Mi fermo a fare il pieno… di vantaggi

Le strategie di risparmio dal benzinaio. Come e dove fare rifornimento pensando all’ambiente e alla salute dell’auto. E anche al portafoglio…

Un quarto di dollaro. E. P., 84 anni, americano, tecnico di laboratorio in pensione. Dopo che un virus ha colpito i suoi lobi temporali mediali la sua memoria è stata danneggiata. Per lui la benzina costa ancora un quarto di dollaro al gallone (dal libro di Joshua Foer, L’arte di ricordare tutto, Longanesi 2011).

Indice dei prezzi in Italia. Per avere un’idea di fondo e farci due conti è giusto aver presente alcuni dati. Da Cinquantamila.it ricaviamo che a novembre del 1961 lo stipendio medio di un operaio italiano è di circa 47 mila lire, il giornale costa 30 lire, un chilo di pane o un litro di vino circa 135 lire e la benzina 120 lire al litro. Oggi, in media, un chilo di pane costa 2,80 euro, un litro di latte poco più di 1,50 euro, il quotidiano 1 euro e la benzina verde circa 1,63 euro al litro (tenendo conto della rapidità delle oscillazioni). Cinquant’anni fa dunque un litro di benzina costava quasi quanto un chilo di pane, oggi, decisamente meno di un chilo di pane. Ma, ovviamente, cinquant’anni fa l’uso della benzina non era massiccio quanto oggi.

Gli ultimi dieci anni. L’Osservatorio della Mobilità ha calcolato gli aumenti a partire dal 2001. Il riferimento è la benzina verde. Nel 2001 un litro di benzina verde costava 1,104 euro, un centesimo in meno due anni più tardi. Nel 2005 invece costava 1, 306 euro e nel giro di due anni è stato registrato un aumento di ulteriori 60 centesimi. Nel 2009 un leggero calo (1,310 euro al litro) azzerato dagli aumenti del 2011. L’ultimo rilevamento risale ad agosto scorso segna 1,631 euro per un litro di benzina verde.

Le strategie di risparmio. Negli ultimi anni gli automobilisti hanno maggiori opportunità. Anzitutto sono maggiori le possibilità di sfruttare la concorrenza. Quella delle pompe bianche è una soluzione che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Le pompe bianche sono distributori senza marchio, indipendenti, che hanno un volume di affari ridotto. Il più delle volte accade che allo stesso marchio facciano capo massimo due impianti. E ciò comporta una riduzione nelle spese di gestione (e anche di pubblicità) proprie delle grandi compagnie. Tutto ciò si traduce in una riduzione di prezzo per il consumatore: 5/6 centesimi di euro al litro in meno ad ogni rifornimento.

Errore dal benzinaio. A marzo scorso Pippo Inzaghi ha prestato la sua fuoriserie al padre Giancarlo. Succede, però, che quest’ultimo si confonde e, invece di mettere benzina, chiede un pieno di gasolio. Il risultato? Dopo appena cento metri dalla colonnina il motore dell’auto si è inceppato.

Quasi quasi faccio anche benzina. Anche se il serbatoio è ancora pieno per metà, non serve aspettare che si accenda la spia della riserva. Conviene fare benzina al centro commerciale. I marchi legati alle grandi catene di supermercati offrono sempre un discreto risparmio. E, soprattutto, premiano il cliente affezionato con la logica delle fidelity card: i punti-sconti del supermercato, possono essere sfruttati anche dal benzinaio.

Poliziesco. In Italia a settembre 2011 l’Istat ha calcolato che la spesa media per produrre un libro giallo (considerando compenso per l’autore, spese di pubblicità, trasporto, etc.) è pari al costo di 320 litri di benzina verde o 740 litri di Gpl.

Italia ed Europa. Negli ultimi due anni l’aumento del costo della benzina in Italia non è stato così rapido come in altri Paesi europei, ma il prezzo in valore assoluto rimane comunque più alto in Italia che altrove. Significa che in Francia, in Inghilterra o in Germania, l’aumento del costo della benzina è stato più evidente che da noi a causa di una scarsa concorrenza tra compagnie petrolifere e di avvenimenti di politica internazionale. Da noi, invece, l’aumento è stato percentualmente più ridotto, ma il prezzo di partenza rimane più alto per altre ragioni. Per esempio per le maggiori difficoltà che le compagnie incontrano nella distribuzione sul territorio in Italia.

Camionisti americani. Negli Stati Uniti l’incremento è stato più deciso che in Europa e ha modificato le abitudini di molti autotrasportatori che risentono particolarmente delle oscillazioni sul prezzo della benzina. Fatto sta che è dal 2008 che una delle più famose case d’appuntamento della zona ovest degli Stati Uniti, il Donna’s Ranch in Nevada ha visto scendere di circa un quarto i suoi introiti annuali. I camionisti rinunciano alle trasferte a causa dell’elevato costo della benzina.

Risparmio e ambiente. Una soluzione che guarda al risparmio e all’ambiente viene dalle macchine elettriche. Tre anni fa il principe Carlo spese 5 mila sterline per fare in modo che la Aston Martin DB5 d’epoca, dono della regina per i suoi 21 anni, non fosse più alimentata a benzina bensì a vino bianco e formaggio. Il risultato ha sorpreso anche il diretto interessato e come dichiarò nell’occasione il capo della segreteria del principe al Corriere della Sera: «Il carburante ha odore di vodka e non puzza di cacio».

Auto ibride ed elettriche. Innanzitutto le auto ibride o elettriche hanno migliore efficienza energetica rispetto all’alimentazione a benzina. Un motore elettrico sfrutta fino al 90% dell’energia con cui viene ricaricato, mentre, per esempio, nel caso di alimentazione a benzina o, peggio ancora, diesel, gli sprechi di energia sono considerevoli. Ma il risparmio è evidente soprattutto al momento di fare rifornimento. In Italia Enel a breve affiancherà alle colonnine elettriche “pubbliche” una serie di postazioni di ricarica “private”: installate nel garage di chiunque ne faccia richiesta. In modo da ricaricare l’auto sotto casa. E i costi di gestione sono assai più ridotti rispetto alle auto a benzina: gli esperti del settore parlano di una riduzione del 66% delle spese complessive.

Impianto Gpl o metano. Esistono vari tipi di alimentazione a Gpl o metano. Dal più antico al più ecologico esistono: impianti a miscelatore, a controllo della carburazione, a iniezione gassosa o a iniezione sequenziale. Il costo della conversione (da benzina a metano o Gpl) varia dai circa 800 ai 1800 euro a seconda del prototipo scelto. Ma esistono gli ecoincentivi regionali per l’acquisto di auto a metano, o per la conversione benzina-metano, che coprono le spese. Anche interamente.

Rifornimento GPL o metano. In tal caso il risparmio è immediato, calcolabile già alla prima sosta dal benzinaio. A Novembre 2011 il costo del Gpl è 0,71 euro al litro, del metano 0,91. In entrambi i casi assai meno sia della benzina verde che del gasolio. In realtà, un’auto alimentata a Gpl consuma circa il 10% in più di quanto consumerebbe se alimentata a benzina. Ma, anche considerando il consumo maggiore, in ogni caso la differenza di prezzo tra Gpl (e metano) rispetto alla benzina è tale da assicurare un risparmio evidentissimo.

redazione


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