Il Personal Trainer della zappa

Un tutor che viene a casa (quasi gratis) pronto a realizzare dal nulla un orto fatto su misura. Verticale, rialzato, riciclato o addirittura tascabile…

.Sempre più italiani hanno la passione per il giardinaggio. Un italiano su quattro nel corso del 2011 si è dedicato all’orto secondo Ipr Marketing. Tra dilettanti alle prime armi ed esperti navigati siamo comunque di fronte a un fenomeno che coinvolge il 25% della popolazione italiana.

Le preferenze degli italiani. Un tempo gli italiani si dedicavano quasi esclusivamente alle erbe aromatiche coltivando di fatto per passione. Oggi sempre più italiani coltivano nel giardino di casa prodotti destinati alla propria tavola. Al primo posto rimangono le erbe aromatiche (73%) raggiunte dai fiori. Ma siamo al 40% per la coltivazione domestica di ortaggi e frutta.

Hobby Farmer. Il passaggio da dilettante a Hobby Farmer ha coinvolto un milione di italiani secondo la Coldiretti. Il prototipo dell’Hobby farmer ha in media un ettaro di terreno su cui coltiva frutta, ortaggi, ma anche viti e ulivi. E tra gli appassionati ci sono sempre più giovani e donne.

Il giardinaggio non è un lavoro per donne? Nel comune di Maser (TV) si può convertire la sanzione pecuniaria per guida in stato di ebbrezza in lavori socialmente utili. La scelta più frequente ricade sulla cura del verde pubblico. Ma a maggio scorso a una donna è stata rifiutata la proposta di addetta al verde pubblico perché “il lavoro non si ritiene adatto a persone di sesso femminile”.

Fa bene alla salute. Da qualche anno è nato il Fitness and Dynamic Gardening Way. Alternare attività leggere, ad esempio rastrellare cambiando mano ogni quarto d’ora, a quelle pesanti (scavare) e fare sessioni da 30 o 60 minuti fa bruciare quasi 500 calorie all’ora.

La maggioranza degli italiani che si è avvicinata all’orto nell’ultimo anno lo ha fatto da neofita. Da qui la necessità dell’insegnamento. E, dunque, dell’insegnante: il personal trainer della zappa. La Fondazione Campagna Amica della Coldiretti ha messo in piedi un servizio di tutoraggio che si sta diffondendo in tutta Italia.

Il primo in Italia. L’idea del personal trainer è nata in primavera al mercato vivaistico del Circo Massimo. Succedeva che chi comprava qualsiasi tipo di pianta chiedeva consigli di vario genere ai rivenditori. Da qui le prime visite a domicilio e l’idea di creare una rete apposita. Il primo personal trainer dell’orto è stato Fabio Mastrella, titolare dell’azienda agricola “Roma in Fiore” di Velletri.

Il Personal Trainer dell’orto. È un professionista del settore che offre assistenza a tutti coloro che hanno la necessità di essere guidati nella messa a coltura del proprio appezzamento di terreno. C’è una rete di aziende che forniscono i mezzi tecnici per la produzione: terra, vasi, concime, attrezzi, reti per delimitare le diverse colture, piantine, sementi e sostegni meccanici di vario genere. E soprattutto forniscono il personal trainer.

Le fasi del lavoro. Il lavoro del personal trainer accompagna il cliente in tutte le fasi del lavoro. La tempistica l’ha spiegata a Voce Arancio Daniele Taffon, responsabile del progetto per la fondazione Campagna Amica. “Il personal trainer viene a casa 4 volte: prima per la messa in posa dell’orto, poi, dopo circa venti giorni, torna per una specie di visita medica. La terza fase è quella del rincalzo e, infine, c’è la raccolta. Perché anche la raccolta può rivelarsi insidiosa per mani non esperte”.

Quanto costa. Un prezzario ufficiale non c’è. “Il compito di Campagna Amica – ci racconta Taffon -  è quello di scegliere i personal trainer (4 o 5 per regione) e di garantire per loro. Chiaramente invitiamo a non speculare e mantenere prezzi bassi, ma il rapporto economico è gestito sempre tra personal trainer e cliente. Anche se, i nostri tutor spesso si accontentano di un rimborso spese. Quello che può incidere sul prezzo sono le cure per l’orto. Noi non usiamo prodotti chimici, ma una terapia sinergica: se c’è una pianta assalita dai parassiti, le mettiamo accanto un tipo di pianta in grado di attaccare quei parassiti”.

Orto verticale. Se il problema è lo spazio la soluzione è l’orto verticale: pannelli di legno che fungono da base a un sottile strato di terreno che viene suddiviso in tante tasche (possono essere anche sacche di tela o di tessuto) in cui piantare fiori e verdure. Unica accortezza: si devono scegliere ortaggi con radici poco profonde.

Orto in terrazzo. Attrezzare un terrazzo è la soluzione più frequente in Italia. Un terrazzo di medie dimensioni può facilmente ospitare piante officinali, spezie e anche ortaggi. Bisogna solo conoscere la quantità d’acqua per ogni singola pianta e stare attenti all’esposizione solare.

Orto rialzato. Nel caso in cui abbiamo a disposizione solo una spazio di cemento la soluzione viene dall’orto rialzato: sullo spazio di cemento si possono montare, con una spesa contenuta, vasche di legno (la scelta migliore è il legno di cedro) che si prestano a qualsiasi tipo di coltivazione: frutta, fiori e ortaggi.  Ideale per chi non ha la possibilità di lavorare chinato o, semplicemente, per i più pigri.

Orto riciclato. C’è anche la possibilità di sfruttare plastica e vetro avanzati. Il vaso si può costruire con vecchie bottiglie di plastica tagliate (vanno bene anche tetrapak, scatole di alluminio e contenitori di polistirolo) per piantare piantine di tutti i tipi. Chiaramente la scelta delle piantine dipende dalla dimensione del vaso che si costruisce di volta in volta.

Orto didattico. Da qualche anno in molte scuole elementari e medie gli alunni imparano la stagionalità e la cultura della campagna, con i suoi valori storici, economici e culturali, attraverso gli orti didattici.

Orto pocket. A Milano la soluzione più alla moda: un orto tascabile, o comunque di dimensioni ridottissime. Un vasetto di 14 centimetri di diametro realizzato con materiali ottenuti riciclando scarti di riso, dunque biodegradabili al 100%. Con proporzioni del genere la scelta ricade innanzitutto sui fiori. Un orto pocket è ideale da mettere nel cestino della bici, nel porta-bevande dell’auto o anche sulla scrivania dell’ufficio.

redazione


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