La tua casa risparmia, provare per credere

Ridurre i consumi della propria abitazione con il fai-da-te: dal frigo A++ al luxometro, soluzioni per abbattere le spese domestiche senza fatica…

Il costo dell’energia. In Italia un terzo dei consumi e un quarto delle emissioni di anidride carbonica sono dovuti all’energia consumata nelle abitazioni per riscaldamento e acqua calda.

Il futuro dell’energia domestica. Dal 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione in Europa dovranno essere in grado di produrre la stessa energia che consumano (lo standard di un edificio passivo) e di coprire il fabbisogno energetico residuo con l’impiego di fonti rinnovabili.

La certificazione energetica. Tutte le abitazioni italiane hanno un attestato di certificazione energetica (Ace), obbligatorio per legge dal luglio 2009. È un documento che valuta l’immobile dal punto di vista del consumo energetico e gli assegna una classe (dalla A, la migliore, alla G). La certificazione ha durata decennale.

La differenza di classe. Per un appartamento di 120 metri quadri la differenza tra la classe energetica G (bassa qualità) e B (buona qualità) può comportare una differenza nella spesa per il riscaldamento di quasi 2.000 euro l’anno.

La diagnosi energetica. La diagnosi energetica è l’insieme delle attività che aiutano a effettuare una diagnosi dei consumi energetici dell’edificio per scoprire dispersioni e sprechi nella gestione quotidiana della casa. Per fare questo è possibile affidarsi a uno specialista oppure realizzare una valutazione fai da te seguendo alcuni semplici passi.

Quanto si spende per la bolletta. Per iniziare occorre effettuare una stima dell’energia consumata, controllando le bollette di luce e gas. Il secondo passo è misurare i consumi e, in particolare, tenere d’occhio l’impianto di illuminazione, le apparecchiature elettriche e gli elettrodomestici. Dalla valutazione generale si potranno calcolare i margini di risparmio energetico e intervenire.

Gli strumenti dell’autodiagnosi. Per l’autodiagnosi non occorre una particolare preparazione tecnica, basta ricorrere a una serie di strumenti:

• il misuratore del consumo elettrico degli elettrodomestici, in grado di rilevare, oltre a tensione e corrente, la potenza assorbita e la quantità di energia consumata in un intervallo di tempo prestabilito. Permette inoltre di specificare il costo del kwh e offre una proiezione della spesa in bolletta per l’apparecchio monitorato. Si acquista nei negozi specializzati o online, il costo varia dai 70 ai 100 euro.

• il luxometro o misuratore dell’intensità luminosa, permette di valutare il grado di luminosità all’interno di un edificio. È utilizzato anche per verificare se il livello di luce dei luoghi di lavoro o delle scuole rispetta i limiti di legge. Costo: dai 35 agli 80 euro.

• il termometro ambientale digitale permette di misurare l’andamento della temperatura in un intervallo medio di tempo. Si può acquistare con 20-30 euro.

• Il monitor contatore dei consumi elettrici è forse lo strumento più completo. È costituito da un monitor dal cui display è possibile verificare in tempo reale e in qualsiasi momento il consumo istantaneo di energia elettrica, oltre alla corrispondente spesa giornaliera, settimanale e mensile, dei singoli elettrodomestici e di tutta l’abitazione. Costo: 50-100 euro.

Televisori a confronto. Utilizzando un misuratore di consumo, mettiamo a confronto un televisore a tubo catodico con uno a Lcd: emerge che, in media, i televisori Lcd consumano tra il 50 ed il 70% in meno dei vecchi televisori a tubo catodico (il dato varia a seconda della grandezza dello schermo).

Lampadine e caldaia. Il passo successivo è intervenire per eliminare gli sprechi: bastano pochi accorgimenti per tagliare del 25-30% le spese energetiche. I cambiamenti più immediati sono la sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a basso consumo, in grado di consumare un quinto della corrente; la sostituzione della vecchia caldaia con modelli più efficienti: se l’apparecchio ha più di 12 anni, consuma anche il 10% di combustibile in più rispetto a una caldaia nuova.

Impianto solare termico. Un intervento più impegnativo sarebbe l’installazione di un impianto solare termico che produce acqua calda sanitaria sfruttando l’irraggiamento solare.

L’importanza dell’isolamento. Fondamentale è l’isolamento termico e acustico della casa. I possibili interventi: isolamento a cappotto delle pareti perimetrali (15-20% di risparmio sui consumi energetici), isolamento del tetto (30-35% di risparmio), sostituzione degli infissi, con vetri doppi al posto di vetri singoli, per cui sono previsti anche detrazioni dall’ultima finanziaria (10% di risaprmio).

La classe degli elettrodomestici. Grande attenzione va rivolta anche agli elettrodomestici. È bene scegliere sempre modelli di classe energetica A, A+ e A++, soprattutto per quanto riguarda frigorifero, lavastoviglie e lavatrice.

Perché scegliere la legna. La legna è una fonte rinnovabile di energia. L’uso di un camino o di una stufa permetterà di riscaldare una parte della casa risparmiando carburante fossile e abbassando le emissioni di CO2. Sono da preferire camini e stufe a camera chiusa, più  sicuri, efficienti e puliti. Con un termocamino si può anche integrare la produzione di acqua calda.

redazione


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