per produrre un chilogrammo di cellulosa servono 0,0036 metri cubi di legno. Una risma da 500 fogli di carta formato A4 (21 x 29,7 cm) da 80 grammi, al metro quadro pesa 2,494 chilogrammi. Per produrla servono quindi 2,494 x 0,7= 1,7458 kg di cellulosa, equivalenti a 0,00628 metri cubi di legno. Da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, che secondo questi calcoli si traduce in 159 risme di carta, ossia 79.500 fogli».

Un risparmio di 30 milioni. A pieno regime, le novità produrranno un risparmio non indifferente. Tanto per fare un esempio, usando solo documenti di carta un istituto di scuola superiore con mille alunni e 45 classi può arrivare a spendere fino a 6.262 euro per pagelle, registri, documenti e libretti per studenti. Secondo il Miur (Ministero dell’Istruzione), il risparmio complessivo per il sistema scolastico garantito dal piano di digitalizzazione è di circa 30 milioni di euro: 4 milioni di euro nella scuola elementare (circa 2 euro a studente), 10 milioni nella media inferiore (circa 6 euro a studente) e 16 milioni nelle superiori (circa 6 euro a studente).

Ogni italiano usa 200 chili di carta l’anno. Secondo il Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco), ogni italiano usa 200 chili di carta all’anno, pari a 80 risme di A4.

La mania di stampare e-mail. Solo nel 2001, ha calcolato la Hewlett-Packard, le stampanti da ufficio americane hanno sputato fuori 1,2 trilioni di fogli stampati, segnando un aumento di oltre il 50% in 5 anni. «Il fatto è che non ci si pensa un attimo a stampare qualcosa che ci interessa (tanto paga l’azienda). Una pagina web che contiene due righe di informazioni utili? Un clic su “print” e il foglio già esce caldo da una “laser” silenziosa. Ma nella lista dei responsabili di questa inflazione la responsabilità principale va all’e-mail: il suo uso in ufficio può portare, sostengono ricerche citate nel libro, a un incremento del 40 per cento nel consumo di carta. Perché nonostante si possano tenere ordinatamente archiviate nel programma di posta elettronica, i propri messaggi digitali molti preferiscono stamparli» (Riccardo Staglianò su Repubblica).

Un aiuto dalle imprese. Anche le imprese stanno facendo la loro parte nel risparmio di carta. Infatti, aumenta il numero di quelle che trasformano in formato elettronico documenti, fatture, fascicoli doganali da scambiare e conservare. Già oltre 60mila aziende italiane hanno avviato questo processo. Ma resta ancora una grandissima quantità di fogli e faldoni. In un anno, secondo calcoli dell’Osservatorio fatturazione e dematerializzazione del Politecnico di Milano , circolano circa 600 miliardi di fogli per la gestione del business nelle aziende. L’eliminazione di tutta questa carta attraverso il digitale eviterebbe l’abbattimento di quasi 24 milioni di alberi, riducendo le emissioni di CO2 di oltre 4 milioni di tonnellate. In un anno, calcola l’Osservatorio, sono stati emessi circa 35 milioni di fatture telematiche, appena il 2% del totale di quelle in circolazione. C’è, insomma, ancora tanto da fare: secondo stime dell’università milanese, se si estendesse la sola fatturazione elettronica in tutte le imprese, si potrebbe dare una sforbiciata ai costi per oltre 60 miliardi di euro l’anno.

Meno carta se il tablet entra in azienda. In una ricerca sponsorizzata da Ricoh si legge che il 59,2% delle aziende che hanno introdotto l’uso del tablet per i dipendenti hanno notato una riduzione del numero delle pagine stampate e di conseguenza l’uso di carta, con riflessi positivi sul consumo di toner, inchiostri, e manutenzioni varie.

Informazione digitale. Il risparmio di carta è garantito anche dal cambiamento di alcune abitudini. Una di queste è senz’altro la lettura del giornale, che ormai può farsi anche attraverso il tablet e il pc. Doxa ha scoperto che il 60% degli italiani che possiede un tablet ha iniziato a leggere di più i quotidiani e i periodici. Il 90% ha scaricato applicazioni e quelle che permettono di leggere i giornali (53%) sono seconde solo alle app per l’intrattenimento (67%). Per questo i giornali si stanno adeguando: tutti hanno versioni digitali, adeguate anche a tablet e smartphone. Alcuni si stanno preparando all’addio definitivo alla carta: è il caso del Newsweek, che presto diventerà solo digitale.

La curiosità. Quali altre nostre abitudini cambieranno? Difficile dirlo: basta pensare allo storico calendario Lavazza che, dopo venti anni di pubblicazione cartacea, nell’edizione del 2013 sarà in formato esclusivamente digitale.
Ecco un elenco di consigli su come risparmiare carta in ufficio, per fare ognuno la propria piccola parte.

Evitare, se possibile. È proprio necessario stampare un documento, o basta una lettura video? Il più delle volte è sufficiente controllare i documenti dallo schermo del pc. Si possono ingrandire, se si fatica a vederli, e per archiviarli basta creare un archivio pdf dei file che servono. Rimarranno senz’altro più ordinati dei fogli volanti sulla scrivania.

Niente sprechi. Se proprio si deve stampare, impostare funzione fronte-retro, che dimezza i consumi. Prima di avviare la stampa, controllare l’anteprima per evitare errori.

Riutilizzare. I fogli usati per stampe che non servono più, possono essere utilizzati per prendere appunti, segnare numeri di telefono, annotare idee. Le cartellette, girate al rovescio, sono come nuove. Le buste in buono stato, cambiata l’etichetta, possono essere utilizzate per le comunicazioni interne. Per le quali, comunque, è sempre meglio usare l’e-mail.

Usare carta riciclata. Se ne trovano in commercio di ogni grammatura e tonalità di colore, e le stampanti di nuova generazione non hanno alcun problema a supportarla. Secondo Legambiente, per ottenere una tonnellata di carta nuova ci vogliono 15 alberi, 440 mila litri d’acqua e 7600 Kwh di energia elettrica. Mentre, per produrre carta riciclata non si abbattono alberi, si riducono della metà i consumi di energia e fino all’80% quelli di acqua. Inoltre, utilizzando carta riciclata si risparmia all’ambiente circa l’84% delle emissioni di anidride carbonica, che verrebbero liberate in atmosfera se la stessa carta fosse prodotta da cellulosa pura.

Ricicla. Mettere uno scatolone accanto alla stampante per gettare i fogli che non servono più. Ma prima di buttare la carta, togliere tutto ciò che non è cellulosa, come punti metallici e nastri adesivi.

Il futuro. All’università di Cambridge hanno realizzato una macchina che cancella i fogli già stampati. Grazie a brevissime pulsazioni laser (millesimi di nanosecondo) la de-stampante è in grado di vaporizzare l’inchiostro del toner presente sul foglio senza danneggiare la carta. Secondo i ricercatori che l’hanno sviluppata, la stampante al contrario permette di riutilizzare un foglio fino a 20 volte.

Per ogni albero abbattuto ne vengono piantati tre. Dal 1950 a oggi, secondo Assocarta, la superficie delle foreste europee è cresciuta del 30 per cento. Merito della gestione sostenibile delle foreste promossa dall’industria cartaria in Europa che fa sì che per un albero tagliato ne vengono piantati tre.

La certificazione. Dal 1993 esiste anche la certificazione FSC, Forest Stewardship Council, ovvero sistema internazionale che garantisce che la materia prima usata per realizzare un prodotto in legno o carta proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici (Clicca qui per maggiori informazioni o per certificare la tua azienda).

redazione


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