Se primavera vuol dire allergia

Colpisce 12 milioni di italiani. Tutta colpa dei pollini, dell’inquinamento e di un sistema immunitario più sensibile. Ma rimediare si può…

Numeri. In Italia, gli allergici sono 12 milioni.

Incremento massivo. Renato Gaini, Direttore della Clinica Otorinolaringoiatria dell’Università degli Studi di Milano Bicocca: «Le malattie allergiche respiratorie, come la rinite e l’asma, […] si stima interessino dal 15% al 45% della popolazione mondiale. In Italia, l’allergia colpisce più del 15% della popolazione, ma si stima che nell’ultimo decennio la popolazione allergica abbia subito un incremento massivo passando dal 5% al 20% in alcuni territori, quasi un italiano per famiglia».

Le cause dell’aumento. Nei paesi industrializzati e negli ambienti urbani, l’inquinamento ha un ruolo determinante nella crescita del numero degli allergici. I particolati (soprattutto il Pm10) e l’ozono, aumentando l’infiammazione delle vie aeree, facilitano infatti le reazioni allergiche. A questo si aggiungono le migliori condizioni di igiene e alimentari che hanno reso il nostro sistema immunitario più sensibile a sostanze potenzialmente innocue come i pollini. Infine, sembrano avere un ruolo determinante anche i fattori ereditari: chi ha genitori o nonni allergici ai pollini ha infatti il 50% di possibilità di ammalarsi rispetto ai figli di non allergici (5-6% di possibilità).

L’erba infestante. Un chiaro esempio di quanto l’inquinamento possa peggiorare la situazione pollinica è l’ambrosia: erba infestante che fiorisce tra luglio e ottobre soprattutto in Lombardia e Piemonte, in un ambiente ricco di anidride carbonica cresce più alta del 10% e produce anche il 60% in più di pollini.

Meglio in fattoria. Una ricerca apparsa sul New England Journal of Medicine ha dimostrato come i bambini cresciuti in fattoria hanno una probabilità inferiore di sviluppare allergie e asma rispetto ai bimbi di città.

Il verde anti-allergia. Secondo Federasma, tra le cause principali dell’incremento dei soggetti allergici nelle città, oltre all’inquinamento e allo stile di vita, c’è lo sviluppo di un verde urbano ricco di piante allergizzanti (ambrosia, betulle, cipressi…). Per combattere le allergie, quindi, sarebbe utile riprogettare gli spazi verdi con piante non allergeniche (acacia, acero ippocastano, corbezzolo, pesco, palme, agrumi, magnolia, alloro..).

Giardini allergy-free. Il Comune di Milano, con l’iniziativa I Giardini della Salute (www.milanoallergyfree.it), ha promosso la realizzazione di spazi verdi non allergenici (magnolia, ippocastano, palme, agrumi…). Tutti i cittadini possono contribuire donando una pianta (sul sito c’è l’elenco). Le cifre: 320 euro per un Gingko; 280 euro per un albero di Giuda o un biancospino; 300 euro per un pero da fiore; 80 euro per corniolo, calicanto e sanguinella; 70 euro per la forsizia e 60 euro per l’Hibiscus. Nel costo sono compresi, oltre alla pianta, anche il trasporto, la piantumazione e la manutenzione per un anno. Iniziative simili sono previste a Roma, Firenze, Palermo e Perugia.

I bollettini. Online si possono consultare i bollettini settimanali dei pollini (Infoallergie.it, www.pollinieallergia.net, www.pollnet.it, www.ilpolline.it…). Sapere se, dove e quando sono in aumento le concentrazioni dei pollini a cui si è allergici può aiutare nella terapia, ma può essere anche utile nella scelta della destinazione di un viaggio o di una vacanza. Gianna Luisa Moscato, Presidente AIA e allergologa: «Per esempio, è bene che chi è allergico alla Parietaria non vada in vacanza nel Sud Italia in certi periodi dell’anno in cui le concentrazioni di questo polline possono essere molto importanti». In Italia, di norma, la stagione dei pollini comincia nel mese di marzo e si conclude all’inizio di settembre, raggiungendo il picco in maggio e giugno, ma le fioriture avvengono in tempi diversi a seconda delle zone d’Italia: anticipate al Sud rispetto al Nord; nell’Italia orientale rispetto all’Italia occidentale o nelle zone vicine al mare e con clima mediterraneo rispetto alle zone più interne.

