L’Ue punta sui giovani

Da Bruxelles fondi per avere cittadini europei a tutti gli effetti. Parole chiave? Mobilità, volontariato, scambi culturali……

Gioventù in Azione. Gioventù in azione è un programma di educazione non formale (ovvero tutto ciò che è educativo senza essere né scuola né università) che fa parte della grande famiglia dei programmi giovanili europei, come i più conosciuti Erasmus e Leonardo. Gioventù in Azione promuove dal 2007 progetti  di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Il programma è attuato in Italia dall’Agenzia nazionale per i giovani.

Cittadinanza attiva. I destinatari del programma Gioventù in Azione sono i gruppi di giovani, le organizzazioni giovanili, gli animatori giovanili, le organizzazioni operanti nel terzo settore , le autorità locali e tutti coloro che lavorano con e per i giovani. I suoi obiettivi sono: promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, sviluppare la solidarietà, promuovere la tolleranza tra i giovani, favorire la comprensione reciproca tra giovani di differenti paesi, sviluppare la qualità dei sistemi di supporto alle attività giovanili, promuovere la cooperazione europea nel settore della gioventù.

Volontari in Europa. Il programma offre ai giovani opportunità di mobilità in Europa e al di fuori dell’Europa. Una di queste opportunità per esempio è il Servizio volontario europeo, che offre ai giovani (dai 18 ai 30 anni) una diversa esperienza di apprendimento, promuove la loro integrazione sociale e la partecipazione attiva. I giovani possono svolgere un’attività di volontariato in un paese del programma o al di fuori dell’Europa per un periodo che va da 2 a 12 mesi, lavorando come “volontari europei” in progetti locali in vari settori: dall’ambiente all’arte e alla cultura, alle attività sociali, allo sport e al tempo libero. Attraverso questa esperienza i ragazzi hanno l’opportunità di esprimere solidarietà verso gli altri e acquisire nuove competenze utili alla loro formazione personale.

Priorità Ue del 2012. La sensibilizzazione dei giovani sul proprio essere cittadini europei è la priorità fondamentale del programma Gioventù in Azione, e si traduce in partecipazione attiva, rispetto per la diversità culturale, insieme alla lotta contro il razzismo e la xenofobia, attenzione ai giovani con minori opportunità. Ogni anno poi la Commissione europea definisce delle priorità specifiche. Per il 2012 sono: disoccupazione giovanile, lotta contro la povertà e l’emarginazione, creatività e imprenditorialità, lo sport per promuovere stili di vita salutari, inclusione sociale e partecipazione attiva, sfide ambientali globali e cambiamento climatico.

Due milioni e mezzo di euro. È scaduto da poco (il 17 settembre) un bando per progetti di partenariato con enti pubblici regionali o locali o altre parti interessate attive nel settore della gioventù a livello europeo. A partecipare al bando sono stati come di consueto enti e associazioni, non i singoli individui. Anche perché il finanziamento va all’ente o all’associazione che ha studiato e proposto il progetto e che poi lo realizza. Tra le attività previste, lo scambio di giovani a livello transnazionale, iniziative per la gioventù a livello nazionale o transnazionale, il servizio volontario europeo. Il programma di attività deve iniziare tra il primo marzo 2013 e il 1° settembre 2013 e potrà avere una durata massima di due anni. La sovvenzione massima destinata a ciascun progetto è di 100.000 euro. A sostegno di questo gruppo di progetti sono stati stanziati in tutto 2,5 milioni di euro.

Qualche esempio. Questi sono alcuni dei progetti selezionati in un bando del maggio scorso: “Music art international: the future for young musicians”, proposto dall’Accademia d’arti Discanto; “My city goes through the time line”, Amici del Villaggio; “European mobility of young towards green dream”, Associazione culturale Agenda 21 (progetti di scambio); “Culture and integration”, cooperativa sociale Alce nero (volontariato), ecc.

Volontari in azione. La Csd (Commissione sinodale per la diaconia) Diaconia valdese ha visto approvati entrambi i progetti che aveva presentato. A partire da questo mese e fino all’agosto 2013 sette volontari tedeschi e ungheresi svolgeranno il loro servizio nella Valli valdesi del Piemonte (progetto “Intercultural meetings in the Waldensian Valleys”) e a Firenze (progetto “Stop discrimination in Florence”). E tre dei 13 volontari della Diaconia valdese impegnati in progetti annuali di volontariato internazionale in Germania, Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca e Argentina, svolgeranno il loro progetto nell’ambito del programma Gioventù in azione.

