Pedalando in bicicletta… produco energia

Alimentare la tv, ricaricare il cellulare e macinare il grano con l’elettricità creata dalle due ruote. Tra i vantaggi, anche la forma fisica…

Occupy Wall Street. Qualche giorno fa, quando la polizia di N.Y. ha sequestrato agli occupanti di Zuccotti Park i generatori a gas e a biodisel, alcuni manifestanti hanno escogitato un sistema per ottenere l’energia elettrica utilizzando le loro biciclette.

Energia cinetica. È l’energia prodotta dal nostro corpo grazie ai muscoli. L’energia cinetica, grazie a una ruota (o un volano) e ai relativi meccanismi di trasmissione collegati a un generatore, si trasforma in energia elettrica. Più si pedala, più energia si produce.

Human power. Pedalando velocemente, un ciclista professionista è in grado di produrre una potenza di oltre 2.000 watt, ma solo per pochi secondi. Una persona comune, pedalando normalmente anche per tutto il giorno, arriva a produrre 75 watt l’ora o un “hup” (abbreviazione di human power, unità di misura proposta nel 1984) (fonte: www.slow-tech.org).

Consumi. Una macchina del caffè, un ventilatore o un videoproiettore hanno un consumo massimo di circa 600/800 watt. Un computer, di 500 watt.

L’energia nei piedi. “Scuola a pedali” è il nome del progetto che è appena partito all’Istituto Tecnico Industriale Statale Vallauri di Roma: all’interno di una “Sala dell’energia”, 18 postazioni (8 spinbikes, 8 dinamo a manovella, 2 rulli di allenamento) producono energia elettrica grazie a delle dinamo attivate dalle pedalate degli studenti. La quantità di energia generata da ciascuno viene caricata su una tessera personale e i crediti accumulati vengono poi convertiti in premi (ingresso gratuito ai cinema, buoni libro, acquisto dvd, ricariche telefoniche…). L’energia prodotta viene poi utilizzata dalla scuola per uso collettivo (videoproiettori, lavagne elettroniche, dvd, computer…).

Quanto è preziosa l’energia. Oscar Santilli, architetto e professore dell’istituto tecnico Vallauri di Roma a Sky Tg24: «La scuola sfrutterà elettricità pulita ma, soprattutto – e qui sta il senso dell’insegnamento – gli studenti, rendendosi conto della fatica che si deve fare per produrre ogni singolo watt, capiranno quanto è preziosa l’energia. E ci penseranno su due volte prima di sprecarla inutilmente».

Calorie. In un’ora di pedalata, si possono bruciare dalle 400 alle 500 calorie.

Tv a pedali. Al St. Luke’s Roosevelt Hospital Center di New York hanno pensato a un sistema per far consumare calorie ai bambini che passano ore davanti alla tv: una cyclette collegata allo schermo che si accende solo pedalando. I bambini sovrappeso fra gli 8 e i 12 anni che hanno aderito al programma hanno pedalato per un’ora la settimana e guardato la tv per altrettanto tempo. I coetanei a cui è stata data una cyclette non collegata alla tv, hanno pedalato 8 minuti a settimana e guardato la televisione per 20 ore.

Cena gratis a chi pedala. Al Crowne Plaza Towers di Copenhagen, pedalando sei minuti ci si guadagna una cena. L’hotel mette a disposizione dei clienti un sistema di cyclette, che, con una velocità media di 30 km orari, sono in grado di generare in un’ora 100 Wh di energia elettrica, reinseriti poi nell’alimentazione principale della struttura. Ogni volta che un ospite raggiunge i 10 Wh riceve un buono pasto da 200 corone (27 euro).

Caffè espresso. Ogni giorno, i bici-bar Kickstand pedalano per il centro di N.Y. in modo da produrre energia sufficiente a preparare i loro caffè. Su Twitter, si trova l’elenco delle varie tappe giornaliere.

I cycle-in cinema. A Londra, l’organizzazione Magnificent Revolution sta promuovendo i cycle-in cinema: si entra in bicicletta e, al posto delle normali poltrone, gli spettatori trovano una rastrelliera alla quale attaccare il proprio mezzo che, collegato a mini-generatori, fornisce l’energia necessaria a proiettare il film. Gli appuntamenti sul sito www.magnificentrevolution.org.

Il telefono a pedali. Nokia ha messo a punto un nuovo kit (caricabatteria, dinamo e porta-telefonino da attaccare al manubrio) per ricaricare il cellulare pedalando. Presentato a Nairobi, in Kenya, il nuovo sistema potrà aiutare la diffusione dei telefonini nei Paesi africani, dove spesso è difficile accedere all’energia elettrica.

Macina macina. L’energia a pedali, sottovalutata in Occidente, nei paesi in via di sviluppo può rivelarsi utilissima. La ONG canadese Malnutrition Matters ha messo appunto una macina a pedali, la VitaGoat. Il congegno, realizzato in alluminio e applicato a qualsiasi bicicletta, permette di macinare grano grazie alle pedalate. In Guatemala, l’associazione Maya Pedal dal 2001 ha costruito circa 2.000 macchine a pedali con vecchie parti di biciclette. Queste apparecchiature non creano elettricità, ma utilizzano la meccanica della bicicletta per far funzionare attrezzi come pompe per l’acqua, macine, trebbiatrici, sgusciatrici… In Messico, Chocosol usa macchine simili per macinare semi di cacao.

Invece della palestra. Perché non pensare a grandi centrali elettriche a pedali? Gruppi di persone che, invece di andare in palestra, potrebbero pedalare per creare energia, poi distribuita a case o negozi. La forza umana è disponibile 24 ore al giorno, non è influenzata dai cambiamenti del tempo, è portatile e non si esaurirà mai.

Due ore. Se tutto il popolo nepalese potesse pedalare due ore al giorno, il Paese sarebbe del tutto alimentato a pedali (da www.slow-tech.org).

Un mondo migliore. «Il ciclismo offre una dimensione concreta al sogno di un mondo migliore» (Marc Augé, Il bello della bicicletta).

redazione


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