Restare bloccati in aeroporto può essere divertente

Migliaia di passeggeri in tutto il mondo rimangono fermi ore a causa di maltempo, scioperi e imprevisti vari. Ecco come ingannare l’attesa…

Occasioni. Ogni anno, in tutto il mondo, migliaia di passeggeri restano bloccati ore in aeroporto a causa del maltempo, degli scioperi o di qualche imprevisto (come la nube di cenere del vulcano islandese Eyjafjallajokull, nel 2010). L’attesa è certo fonte di stress, ma a volte, dipende da dove si è, può rivelarsi occasione di svago o di relax.

VISITARE LA CITTÁ. Nel caso della cancellazione di un volo o di fronte a una sosta prolungata in attesa di una coincidenza, la prima cosa da fare è valutare il tempo e i servizi che si hanno a disposizione. Se si ha qualche ora da passare, un giro turistico della città potrebbe essere una buona idea. In generale è sempre possibile uscire dall’aeroporto senza problemi (in molti lo fanno per fumare), ma, onde evitare inconvenienti, bisogna assicurarsi di avere sempre con sé la carta d’imbarco, il passaporto e, se necessario, il visto (senza, non si esce). Attenzione all’orologio:  almeno un paio d’ore prima dell’imbarco dovete essere di ritorno per passare di nuovo tutti i controlli di sicurezza. Il Changi Airport di Singapore, a partire dai terminal 2 e 3, organizza visite guidate della città, completamente gratuite e che portano via un paio d’ore. Dopo il controllo passaporti, dall’aeroporto di Los Angeles bastano più o meno cinque ore per visitare il centro città e Hollywood. Dall’aeroporto del Cairo, invece, partono tour di mezza giornata alla scoperta delle Piramidi di Giza.

Liberarsi dei bagagli. Muoversi dentro o fuori l’aeroporto con i bagagli non è certo agevole. In quasi tutti i terminal è presente un deposito dove, di solito con 5 o 6 euro al giorno, si possono lasciare le valigie tutto il tempo che si vuole.

Pedicure o manicure? Il modo migliore per sciogliere lo stress dell’attesa è concedersi uno dei tanti trattamenti disponibili nelle ormai numerose spa che sorgono all’interno degli aeroporti: dal “Pedi-Xpress” della XpressSpa (38 euro) dello Schiphol di Amsterdam, per piedi come nuovi, ai massaggi (60 dollari per 30 minuti) con aggiunta di trattamento viso (40 dollari) della DepartureSpa dell’aeroporto di Newark (New York), a una seduta di riflessologia plantare di 20 minuti alla spa del Plaza Premium Lounge dell’aeroporto Changi di Singapore.

Sonni tranquilli. Nell’area dei passeggeri in transito (terminal 2) del Franz Josef Strauss di Monaco di Baviera sono state sperimentate con successo le “napcab”, piccole cabine (2,50 x 1,40 m) dotate di un letto, una piccola scrivania, aria condizionata, accesso internet gratuito, musica e luce regolabile (tariffe a partire da 30 euro). E se non si riesce a dormire si può sempre andare in uno degli spazi aperti, dove vengono costantemente organizzati eventi ed intrattenimenti a tema, come ad esempio i caratteristici mercatini di Natale o i banchetti di birra e prodotti locali nel periodo dell’Oktoberfest.

Un giro di roulette. Chi non è stanco, all’Incheon International Airport di Seoul (Corea del Sud), può scegliere tra una partita a golf all’Incheon Golf Club (interno all’aeroporto) o un giro di roulette al Paradise Golden Gate Casinò, a soli due minuti dal terminal e aperto 24 ore su 24.

Cosa fare coi bimbi. Secondo un’indagine di skyscanner.it, le famiglie bloccate in aeroporto lamentano spesso la mancanza di intrattenimento, di offerte alimentari adeguate, di aree gioco e di servizi di narrazione e richiedono sempre più strutture e servizi che soddisfino le esigenze di chi viaggia con i bambini. Esemplare in questo senso, il Dallas Fort Worth, in Texas, dove, nei terminal B e C, sono state studiate aree di gioco dotate di mini aeroporti con piste, ponti, automobili, aerei e torri di controllo, mentre ormai nella maggior parte degli scali internazionali sono state predisposte aree dedicate all’intrattenimento e nursery room dotate di ogni confort (es. Incheon International Airport di Seul, l’Indira Gandhi International Airport’s di Nuova Delhi, il Narita Airport di Tokyo, Roma Fiumicino…).

Una boccata d’ossigeno. Al Changi Airport di Singapore, depositato il bagaglio a mano  in un punto apposito (meno di 5 dollari al giorno), ci si può concedere una passeggiata tra gli spettacolari giardini: dal Butterfly Garden, dedicato alle diverse specie di farfalle tropicali, al “Fragrant Garden”, con oltre 15 specie di alberi profumati, tra cui frangipani, gardenie e canaghe odorate (usate anche per il profumo Chanel n.5). Restano poi spazi verdi dedicati ai cactus, alle felci, alle orchidee, ai girasoli e persino un laghetto di carpe koi. Insomma, una boccata d’ossigeno e tranquillità appena fuori dai terminal affollati.

Sì, lo voglio. Dal 2006, allo Schiphol di Amsterdam è persino possibile sposarsi all’interno dello scalo, tenere il rinfresco sulla Panorama Terrace, fare il servizio fotografico a bordo di un vecchio Dakota e partire poi direttamente per il viaggio di nozze. Nell’organizzazione di tutti i dettagli dà una mano un wedding planner, sempre disponibile sul posto. Nell’attesa del momento fatidico o tra una portata e l’altra, si può fare anche un giro – gratuito – alla sezione distaccata del Rijksmuseum che ospita a rotazione mostre d’arte moderna e contemporanea, oltre una piccola collezione permanente di capolavori olandesi.

Resta lo shopping. Molti aeroporti sono veri e propri centri commerciali. Un esempio per tutti: lo scalo di Heathrow, a Londra, propone negozi di ogni genere e marca, dall’abbigliamento ai giocattoli, dai gioielli ai profumi, per un totale di oltre 671 mila metri quadrati di vendita al dettaglio e, per aiutare i passeggeri a destreggiarsi tra una vetrina e l’altra, offre persino un servizio di “personal shopping” (solo per i viaggiatori all’interno della UE.). Se si sceglie un duty free, si può persino risparmiare fino al 15-20%.

Socializzare. Considerando che probabilmente altri passeggeri saranno nella nostra stessa condizione e, quindi, saranno alla ricerca di un’attività per ingannare il tempo, può diventare più facile socializzare, magari bevendo un tè sulle sedie a dondolo dell’Aeroporto Internazionale Charlotte Douglas o visitando la galleria d’arte del Mc Carran di Las Vegas.

Lezioni di yoga. Nel 2010, causa maltempo, Madonna restò ferma sulla pista dell’aeroporto di Stansted. In attesa, la cantante si mise a intrattenere i compagni di viaggio facendo yoga nel corridoio della business class.

redazione


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