Pavimento fai-da-me!

Cambiare il parquet o le ceramiche è diventato un gioco da ragazzi. Autoposanti o ad incastro, sono pratici ed economici…

Cersaie 2012. Pochi giorni fa si è chiusa, a Bologna, la 30esima edizione di Cersaie, il salone internazionale della Ceramica per l’Architettura e l’Arredobagno: 33 paesi presenti, oltre 900 espositori (298 dall’estero) e 176 mila metri quadrati di spazio espositivo. Vittorio Borelli, presidente della commissione attività promozionali e fiere di Confindustria Ceramica: «Un appuntamento per fare il punto sul settore della ceramica, eccellenza dell’industria manifatturiera italiana, basta pensare che ben il 30% di quello che viene commercializzato nel mondo è italiano, esportiamo in 180 paesi, e la piastrella copre quote significative nei pavimenti. Il prodotto italiano ha un valore aggiunto fatto di estetica e qualità, noi siamo leader in innovazione, oggi stanno avendo successo prodotti nuovi come le piastrelle autoposanti e antibatteriche».

I vantaggi. Chi è alle prese con le ristrutturazioni o l’acquisto di una casa nuova preferisce le pavimentazioni autoposanti e ad incastro per i numerosi vantaggi, pratici ed economici, che queste soluzioni hanno. Sono rapide e pratiche da posare sia su massetti che su vecchi pavimenti; non richiedono alcun tipo di adesivo o colla, (quindi ci si può camminare sopra subito); la loro posa non sporca in giro per casa e crea alcun odore; fanno risparmiare sulla manodopera in quanto non richiedono l’opera di un posatore professionista dato che è possibile installarle facilemente da sè ; in caso di trasloco si possono smontare e rimontare senza nessun problema (se ci fosse la colla non si potrebbe fare); hanno un buon assorbimento acustico rispetto alle comuni pavimentazioni (i rumori sono attutiti anche fino a dieci volte tanto) e isolano dal freddo (anche di 2° di temperatura). Adatte sia per esterni che per interni.

Il parquet flottante a incastro. La posa in opera di un parquet flottante a incastro senza colla è semplice. Non è necessario avere particolari attrezzature. Bastano un metro, una matita, una troncatrice (ma può andar bene anche una sega per legno), un martello (meglio se di gomma), una livella, dei piccoli cunei distanziatori, del nastro adesivo in allumino, del tappetino (dai 2 ai 4 mm di spessore) in polietilene o sughero, guanti e occhiali. E naturalmente il parquet. Assicuriamoci innanzitutto di averne abbastanza. Quando si ordina, calcoliamo i metri quadrati della stanza e aggiungiamo un 5% in più di materiale per lo scarto. È sempre meglio avere qualche lista di riserva in caso, ad esempio, si decida di cambiare casa (la stanza potrebbe essere, ad esempio, più grande o avere misure differenti). Ricordate il battiscopa: aiuta a nascondere il vuoto che si lascia sui lati per la dilatazione del legno. Prima di mettervi all’opera, tenete per qualche giorno il materiale in un locale adiacente, a temperatura costante (tra i 18° e 22° C). Quando lo spostate, state attenti a non fargli prendere colpi tali da rompere gli incastri. Verificate le condizioni del massetto (se avete un pavimento preesistente non ci sono problemi): deve essere asciutto, pulito e senza dislivelli. Stendete quindi il tappetino, unendo le varie strisce con il nastro adesivo. Quest’operazione serve per livellare eventuali imperfezioni del fondo, attutire il rumore e isolare termicamente. Posizionate la prima fila di doghe lungo la parete, tenendole separate le une dalle altre con i cunei distanziatori (servono a compensare l’eventuale dilatazione del materiale). Procedete così per tutta la fila. Alla fine, tagliate e posizionate l’ultimo elemento mantenendo una distanza di dilatazione di 1 cm circa dalla parete. Se non c’è spazio, il legno si può gonfiare e alzarsi. Tagliate un listone a metà e iniziate la seconda fila. Questo vi permetterà di avere, nelle file a seguire, giunture corrispondenti. Procedete così fino a coprire tutta la superficie. Per l’ultima fila, segnate la misura e tagliate per la lunghezza le doghe che vi servono. Tenete sempre conto del centimetro per la dilatazione. Posate aiutandovi con il martello di gomma. Finito tutto quanto, togliete i cunei e mettete il battiscopa. Terminato il lavoro, il pavimento è pronto e subito calpestabile.