Occhio all’allergia. Tra i sintomi più frequenti delle rinite allergica c’è la congiuntivite. Walter Canonica, Direttore della Clinica di malattie dell’apparato respiratorio e Allergologia dell’Università di Genova, al Corriere della Sera: «Nonostante circa il 95% dei pazienti con rinite allergica abbia anche un interessamento oculare, la congiuntivite è abbondantemente sottovalutata nel self reporting dei pazienti. […] La presenza di sintomi oculari non solo riduce la qualità di vita, ma diminuisce la produttività lavorativa e aumenta l’utilizzo di risorse. Più in particolare, è emerso come la presenza dei sintomi oculari si correlasse con un maggior numero di ore di lavoro perse e con una compromissione della performance lavorativa». A questo proposito, a maggio, l’Associazione Italiana di Aerobiologia promuove la campagna «Occhio all’allergia» per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della conoscenza dei sintomi oculari da allergia e della concentrazione dei pollini nella propria zona di residenza, allo scopo di aiutare chi è allergico ad adottare comportamenti e terapie che possano alleviare la congiuntivite.  Il materiale informativo è disponibile online, con il bollettino dei pollini, su meteopolline.it. e, in forma cartacea, presso gli studi degli oculisti o nelle farmacie.

Rimedi. Secondo l’Anifa, per combattere i primi sintomi dell’allergia (tosse, naso chiuso, bruciore agli occhi, spossatezza…), ci si affida in 7 casi su 10 ai farmaci di automedicazione (antistaminici, cortisonici,  spray nasali, decongestionanti…). Esistono però anche rimedi naturali che aiutano nella prevenzione degli stati allergici. Ad esempio, la Perilla e il Ribes nigrum sono utili contro l’asma bronchiale; la Adatoda Vasica per bronchiti e tosse, la Allium Cepa per il raffreddore da fieno; l’Arsenicum Album per l’infiammazione; la Euphrasia per la lacrimazione, l’Histaminum per le crisi d’asma… Per una maggiore efficacia la cura andrebbe iniziata almeno due mesi prima delle manifestazioni acute. Per consigli e informazioni, consultare sempre prima un medico.

Consigli. Esistono poi una serie di piccoli accorgimenti per ridurre il contatto con i pollini. Ecco i consigli di meteopolline.it:

1. Limitare le gite in campagna nei periodi di massima fioritura. Meglio il mare o la montagna, ricordando però che in montagna le graminacee fioriscono in ritardo, verso agosto-settembre.

2. Tenere chiuse le finestre, in particolare fra le 10 e le 16, periodo di maggior pollinazione, e preferire l’uso del condizionatore.

3. Ciò vale anche quando si va in auto. Molte sono ormai dotate di filtri antipolline. In moto usare il casco integrale

4. Non stendere le lenzuola all’aperto per evitare che raccolgano pollini.

5. Rientrati a casa fare una doccia, lavarsi i capelli e cambiare i vestiti: in questo modo si eliminano i pollini attaccatisi ai capelli nel corso della giornata evitando così l’esposizione notturna.

6. Evitare se possibile le attività all’aperto nelle ore in cui le concentrazioni di pollini sono maggiori, (fra le 10 e le 16).

7. Ricordare che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate ventose e soleggiate e calano invece con la pioggia.

8. Chi ha un animale domestico dovrebbe ricordarsi che il polline può attaccarsi al pelo ed essere veicolato in casa.

9. Durante il periodo di fioritura limitare l’uso delle lenti a contatto. I granuli di polline possono rimanere intrappolati fra la lente e l’occhio. Meglio degli occhiali normali

10. Attenzione agli alcolici: l’alcol stimola la produzione di muco e dilata i vasi. Ciò può peggiorare la secrezione e la congestione nasale.

I “captatori” nasali. Sono una sorta di filtro “nasale” contro le allergie. In sostanza, si tratta di due piccole spirali di silicone che, una volta inserite nel naso, bloccano i pollini. Prodotti in tre misure differenti (piccola, media e grande), funzionano per otto ore e poi si buttano. Sono in vendita nelle farmacie a un costo di un euro a coppia. Il loro uso può aiutare a ridurre il consumo di farmaci antiallergici decongestionanti.

Allergie crociate. Sono quelle che possono insorgere fra i pollini e alcuni vegetali che hanno una certa “parentela” con la pianta a cui si è allergici. Ad esempio, chi non sopporta la  betulla o il nocciolo, può non tollerare anche mela, pera, pesca, prugna, albicocca, ciliegia, kiwi, sedano, carota, finocchio, fragola, noce, nocciola, arachide, mandorla. Chi è allergico alle graminacee, può avere problemi con pomodoro, pesca, arachide, mandorla, ciliegia, albicocca, melone, anguria, kiwi, agrumi. Camomilla, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, pepe verde, olio di girasole, lattuga, tarassaco,cicoria, banana, castagna, miele possono invece dare fastidio a chi è allergico alle composite, mentre basilico, ortica, ciliegia, pisello, melone, gelso a chi non sopporta la parietaria.

redazione


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