L’Europa a Firenze. Il Comune di Firenze ha accolto per un anno sette volontari europei in alcuni servizi del Comune stesso (Biblioteche, Palestra, Informatica, Ufficio comunicazione ecc.), ospitandoli in appartamenti di proprietà comunale e garantendolo loro il vitto e un “pocket money” per le spese correnti. “Europe in Florence” il nome del progetto.

Francesi, spagnoli, italiani. A Mussomeli (Caltanissetta) l’associazione Rge-Radio Giornale Europa ha ottenuto il finanziamento per un progetto dal titolo “The Sounf of Europe”: «Attraverso laboratori di fotografia, workshop sull’Unione Europea, incontri con giovani imrenditori, analisi delle figure professionali radiofoniche  e altro ancora si cercherà di stimolare la creatività dei partecipanti», 24 giovani provenienti da Francia, Spagna e Italia.

Da ricordare che:

• Ai bandi solitamente partecipano enti pubblici o privati e associazioni, non i singoli, pertanto per far parte del progetto bisogna iscriversi almeno a un’associazione o organizzazione .

• L’ente/associazione deve presentare un progetto, partecipare al bando di concorso e vedersi approvato il progetto stesso per accedere al finanziamento.

• Il finanziamento europeo va all’ente/associazione che ha presentato il progetto. È l’ente/associazione a gestire poi con quel contributo, ed eventualmente con il proprio, l’ospitalità dei ragazzi (presso privati o in strutture di enti/associazioni partner del progetto) e quanto serve economicamente alla realizzazione del progetto.

• Gioventù in Azione è un programma educativo-formativo, in parte basato sul volontariato. I giovani che partecipano non percepiscono un salario.

Tutte le informazioni su scadenze bandi e iniziative si possono trovare sul sito sempre aggiornato dell’Agenzia nazionale per i giovani, che ha attivato anche un profilo e una pagina fan page su Facebook, twitter e youtube.

Lingua & lavoro. Secondo un’indagine della Commissione Europea, il 95% dei giovani partecipanti a progetti sostenuti dal programma Gioventù in Azione ha migliorato le proprie abilità linguistiche e il 66% ritiene che l’esperienza abbia anche aumentato le opportunità di trovare lavoro.

Erasmus for all. Sulla scia dei buoni risultati ottenuti, l’obiettivo della Commissione europea è quello di estendere le opportunità di mobilità per l’apprendimento a tutti i giovani dell’Ue entro il 2020. Per far ciò la Commissione punta a un unico, grande programma di educazione, formazione e sport (al posto dei sette attualmente esistenti), chiamato Erasmus for all. Il programma, ora al vaglio del Consiglio europeo e dell’Europarlamento, dovrebbe partire nel 2014. Si stima che in questa forma, che renderà più semplici le domande e ridurrà i doppioni e le frammentazioni, fino a cinque milioni di ragazzi (il doppio di adesso) avranno un’opportunità di educazione o formazione in un altro paese grazie a una borsa di studio dell’Unione Europea.

Dal sito dell’Ue leggiamo che: «Il programma sosterrà tre principali tipi di azioni:

1. Opportunità di apprendimento per i singoli individui, sia nell’Ue che fuori di essa, tra cui: studio e formazione, tirocini, insegnamento e sviluppo professionale e attività giovanili non formali come ad esempio il volontariato. I cittadini europei avranno l’opportunità di studiare, formarsi o insegnare presso istituzioni di istruzione superiore ovunque nel mondo e gli studenti e il personale docente non europeo avranno l’opportunità di studiare, insegnare e apprendere in Europa. L’estensione del programma al di là dei confini dell’Ue accrescerà l’attrattiva dell’educazione superiore europea e darà impulso nel contempo allo sviluppo dell’istruzione superiore altrove nel mondo.

2. La cooperazione istituzionale tra le organizzazioni giovanili, le aziende, le autorità locali e regionali, istituzioni educative e le Ong per incoraggiare lo sviluppo e l’attuazione di prassi innovative nel campo dell’istruzione, della formazione e delle attività giovanili e per promuovere l’occupabilità, la creatività e l’imprenditorialità.

3. Sostegno alla riforma degli Stati membri e cooperazione con i paesi non UE con un’attenzione particolare per il rafforzamento dell’esperienza su cui basare il processo decisionale e lo scambio di buone pratiche».

Le novità.Vi sono inoltre diverse nuove proposte innovative, come il sistema di garanzia dei prestiti per gli studenti Erasmus a livello di Master, le alleanze della conoscenza e le alleanze di competenze settoriali. Un programma unico comporterà regole di candidatura e procedure più semplici.

redazione


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