Tassa rifiuti, la mini guida pratica per scadenze e pagamenti

La Tari (tassa sui rifiuti) è stata introdotta dalla Legge n. 147 del 2013, meglio nota come Legge di Stabilità 2014. Insieme alla Tasi, costituisce la componente servizi della nuova Iuc, Imposta unica comunale, entrata in vigore il primo gennaio 2014.

Tari, una definizione. La Tari (tassa sui rifiuti) è stata introdotta dalla Legge n. 147 del 2013, meglio nota come Legge di Stabilità 2014. Insieme alla Tasi, costituisce la componente servizi della nuova Iuc, Imposta unica comunale, entrata in vigore il primo gennaio 2014. La Tari, in ambito rifiuti, prende il posto della Tares: la differenza principale tra le due è che la vecchia tassa finanziava anche i costi di altri servizi comunali (ad es. illuminazione pubblica, polizia municipale, costi del personale degli uffici amministrativi).

A che cosa serve.  Le entrate garantite dalla Tari serviranno a coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. La tassa si compone di due parti: una fissa, per coprire i costi permanenti del servizio, e una variabile, che varia in base all’utilizzo del singolo utente.

Chi la deve pagare.  Pagano la Tari i soggetti che possiedono o detengono a qualsiasi titolo (occupando in locazione, comodato o godimento di fatto) locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. E’ escluso dal versamento chi detiene i locali per meno di sei mesi: in tal caso è proprietario a dover pagare la tassa.
Ma cosa succede se lo stesso locale o area appartiene a più proprietari? Tutti i soggetti sono obbligati in solido: le persone coinvolte sono obbligate per il totale dell’importo, ma il versamento di uno libera gli altri dal versamento.
Facciamo un esempio: la Tari da versare per un immobile è di 100 euro. La proprietà dell’immobile è di 4 individui, quindi ciascuno dovrebbe versare 25 euro. I soggetti devono necessariamente completare il versamento. Nella pratica, il pagamento può essere effettuato per quote (ognuno paga 25 euro) o anche da un solo soggetto (che versa 100 euro). Nel caso in cui nessuno paghi la propria quota, lo stato può richiedere l’importo totale (100 euro) a qualsiasi dei 4 soggetti fino al conseguimento della somma.
Non dovranno pagare la Tari, invece, i soggetti che detengono o posseggono aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili non operative, oltre che le aree condominiali non detenute o occupate in via esclusiva.

Come si calcola.  Per quanto riguarda la parte fissa della Tari, è assoggettabile alla tassa l’80% della superficie catastale. Per la componente variabile, invece, sono presi in considerazione altri aspetti, come ad esempio il numero di componenti del nucleo familiare. Sul sito dell’Ama di Roma è disponibile un simulatore di calcolo per i cittadini.

Quando si paga.  In termini generali, la Tari deve essere versata in almeno due rate, a scadenza semestrale: è consentito però anche il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno. In base a quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2014, tuttavia, sono direttamente i comuni a stabilire il numero preciso delle rate e le scadenze di pagamento del tributo. Per questo motivo è consigliabile interessarsi direttamente presso il proprio comune di riferimento per avere le informazioni necessarie.

Come si paga. I comuni hanno ampio potere decisionale anche sulle modalità di pagamento. Ogni soggetto interessato riceverà in ogni caso un avviso di pagamento contenente le informazioni necessarie per rispettare l’adempimento. Le modalità di versamento più frequenti sono il MAV e il modello F24 (l’Agenzia delle Entrate ha fornito tutti i codici tributo necessari per la corretta compilazione del modello con la Risoluzione 45/E del 25 aprile 2014).

 

 

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