Stop alle bionde, e i soldi non vanno in fumo

Fa male alla salute e danneggia il portafoglio: un pacchetto di sigarette al giorno costa 1500 euro l’anno. E con la manovra i prezzi saliranno…

11, 8 milioni di fumatori. In Italia i fumatori sono 11,8 milioni; gli ex fumatori 7,8 milioni; i non fumatori 32,3 milioni.

87 milioni di chili di sigarette. Nel 2010, in Italia, sono stati venduti 87 milioni di chili di sigarette. Un chilo corrisponde a cinquanta pacchetti da venti.

13,6 sigarette al giorno. In media, un fumatore consuma 13,6 sigarette al giorno. Spesa settimanale: almeno 15,4 euro (16,1 euro nel 2010).

Perché si smette. Il 41,4% degli ex fumatori dice di aver smesso di fumare per motivi di salute, il 35,9% perché fa male, il 5,9% per la nascita di un figlio e il 3,4% per risparmiare (dati OssFAD).

Spese e ricavi. Dalle accise sulle sigarette (58,5% sul prezzo di vendita) lo Stato ricava 10,48 miliardi di euro, di cui 7,5 spesi poi in costi sanitari.

Nuovi aumenti. Con la nuova manovra del governo le accise sui tabacchi lavorati aumenteranno. Secondo il Sole 24 Ore dal 2012 il costo delle bionde dovrebbe salire di 20-25 centesimi.

L’aumento dovrebbe portare maggiori entrate. Spiega Marco Reguzzoni, presidente dei deputati della Lega Nord alla Camera: «Un nuovo introito che sarebbe destinato per intero al sostegno dell’assistenza sanitaria regionale e che innescherebbe, fra l’altro, un’auspicabile diminuzione del consumo di tabacco. La proposta si basa anche sui volumi di vendita di tabacco in Italia che si aggirerebbero per il 2010 intorno ai 5 milioni di pacchetti di sigarette l’anno. Un aumento delle accise sui tabacchi lavorati genererebbe maggiori entrate pari a circa 5 milioni per ogni euro di aumento».

I benefici fisici derivanti dall’abbandono della sigaretta. Dopo venti minuti dall’ultima sigaretta la pressione sanguigna tende a normalizzarsi; dopo otto ore il livello di monossido di carbonio nel sangue scende verso la norma e s’incrementa il livello di ossigeno; dopo 24 ore i capelli, la pelle e l’alito non hanno più l’odore del fumo; dopo 48 ore il senso del gusto e dell’olfatto migliorano; dopo 72 ore è più facile respirare e aumenta la capacità polmonare; dalle due settimane ai tre mesi aumenta il livello di energia, il viso è più roseo e rilassato, la pelle più luminosa e i capelli più splendenti; dopo nove mesi tosse, congestione, fatica e respiro corto diminuiscono. Dopo cinque anni il rischio di decesso per tumore polmonare si riduce progressivamente del 50% circa, diminuisce il rischio di sviluppare tumori in altre sedi anatomiche: bocca, esofago, faringe, laringe, reni, vescica e pancreas. Per le coronarie il rischio si riduce gradualmente. Dopo dieci anni il rischio di decesso per tumore polmonare è paragonabile a quello di una persona che non ha mai fumato (Fonte: LILT).

Chi fuma non piace. Da una ricerca condotta dalla Lilt su un campione di 3.500 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, è risultato che al 78% di loro non piace baciare un ragazzo o una ragazza che fuma. Per l’84% dei ragazzi, poi, «il gesto di fumare non contribuisce a rendere una persona più interessante, spigliata o affascinante».

Solo per amore. Luca Barbareschi, per amore della figlia Maddalena, ha rinunciato a fumare gli amatissimi sigari toscani. Motivo: «Ho capito che per una bimba non è piacevole avere un papà che puzza di tabacco!».

Chi smette risparmia soldi. Smettere di fumare, oltre a ridurre il rischio di gravi malattie, è anche una scelta economicamente conveniente. Il fumatore spesso non si rende conto della spesa perché il costo per le sigarette è diluito nel tempo. Se facesse un calcolo su base annuale, si accorgerebbe invece di quanto la spesa sia rilevante.

I prezzi. Il 25,7% dei fumatori dice di pagare normalmente 3,90 euro per un pacchetto da venti sigarette; il 15,3%, 4,60 euro; il 13,5%, 4,20 euro. Il 2,2% arriva a spendere cinque euro.

Soldi in fumo. Costi per chi fuma un pacchetto di sigarette da 3,90 euro al giorno: 27,30 euro alla settimana; 117 euro, al mese; 1423,5 euro, all’anno. In pratica, chi ha il vizio da dieci anni, ha mandato letteralmente in fumo ben oltre 14 mila euro.

Tre pacchetti. Marco Pannella fuma tre pacchetti di sigarette al giorno.

Negli Stati Uniti, ancora più cari. A New York un pacchetto di sigarette può arrivare a costare anche 12,50 dollari.

Valore dei prodotti espressi in sigarette e pacchetti. Un cappuccino = 5 sigarette; un tramezzino = 10 sigarette; una coppa di gelato con frutta e panna = 20 sigarette (un pacchetto); una pizza al tavolo o un film al cinema in prima visione = 60 sigarette (tre pacchetti); una serata in discoteca o un buon libro = 120 sigarette (sei p.); una polo firmata = 240 sigarette (12 p.); un paio di jeans = 320 sigarette (16 p.); un paio di scarpe da tennis = 400 sigarette (venti p.); un pieno di benzina = 440 sigarette (22 p.); una chitarra o una macchina fotografica reflex = 800 sigarette (quaranta p.); una serata romantica a Venezia o una bicicletta = 1200 sigarette (sessanta p.); l’anello per la fidanzata = 2000 sigarette (cento p.); un viaggio sul Mar Rosso per due = 7000 sigarette (350 p.); una villetta a Malindi (100 mln) due pacchetti al giorno per 27 anni (fonte: http://www.nonfumatori.it/articoli/quanto_costa.htm).

E non è finita. Altri vantaggi. Chi non fuma non rischia di intossicare gli altri con il fumo passivo; di violare il divieto di fumo in ambienti pubblici (sanzioni dai 25 ai 250 euro); di incendiare casa fumando a letto; di distrarsi durante la guida per cercare l’accendino; di irritare il capo facendo continue pause-sigaretta ecc.

3500 euro l’anno di perdite per le aziende. Tra pause sigaretta (in media: 180 ore di lavoro perse), giorni di malattia (almeno cinque) e degenze ospedaliere, i fumatori provocano alle loro aziende un danno economico di almeno 3500 euro l’anno (risultati di uno studio di Nadia Anzani e Zornitza Kratchmarova per Panorama).

redazione


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