Ceramiche autoposanti. Ideali per i pavimenti riscaldanti perché, in caso di ispezione o rottura, si possono alzare senza rompere, le nuove ceramiche autoposanti non richiedono alcuna particolare competenza o attrezzatura. L’operazione è facile, pulita, immediata. Il sistema Æxacta di Ceramiche Caesar, ad esempio, è composto da lastre squadrate in gres porcellanato con un rivestimento inferiore in sughero, che aumenta l’isolamento acustico e risolve eventuali problemi di irregolarità del fondo. Non richiede alcuna preparazione del piano di appoggio. I pannelli (misura standard di 60×60 cm) vanno semplicemente accostati l’uno all’altro, senza colle né stucchi, e possono essere installati direttamente sulla superficie pre-esistente, semplicemente poggiando le lastre. I moduli sono quindi facili da rimuovere e riutilizzabili altrove. Del Conca Fast è un sistema brevettato dal gruppo Del Conca per pavimenti in ceramica con la posa rapida a secco, la cui stabilità è garantita da speciali inserti (brevettati) che una volta inseriti nelle fessure delle piastrelle non escono. Disponibile nei formati 20×120 cm e 15×120 cm con spessore di 12mm. Quattro le nuance di colore. Faenza Clip Tile è un altro tipo di pavimento in ceramica autoposante: sono piastrelle di gres porcellanato dotate di un telaio plastico con aggancio automatico. Per la posa in opera bastano pochi e semplici passaggi: si pulisce la superficie del fondo, si inizia la posa con la prima piastrella, poi si agganciano uno con l’altro i moduli, si taglia dove necessario e il pavimento è pronto. Le dimensioni disponibili sono 31×31 cm (con spessore 10mm) e 50×50 cm (con spessore 12mm).

Sembra, ma non è parquet. Per chi cerca il calore del legno, ma la praticità della porcellana, Treverk home di Marazzi è la collezione di piastrelle in grès porcellanato identica, sia nell’aspetto che al tatto, al classico parquet di legno. Ne riproduce le venature, i nodi e le imperfezioni presenti in natura, ma, rispetto al parquet classico, non si graffia, non si usura e non cambia colore. Si può usare negli ambienti umidi (es. bagno e cucina) perché non si gonfia. Le piastrelle (lunghe 120 centimetri e spesse 11 millimetri) sono disponibili in quattro colorazioni (betulla, rovere, castagno, quercia) e in tre formati (30×12 cm, 20×120 cm, 15×120 cm). Prezzi dal rivenditore.

I PVC autobloccanti. Rispetto al vecchio PVC, le piastrelle in PVC con sistema autobloccante non necessitano di alcun tipo di colla, non sporcano e si posano facilmente. Sono resistenti ai graffi, antisdrucciolo, fonoassorbenti e termoisolanti. Possono essere posate su qualsiasi tipo di superficie rigida e si puliscono semplicemente con un panno imbevuto d’acqua e detergente neutro. Ideali per uffici, negozi e laboratori, sono proposti in diverse  tonalità ed effetti (esiste anche quello marmo e parquet) e possono essere anche personalizzati.

Novità eco. La ceramica può diventare anche un materiale in grado di migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale degli edifici. Le Bios Self Cleaning Ceramics di Casalgrande Padana, presentate al Cersaie, sono piastrelle in grès autopulenti. Applicate all’esterno, promettono l’abbattimento dei principali inquinanti presenti nell’aria. Mauro Manfredini a Corriere Economia: «Per la prima volta applichiamo alla ceramica dei coating fotocatalitici capaci di assorbire i gas di scarico delle auto, in particolare gli ossidi di azoto, contribuendo ad abbattere gli inquinanti dell’ambiente urbano». Una facciata di 150 metri quadrati rivestita con queste ceramiche è in grado di purificare l’aria come un bosco delle dimensioni di un campo di calcio o eliminare i NOx (ossidi di azoto, sottoprodotti della combustione) emessi da 11 automobili  nel corso di una giornata (fonte: Casalgrande Padana). Posate all’interno, garantiscono elevate prestazioni antibatteriche, di igienizzazione e abbattimento dei cattivi odori. Anche Panaria group ha una piastrella da pavimento e parete leggera (3mm di spessore) che contiene argento e garantisce un’efficacia antibatterica fino al 99,9%. È utilizzabile sopra pavimenti o pareti esistenti.

redazione


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