Si torna in classe, ed è l’ora della tecnoscuola

Lavagne interattive, connessioni wireless, eReader e iPad: le aule italiane sono sempre più digitali. E i voti degli studenti migliorano…

Dalla carta al digitale per legge. «Nell’adozione dei libri di testo si richiamano gli insegnanti a rispettare la progressiva transizione ai libri di testo online o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa» (circolare n.18 del 25 febbraio 2011 del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

I libri misti. I libri in versione mista sono costituiti da una parte su carta e una su cd o dvd allegato o su Internet, con un sito dedicato dove trovare espansioni, aggiornamenti, esercizi interattivi.

I libri digitali. L’e-book, il libro in formato digitale, è composto da un file consultabile su computer, iPhone, tablet e appositi lettori digitali. I vantaggi della versione elettronica risiedono nell’avere a disposizione, oltre al contenuto base, un ipertesto, un dizionario contestuale, degli elementi multimediali come immagini, filmati o tracce audio, nella possibilità di aggiornare il file scaricando online elementi aggiuntivi e di connettere il proprio libro direttamente, per confronti e correzioni, a quello degli altri studenti o al pc dell’insegnante.

Risparmio sui testi scolastici. Con l’adozione dei libri digitali indicata dal Miur, le famiglie italiane risparmieranno intorno al 10% sulla spesa: per scaricare un testo scolastico online si spenderanno mediamente dieci euro a download (dati Adiconsum).

La Fisica prima di tutto. Il primo libro digitale scolastico italiano è stato il manuale Amaldi di Fisica, prodotto dalla casa editrice Zanichelli nel 1997.

Una mappa per l’Inferno di Dante. È firmata Zanichelli anche la versione digitale della Divina Commedia di Dante Alighieri: l’opera multimediale sarà presto disponibile in versione tablet, iPhone e iPod Touch con esercizi e mappe interattive di Inferno, Purgatorio e Paradiso. Sono previste anche cento tracce audio mp3 dei canti recitati da Ivano Marescotti, con altrettante introduzioni lette da Riccardo Bruscagli.

Il cambiamento è un’opportunità. «Crediamo che nella transizione al digitale ci siano grandi opportunità per chi insegna e chi impara: questo è un primo passo verso il libro digitale che affianca e non sostituisce il libro di carta» (Giuseppe Ferrari, direttore editoriale Zanichelli).

Internet in aula. Nel piano per l’e-government 2012 il progetto Internet in aula toccherà 40.000 sedi per un totale di 175.000 classi. Costo medio per collegare una classe al web: 200/300 euro.

La tecnologia migliora i voti. Nel Liceo scientifico Lussana di Bergamo hanno sostituito libri di testo e quaderni per l’anno scolastico 2010/2011 con 17 iPad e 6 eReader. Gli allievi della IV L, usando l’iPad in aula, sono migliorati rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente, con un innalzamento di livello e di voti in tutte le materie. Dianora Bardi, insegnante di Lettere e promotrice dell’iniziativa: «I ragazzi sono fortemente motivati, in quanto messi al centro del progetto educativo, che mira a far sviluppare nell’alunno nuove competenze attraverso i suoi abituali mezzi di comunicazione. Se la scuola italiana non è pronta per la tecnologia, gli studenti lo sono. E hanno molto da insegnare ai loro docenti».

Tempi di apprendimento più brevi. Presso l’Istituto comprensivo Baccio da Montelupo Fiorentino, in provincia di Firenze, è partita un anno fa la sperimentazione che prevede in tre classi elementari, due terze e una quarta, lavagne multimediali, banchi interattivi e un notebook per ogni studente. Anche qui i risultati sono soddisfacenti: «I ragazzi hanno sviluppato una buona capacità di interazione sia con i mezzi tecnologici sia nei lavori di squadra, velocizzando i tempi di apprendimento» (Gloria Bernardi, preside della Baccio da Montelupo Fiorentino).

Interattività nell’infanzia. «Gli scolari fin dalla nascita entrano in contatto con gli schermi interattivi. Loro considerano Internet il principale strumento di reperimento, condivisione e gestione dell’informazione» (Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università Bicocca di Milano).

Apprendimento rivoluzionato. La II B dell’IC 2 di Trappitello, frazione di Taormina, si è aggiudicata un bando indetto tre anni fa dal ministero della Pubblica istruzione. Grazie al progetto, denominato Via gli zaini dalle spalle, sono arrivati 30.000 euro per acquistare iPad per ventidue studenti: «I ragazzi sono entusiasti e io credo si tratti di un modo per rivoluzionare non solo il mondo della scuola ma anche quello dell’apprendimento» (Santi Albano, dirigente scolastico dell’IC 2 di Trappitello).

La lavagna del futuro. La Lim, la Lavagna interattiva multimediale, è composta da uno schermo grande tra i 77 e gli 80 pollici, da un computer, da un proiettore e da un sistema audio. Dotata di connessione wireless, è in grado di aggiungere alle lezioni informazioni dal web in tempo reale.

La prima Lim. La prima lavagna interattiva è stata prodotta negli Stati Uniti nel 1982 e utilizzata nella didattica universitaria nel 1991.

Progetto Ansas. Il progetto Ansas, annunciato nel 2008 dal ministero della Pubblica istruzione e già in atto, prevede l’istallazione di 8.000 Lim in tutta Italia, che saranno presenti nel 40% circa degli istituti scolastici.

Lezioni più complete. L’insegnante interagisce con il touch screen della Lim tramite una penna digitale, o semplicemente con il dito, e le lezioni sono arricchite da immagini e filmati. Per esempio l’ora di storia potrà comprendere documentari dell’Istituto Luce o quella di geografia l’esplorazione grazie a Google Earth.

La community dei ciber-insegnanti. Per gli insegnanti che cercano suggerimenti e materiale per la Lim c’è il sito Promethean Planet, che riunisce i docenti di tutto il mondo che usano la tecnologia in classe. La comunità online gratuita ha anche una versione italiana, in cui si possono già condividere le lezioni interattive.

Contenuti digitali. I nuovi contenuti digitali, declinati su e-book, siti web, tablet, pc e smartphone, non comprendono solo testi come i libri tradizionali, ma anche suoni, immagini, video, e includono possibilità come la scrittura di appunti o l’evidenziazione. Durante le lezioni gli studenti ricevono le notizie direttamente sul loro lettore elettronico mentre l’insegnante le mostra sulla Lim, e casa possono elaborare appunti che in classe vengono visionati e confrontati in un attimo.

L’e-learning. La tecnologia, infine, arriva in aiuto anche di chi non può seguire le lezioni in classe. Per l’e-learning, l’insegnamento attraverso il web, bastano una postazione con accesso a Internet e una web cam; il resto lo fa la scuola con un software open source. Le lezioni sono sotto forma di filmati e diagrammi e anche gli esami si fanno online.

redazione


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