“Smart cities” made in Italy

Tutela dell’ambiente, efficienza energetica e sostenibilità economica, quali sono le città intelligenti da Nord a Sud e i migliori modelli da seguire.

Tutela dell’ambiente, efficienza energetica, sostenibilità economica. Le città intelligenti, altrimenti dette “smart cities”, mettono insieme in un unico modello tutti questi elementi. La smart city è un sistema ben organizzato in cui infrastrutture, servizi e tecnologia si uniscono per offrire un centro abitato rispettoso dell’ambiente e a misura d’uomo: dai trasporti agli open data, dalle risorse antispreco alla differenziata, fino alle app per dialogare con la pubblica amministrazione, sono tante le iniziative che possono trasformare una città in una smart city. Vediamo insieme quali sono i centri abitati che stanno imparando a coniugare vivibilità e tecnologia digitale, da Milano a Reggio Calabria e da Bologna a Lecce.

Smart City 2016, il primato di Bologna, Milano e Torino. Il Rapporto Smart City Index 2016, realizzato da Ernst & Young su 116 comuni italiani, ha premiato Bologna, insieme a Milano e Torino, come città high tech e sostenibili. I parametri considerati sono numerosi – servizi, app, uso di sensori, reti e infrastrutture – su sei grandi aree, che comprendono le reti di telecomunicazione, il trasporto, la vivibilità, l’accesso alla pubblica amministrazione. Bologna, Milano e Torino mettono a disposizione servizi di car sharing e bike sharing, permettono di accedere online ai servizi della pubblica amministrazione, compresa la prenotazione di visite mediche tramite app, il comune di Bologna, offre rimborsi per l’acquisto di e-bike e ciclomotori elettrici, mentre Milano e Torino stanno lavorando a una proposta di incentivi per chi usa la bicicletta per andare al lavoro. Insomma, sono questi i modelli da seguire.

Città piccole: vivibili e high tech. Mantova e Parma sono rispettivamente al quarto e al sesto posto della classifica per vivibilità, trasporti e accesso ai servizi amministrativi. Bolzano e Trento si distinguono per la scelta di affidare ai led, sostenibili dal punto di vista ambientale e sostenibile, l’illuminazione pubblica (ma la luce led è ottima anche per la casa), e per gli investimenti nelle energie rinnovabili, per i quali sia le amministrazioni che i privati godono di agevolazioni. Bene anche Brescia, Lodi, Cremona, Firenze, Pavia, Parma, Reggio Emilia, Sondrio, Siena e Aosta, tutte nella top 20 del Rapporto Smart City Index. Alla vivibilità tipica dei piccoli centri italiani, queste città aggiungono accesso rapido alla pubblica amministrazione tramite siti e app, car sharing, illuminazione sostenibile, incentivi alla raccolta differenziata e, nel caso della stazione mediopadana di Reggio Emilia, infrastrutture. Firenze, insieme a Bologna, è la città più open per l’archiviazione e la pubblicazione dei big data, utili in campo medico, nella ricerca, e per studiare nuove soluzioni per i servizi.

Smart cities al Sud. Tra le grandi città del Meridione, Napoli sta lavorando su più fronti: si prevede l’introduzione di servizi di infomobilità interattivi e personalizzati e un progetto di gestione dell’acqua pubblica che permetta il monitoraggio per evitare gli sprechi idrici. In Puglia, dal 2014 al 2016 Lecce ha scalato la classifica del Rapporto Smart City grazie al progetto di open data AppStone, che garantisce ai cittadini informazioni trasparenti e la possibilità di integrarle in maniera partecipativa. Reggio Calabria invita la comunità a ripensare il piano urbanistico del territorio con il progetto di Pianificazione Urbana che permette, fra l’altro, di fissare online incontri con i tecnici. ReActionCity è il progetto di Reggio Calabria dedicato alle donne, con un laboratorio sartoriale sociale inaugurato lo scorso anno. Il comune di Baronissi, in provincia di Salerno, è leader nella raccolta differenziata dei rifiuti, che ha superato la quota del 70%, permettendo di ridurre il costo del servizio d’igiene urbana del 17% negli ultimi anni. Altra città impegnata su questo fronte è Bari, che già nel 2011 ha intrapreso un percorso molto dinamico verso la sostenibilità ambientale con l’Associazione Bari Smart City.

Smart City all’ING Challenge di Reggio Calabria. È dedicata a innovazione e valorizzazione del territorio la terza tappa del tour di ING Challenge di ING DIRECT in collaborazione con H-Farm. Esperti del settore, studenti e startupper si confronteranno sul tema all’interno del Contamination Lab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Chi abbia già maturato un’idea imprenditoriale avrà la possibilità di presentare il proprio progetto nel contest “The Challenge”, che premierà il progetto più interessante con un Bootcamp di 2 giorni nel campus di H-Farm. Per partecipare, tutte le informazioni sono a questo link.

 

 

redazione


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