Qurami, l’app che fa la fila al posto tuo

In coda virtualmente per risparmiare tempo: è l’idea della startup fondata da un team di giovani under 30

Il bene più prezioso? Il tempo. È quanto sembra dimostrare un’indagine Istat sulla quotidianità degli italiani. Secondo i dati, ogni anno si perdono 400 ore a testa solo per fare la fila in uffici, negozi e musei. Una migliore gestione del tempo è l’obiettivo principale di Qurami, l’app ideata dall’italiano Roberto Mancina e realizzata con un team di giovanissimi. Qurami si scarica gratuitamente e tiene il posto – virtuale – in coda, avvertendo quando si avvicina il proprio turno ed evitando così di perdere troppo tempo in coda.Si può ottenere un numeretto elettronico in molti uffici d’Italia, dai comuni di Roma, Milano, Firenze e Trieste fino ai negozi Enel e Wind, alle biglietterie Trenitalia nonché diverse segreterie di atenei. La rete dei partner è in continua espansione e anche i servizi offerti dall’app saranno presto ampliati. Abbiamo intervistato Roberto Macina,ideatore e CEO dell’app, per farci raccontare cosa offre Qurami, come è stata finanziata e come aiuterà le città a diventare delle Smart city.

 Cos’è Qurami e com’è nata l’idea?

Qurami è un’app che consente di prendere il numeretto per la fila tramite smartphone, conoscere in tempo reale il numero esatto di persone davanti a sé e ricevere una notifica all’avvicinarsi del proprio turno. L’idea mi è venuta nel 2010 mentre facevo la fila all’università. Ho pensato che un’app del genere sarebbe stata utile. E visto che non esisteva, insieme ai miei collaboratori l’abbiamo sviluppata. A breve Qurami sarà anche altro: stiamo per lanciare la funzione Agenda, che permetterà agli utenti di prenotare qualsiasi servizio, dal parrucchiere al campo da tennis, in tutte le strutture che fanno parte del network.

A proposito di network, quali enti e uffici hanno aderito finora e in quali città?

Abbiamo numerosi clienti in tante città italiane e anche all’estero. Il tipo di strutture spazia da uffici comunali a università, da banche a ospedali, fino a grandi gruppi come Ferrovie dello Stato ed Enel, solo per citarne alcuni.

Come funziona l’app? Chi può usarla e per fare cosa?

L’app è gratuita, si scarica dagli store (iTunes e Google Play) e  e può essere utilizzata da chiunque nelle strutture che fanno parte del nostro network. L’app geolocalizza l’utente, mostra le strutture più vicine e consente di prendere un numeretto elettronico che si inserisce nel flusso dei biglietti cartacei, permettendo così di mettersi già in coda virtualmente durante il tragitto verso la struttura o di dedicarsi ad altro mentre si attende il proprio turno.

Com’è composto il vostro team?

Siamo una squadra di circa 14 persone, molto eterogenea, con diverse professionalità, dal programmatore al commerciale, dall’esperto di business development alle figure che si occupano di marketing e comunicazione. L’età media è inferiore ai 30 anni.

Cosa significa fondare una startup?

È un’avventura emozionante, ricca di soddisfazioni e di momenti duri, soprattutto per chi comincia in giovane età. Abbiamo riscontrato a volte un pregiudizio culturale nei confronti dei ragazzi under 30 che proponevano una soluzione innovativa. Per fortuna c’è chi ha creduto subito in noi. Il primo finanziamento è arrivato dall’incubatore Luiss-Enlabs e successivamente abbiamo raccolto altri giri di finanziamenti che ci hanno permesso di crescere e diventare tra le startup più apprezzate del panorama italiano.

Qual è la qualità principale che dovrebbe avere uno startupper?

Sento spesso dire che uno startupper deve essere coraggioso, intraprendente e visionario. Vero. Ma aggiungerei qualità fondamentali come la costanza e la dedizione. Si va avanti solo se hai la forza di affrontare gli ostacoli e i momenti difficili. L’entusiasmo iniziale o l’audacia non bastano da soli a portare avanti un’azienda.

Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono fondare una startup?

Di crearsi sin da subito una buona squadra. Quando mi è venuta l’idea di Qurami, l’ho condivisa con persone in gamba che avevano competenze sia tecniche che commerciali. Questo ci ha permesso di partire con il piede giusto e di portare avanti un’azienda in crescita che si sta consolidando in Italia ed è proiettata anche sui mercati internazionali.

 

redazione


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