Riscaldamento, come scegliere l’impianto più economico

Caldaia e radiatori, pompe di calore, camino, sistemi a pavimento: per chi compra casa, ristruttura o vuole solo cambiare impianto, ecco le dritte per scegliere la soluzione più economica.

Dal 15 ottobre nei 4.300 comuni italiani della zona climatica E si possono accendere i riscaldamenti (per un massimo di 14 ore al giorno). Nel giro di un mese e mezzo il via libera scatterà nel resto del Paese. Permessi a parte, scegliere l’impianto di riscaldamento vuol dire individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, anche economiche. Quando si parla di riscaldamento, infatti, per prima cosa bisogna stabilire quale tipo di investimento si vuole sostenere: se si sta progettando una nuova abitazione o si sta programmando una profonda ristrutturazione, si possono installare impianti di ultima generazione, come quelli a pavimento; in caso contrario, si può ripiegare su soluzioni meno invasive, come caldaia e impianto a termosifoni. In ogni caso bisogna tenere presente l’ampiezza dei locali, l’eventuale dispersione del calore e l’esposizione ai raggi solari.

Caldaia e termosifoni, la soluzione (di solito) più economica. L’impianto di riscaldamento più diffuso, utilizzato anche per la produzione di acqua calda, è quello che prevede la presenza di termosifoni, che, collegati a una caldaia, riscaldano l’ambiente. Se si sta pensando di installare un impianto del genere, soluzione che quasi sempre risulta essere la più economica, bisogna individuare la caldaia più adatta alle proprie esigenze, considerando le dimensioni dell’immobile e il suo fabbisogno termico. A scopo indicativo si può dire che un bilocale fino a 60 metri quadrati con un solo bagno avrà bisogno di una caldaia con una potenza di almeno 24 kw, in un trilocale fino a 120 metri quadrati ne servirà una di circa 26 kw. Altra scelta importante è decidere quanti radiatori installare, determinata, oltre che dalla metratura della casa, anche dal numero di elementi che costituiscono i caloriferi e dal loro materiale (ghisa, acciaio, alluminio ecc.). Gli elementi in acciaio e in alluminio, infatti, si riscaldano velocemente e con altrettanta rapidità si raffreddano; quelli in ghisa, invece, impiegano più tempo a riscaldarsi ma mantengono la temperatura a lungo, e sono più adatti agli ambienti molto grandi. Nell’installazione di un impianto di riscaldamento formato da caldaia e termosifoni, quindi, si dovrà tenere conto della spesa per l’acquisto della caldaia (da 600 euro in su), del costo dei radiatori (sul web se ne trovano da 50 euro in su) e naturalmente della manodopera (il cui ammontare dipende dal tipo di lavori e, in più, varia anche di città in città).

Il camino, una fonte di calore che arreda. Il camino è un elemento d’arredo, adatto soprattutto agli ambienti ampi. Prima di acquistarne uno bisogna stabilire se lo si userà per riscaldare uno o più ambienti. Nel secondo caso, infatti, l’impiantista deve calcolare il fabbisogno termico dell’abitazione (che cambia, in primo luogo, in base alle sue dimensioni) e suggerire il modello con la potenza più adeguata. Altra questione da tenere presente, la necessità di realizzare la canna fumaria, la cui costruzione in condominio deve essere autorizzata dall’assemblea. I costi di un camino oscillano in base a molte variabili (modello, tipo di immobile su cui si esegue l’installazione, ampiezza degli ambienti ecc.): si parte comunque da circa 800 euro, installazione esclusa. Sul mercato ce ne sono ad aria, semplici da installare perché non si collegano a caldaia e radiatori e riscaldano principalmente l’ambiente in cui sono inseriti, e ad acqua, capaci di riscaldare contemporaneamente l’acqua e gli ambienti di casa tramite i termosifoni. A differenza del modello ad aria, il termocamino ad acqua è più complesso da installare perché prevede l’allaccio al sistema dei tubi del riscaldamento: per questo motivo lo si prevede in fase di costruzione o di profonda ristrutturazione dell’immobile.

Pompe di calore, i condizionatori che fanno caldo e freddo. Una pompa di calore è un climatizzatore in grado di riscaldare gli ambienti d’inverno, di raffreddarli d’estate e può essere usato anche per la produzione di acqua calda. Ipotizzando un appartamento di 100 metri quadrati, l’installazione di un impianto a pompa di calore per riscaldare e raffreddare costerà circa 7 mila euro. Il prezzo di un impianto che permette anche di riscaldare l’acqua sarà di poco più alto, circa 10/12 mila euro. In entrambi i casi la manutenzione è semplice, e consiste nella periodica pulizia dei filtri.

Riscaldamento a pavimento, ottimo per chi ristruttura. Nell’ambito di grossi lavori di ristrutturazione si può decidere di installare un impianto di riscaldamento a pavimento, uno dei migliori in termini di risparmio energetico (si calcola che rispetto a un impianto tradizionale il risparmio energetico sia compreso tra l’8 e il 30%). Il sistema di riscaldamento a pavimento più comune è formato da serpentine che vengono alloggiate nella parte superiore di un pannello isolante predisposto sotto il pavimento all’interno delle quali circola l’acqua calda. Il pannello impedisce la dispersione del calore verso il basso, lasciandolo libero verso l’alto. L’ideale sarebbe installare questo tipo di impianto in fase di costruzione: in caso contrario, potrebbe rivelarsi molto dispendioso, almeno il 30% in più di un sistema più tradizionale.  I principali fattori che determinano il costo di un impianto di questo tipo sono la manodopera, i materiali, la caldaia, il progetto: in media, il costo per un impianto del genere varia dai 70 ai 110 euro a metro quadro.

redazione


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