Impianti a gas, come gestirli in tutta sicurezza

Contatori sotto controllo, bruciatori sempre puliti, ricambi d’aria costanti, controlli periodici: semplici regole – a costo zero – per utilizzare gli impianti a gas ed evitare situazioni di pericolo

L’uso di un impianto a gas, regolato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, richiede qualche semplice accortezza per evitare esplosioni, scoppi, incendi. Da non dimenticare, in primis, le verifiche periodiche, obbligatorie per legge (proprio come il libretto d’impianto): per gli impianti domestici superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW a combustibile liquido o solido, i controlli sono da fare ogni due anni; per gli impianti domestici superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW a gas metano o GPL, i controlli devono essere effettuati ogni quattro anni. Alle norme di sicurezza stabilite dall’Autorità nella delibera 40/04, poi, basta aggiungere alcuni semplici accorgimenti.

  1. Quando si acquista un apparecchio a gas come una caldaia, accertarsi che riporti il marchio CE. Obbligatorio per legge, questo simbolo attesta che il prodotto possiede i requisiti fissati dall’Unione – ottenuti superando numerose prove di laboratorio – per evitare che rechi danno alla salute e alla sicurezza degli utenti.
  2.  Per gli apparecchi a gas per i quali è previsto lo scarico dei fumi sono indispensabili buona aerazione e scarico all’esterno, preferibilmente attraverso la canna fumaria. Lo scarico diretto nell’atmosfera negli edifici esistenti è permesso soltanto nel rispetto delle norme tecniche e dei regolamenti comunali e provinciali.
  3.  Tipo e dimensioni della canna fumaria devono rispettare le norme Uni-Cig.  La canna fumaria deve essere sottoposta a controlli regolari: se non perfettamente pulita, rilascia nell’aria particelle solide molto pericolose.
  4.  Il tubo del gas deve essere di gomma e collegato alla cucina e al rubinetto porta-gomma con fascette metalliche. Ancora, il tubo deve avere una lunghezza compresa tra 40 e 150 centimetri, deve essere marchiato ogni 40 centimetri con il nome e la sigla del fabbricante, deve riportare l’anno limite di impiego, le misure del diametro interno e il riferimento alla norma UNI-CIG. Periodicamente occorre verificare l’integrità del tubo di gomma e sostituirlo appena appare usurato (e in ogni caso mai oltre la data di scadenza). Il tubo di gomma non deve mai essere a contatto con fonti di calore o avere strozzature. Se l’impianto di cottura è a incasso, deve essere di metallo (non di gomma).
  5.  Mantenere puliti i bruciatori. Oltre a diminuire il consumo di gas, la pulizia accurata dei bruciatori previene la formazione di combusti tossici che possono liberarsi nell’aria. Il colore non azzurro delle fiamme e l’annerimento delle pentole indicano che la combustione non è ben regolata e può produrre gas nocivi.
  6.  L’installazione di apparecchi di riscaldamento e/o produzione di acqua calda nei bagni e nelle camere da letto è sconsigliata. In mancanza di soluzioni alternative, è consentita l’installazione di apparecchi di tipo C, cioè a camera stagna (più costosi, sono completamente isolati dall’ambiente). Dispositivi di altro tipo sono vietati.
  7.  L’installazione dello scaldabagno “a camera aperta” in bagno è possibile purché si tenga conto della grandezza del locale e ci sia l’apertura fissa prevista dalla legge. Per una corretta installazione è opportuno rivolgersi a personale qualificato.
  8.  Per garantire un utilizzo sicuro dell’impianto a gas è necessario un continuo ricambio d’aria attraverso un’apertura fissa verso l’esterno. Questa deve avere una superficie adeguata alla potenzialità degli apparecchi installati e deve comunque essere non inferiore a 100 centimetri quadrati. Nel caso in cui la cucina non sia dotata, sul piano cottura, del “dispositivo di sicurezza per assenza di fiamma”, l’apertura deve essere non inferiore a 200 centimetri quadrati.  Se così non fosse, verrebbe lentamente consumato l’ossigeno presente nell’ambiente.
  9.  Gli aspiratori montati sulle cappe e sulle finestre aiutano contro gli odori ma contemporaneamente sottraggono aria all’ambiente a scapito della ventilazione. Per compensarne la presenza, la superficie dell’apertura di ventilazione deve essere aumentata ulteriormente.
  10.  E’bene chiudere il rubinetto del contatore quando non si usa il gas. Questa operazione va sempre eseguita se ci si assenta, anche per periodi di breve durata.

Nel caso in cui si senta odore di gas, è opportuno:

  •  chiudere subito il rubinetto del gas;
  •  non fare uso di fuoco (ad esempio non utilizzare fiammiferi per individuare il punto di fuga del gas);
  •  non toccare interruttori e spine elettriche;
  •  arieggiare subito l’abitazione, aprendo lentamente finestre e porte;
  •  non accendere nessun apparecchio a fiamma libera;
  •  avvisare il 118 e l’azienda distributrice del gas.
redazione


151
1
0
2
 
0

154