Mai soli davanti allo schermo!

Grazie alla rete e a Facebook anche la tv è sempre più social. Ecco i progetti di chi sperimenta il palinsesto del futuro…

Social Tv Negli ultimi 50 anni il televisore è l’elettrodomestico che forse è cambiato meno, eppure da qualche tempo la sua evoluzione ha subito una forte impennata. Dal digitale terrestre alle smart tv il passo è stato brevissimo. Nei prossimi anni si andrà verso la social tv, un sistema tutto nuovo di vivere i programmi in cui anche se da soli sul divano ci si sentirà in compagnia dei propri amici.

Made in Uk. L’esperimento più innovativo arriva dall’Inghilterra ed è frutto della collaborazione tra Sky e la start up Zeebox. L’innovazione è quella di portare la televisione in rete e da qui sfruttare l’universo sociale per creare la prima vera social tv. Zeebox si presenta sotto forma di sito e di app gratuite a cui è possibile accedere tramite gli account di Facebook e Twitter. Su Zeebox è possibile vedere programmi televisivi e contestualmente interagire con gli amici dei social network per commentare e scambiarsi informazioni. Ma non solo. Dalla stessa piattaforma si può accedere alla guida tv, approfondire gli argomenti su Wikipedia e caricare da iTunes (l’app è disponibile solo per dispositivi Apple) applicazioni legate al tema.

Cosa guardo? Accedendo a Zeebox è possibile scegliere il tipo di visualizzazione con cui curiosare la lista dei programmi: dall’ordine classico a quello per popolarità del programma in onda in quel momento.

Presto anche da noi? Attualmente il servizio è in funzione solo in Gran Bretagna e Australia, ma il successo di questo social tv ha convinto i suoi creatori ad aprirsi anche verso il mercato americano e quello degli altri stati europei.

Premiata. Zeebox è considerata tra le migliori 15 start up del mondo del 2012.

Non c’è più la vecchia tv. Molto simile per approccio ma ancora in fase di sperimentazione è il concept irlandese di MetaMirror. Partendo dal concetto che «i comportamenti legati al guardare la televisione sono cambiati» gli esperti della Notion hanno creato un’app per tablet che permette di ottenere informazioni in tempo reale abbinate al palinsesto. Immaginate di guardare una partita in tv e ricevere sul display le statistiche del giocatore che sta per battere la punizione o le quotazioni delle scommesse sul risultato finale. Oppure di guardare un programma di cucina e poter avere sotto mano la ricetta e poter creare allo stesso tempo la lista della spesa. Così facendo lo spettacolo diventa lo spunto per interagire con altri siti e arricchire l’esperienza televisiva.

L’alternativa giapponese. Il progetto che sarà commercializzato per primo è probabilmente il più imponente. Si tratta di HybridCast, il sistema di intrattenimento creato dalla tv giapponese Nhk che punta ad integrare internet al normale segnale televisivo. Questo diventa possibile grazie al nuovo standard di strutturazione delle pagine web denominato Html5 (lo stesso che porterà i siti internet ad assomigliare sempre di più alle app degli smartphone). Sperimentato anche in questo caso sui tablet, in Giappone è stato già integrato alle smart tv.

Spalle coperte. Il progetto HybridCast è sostenuto dalle aziende più tecnologiche del Giappone: Toshiba, Sony, Sharp, Mitsubishi e Panasonic.

Esperimento italiano. Uno degli esperimenti più avanzato in Italia è il sito Wazzap.tv. del gruppo l’Espresso. Autodefinito come “il primo social-telecomando italiano del web” è una guida completa alle Web tv e ai video on demand. Anche in questo caso l’accesso alla propria rete di amicizie è garantito dall’interazione con Facebook. I contenuti sono a tutto tondo, dai film alle serie tv, passando per documentari, sport e concerti.

Vale la pena guardarlo? Su Wazzap.tv non si rischia di vedere un programma brutto. Grazie alla forte socialità del sito è possibile leggere recensioni e valutazioni dei programmi prima di premere play. È possibile così conoscere il parere degli amici e degli altri utenti.

Essere regista dello show. La società americana 3D-4U non punta ad arricchire di informazioni, ma a fornire maggiori punti di vista. L’idea è quella di registrare programmi televisivi con tante telecamere che circondino la scena a 180 o 360 gradi. Così facendo sarà lo spettatore seduto sul divano a scegliere, momento dopo momento, quale sia l’angolazione migliore da cui guardare. Eccezionale per gli eventi sportivi e divertente per programmi più convenzionali.

redazione


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