Tracciare le spese per imparare a risparmiare

Anche se può sembrare noioso o troppo ovvio, registrare le entrate e le uscite economiche è un metodo efficace per imparare a gestire meglio i propri soldi.

Per dire se una persona stia gestendo in modo accurato le proprie finanze, anche senza conoscere il suo livello di educazione finanziaria o sapere la composizione dei suoi investimenti, basterebbe partire da un’informazione molto semplice: se sta tenendo traccia delle proprie spese oppure no. Monitorare il proprio bilancio di entrate e uscite, infatti, è un modo facile ed efficace per costruirsi una maggiore consapevolezza a livello finanziario e imparare a risparmiare di più.

Tracciare la spesa per aumentare i risparmi.  Quando i risultati del monitoraggio mostrano che stiamo spendendo più del previsto, siamo infatti spinti ad agire per cambiare le cose in meglio. Uno studio svolto in Australia su un campione di studenti universitari evidenzia che il controllo regolare delle spese può cambiare le abitudini di risparmio. Nel caso in esame, se nel primo mese del monitoraggio gli studenti esaminati risparmiavano l’8% del proprio reddito, a fine esperimento, dopo quattro mesi di monitoraggio, la percentuale del reddito risparmiato era salita quasi al 40%.

Taccuino o excel, l’importante è tracciare.  Come partire, praticamente? Inanzitutto scegliendo se tenere traccia delle spese con carta e penna o tramite strumenti digitali più o meno sofisticati. In realtà come lo facciamo poco importa, l’importante è iniziare a farlo. Certo il tracciamento è facilitato usando la moneta elettronica (carte di credito e di debito, pagamenti contactless), che consente di scaricare lo storico delle transazioni ed elabolarle poi su fogli elettronici. D’altro canto l’uso di carta di credito e pagamenti online a volte porta a un aumento degli acquisti impulsivi: ben vengano quindi  gli alert, che ci aiuteranno a riflettere di più sui nostri comportamenti.

Monitorare per scegliere in consapevolezza. Iniziando a registrare le nostre spese avremo la possibilità di adattare il nostro comportamento e  fare scelte economiche migliori. Partiamo dalla colazione: facendo l’esercizio di monitoraggio, potremmo accorgerci che spendiamo circa 3 euro quotidiane per caffé, brioche e snack vari fuori casa e questo comporta una spesa annuale di oltre 1000 euro. Essendone consapevoli, potremo scegliere comunque la gratificazione quotidiana della colazione al bar, se per noi è importante, o, al contrario, scegliere di farla fuori casa solo nel weekend, impiegando magari il denaro risparmiato per una vacanza. O ancora, in alternativa, conservare l’abitudine alla colazione fuori e compensarla portandosi ogni tanto il pranzo da casa.

Perché cominciare da subito. Se tenere traccia delle proprie spese sembra la scelta più ragionevole, non tutti lo fanno. La nostra tendenza a procrastinare e a rimanere legati a vecchie abitudini (anche di spesa) è un ostacolo forte al cambiamento. Ecco allora tre evidenze da tenere a mente per aiutarci a cominciare.

  • La semplificazione aiuta a sconfiggere l’inerzia. Monitorare la spesa non richiede un cambiamento radicale del nostro stile di vita. Proviamo a stimare quanto crediamo di spendere in un mese e poi verifichiamo se la nostra idea era corretta tenendo effettivamente traccia delle spese per un solo mese.
  • Dare valore economico al tempo speso nel monitoraggio. Siamo tutti molto impegnati e il costo in termini di tempo di tenere traccia delle spese ci sembra molto elevato. Questo perché diamo  valutazione economica del tempo e siamo portati a spenderne di più per attività retribuite e meno in altre senza compensazione monetaria diretta. Allora riformulare i termini della scelta sull’uso del tempo può essere d’aiuto. In altre parole, legare il concetto delle poche ore al mese necessarie al monitoraggio della spesa ad un ritorno economico potenziale annuale può aumentare la nostra disponibilità a fare il sacrificio.
  • Risparmiare per spendere. Infine, se nonostante tutto queste strategie di gestione attiva delle nostre finanze ci sembrano troppo impegnative, ricordiamoci della raccomandazione di Warren Buffett, il multimiliardario americano, che ricorda che “non dobbiamo risparmiare dopo avere speso, ma spendere dopo avere risparmiato”.  L’attività di monitoraggio, insomma, può portarci senza troppi sforzi a un risparmio che potremo poi impiegare per le attività che preferiamo, dallo shopping ai viaggi agli investimenti per il futuro nostro e della nostra famiglia.

PAOLO PIZZOLI
Paolo Pizzoli


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