Il manuale del pedone

C’è quello veloce e quello lento, quello che ascolta l’iPod e quello che si distrae. Piccole regole per non perdersi per strada…

Il diritto di dar passo. «Vide Lodovico spuntar da lontano un signor tale, arrogante e soverchiatore di professione […]. Tutt’e due camminavan rasente al muro; ma Lodovico (notate bene) lo strisciava col lato destro; e ciò, secondo una consuetudine, gli dava il diritto (dove mai si va a ficcare il diritto!) di non istaccarsi dal detto muro, per dar passo a chi si fosse; cosa della quale allora si faceva gran caso. L’altro pretendeva, all’opposto, che quel diritto competesse a lui, come a nobile, e che a Lodovico toccasse d’andar nel mezzo; e ciò in forza d’un’altra consuetudine. Perocché, in questo, come accade in molti altri affari, erano in vigore due consuetudini contrarie, senza che fosse deciso qual delle due fosse la buona; il che dava opportunità di fare una guerra, ogni volta che una testa dura s’abbattesse in un’altra della stessa tempra» (Alessandro Manzoni, I promessi sposi).

Da Manzoni a oggi, il pedone va per la sua strada. Lo studio del comportamento dei pedoni interessa i ricercatori già da diversi decenni e affonda le radici nei tempi passati: persino Manzoni, ne I promessi sposi, racconta della disavventura capitata a fra’ Cristoforo quando ancora si chiamava Lodovico: la disputa per la precedenza su una via sfocia addirittura in una rissa dal tragico epilogo.

Le regole da rispettare. Il Codice della strada, all’articolo 190 del Titolo V, prescrive dieci norme di comportamento che il pedone deve adottare [leggi qui].

E il conducente? All’articolo 191 del Codice della strada, invece, le norme che il conducente deve assumere nei confronti del pedone [leggi qui].

Gli incidenti. La percentuale degli incidenti che coinvolgono i pedoni in Europa è alta (secondo un’indagine del 2007 il 14% circa degli incidenti mortali su strada).

L’ora “x” del pedone. Un dossier commissionato da una compagnia assicurativa inglese ha dimostrato che l’ora “x” del pedone, quella cioè più pericolosa, è fissata alle 8.38 del mattino, e la colpa è degli oggetti tecnologici, associati a una buona dose di distrazione. Mandare un sms, leggere la posta, ascoltare l’mp3, tenere gli occhi incollati sullo smartphone mentre si attraversa la strada è una pratica diffusa per la maggior parte degli intervistati e aumenta il rischio di causare un incidente o di venire investiti da un’auto o da una moto [fonte: Leonard Berberi, Corriere della Sera].

Una vita da podestrians. I podestrians, i pedoni (pedestrians, in inglese) che camminano ascoltando l’iPod. Il termine è stato coniato dall’Automobile Associations britannica.

Un’app salva-pedone. Su Android, l’app WalkSafe salva il pedone dalla distrazione mentre attraversa la strada. Se si è al telefono e  un’auto sopraggiunge all’improvviso, il telefono, grazie all’app che sfrutta il sistema di riconoscimento delle immagini, suona e vibra, avvisando il pedone del pericolo.

Caso o cultura? Apparentemente, quando camminiamo, il percorso sembra dettato dal caso. In realtà, diverse ricerche hanno dimostrato come questo atto sia dettato anche da alcuni schemi comuni, appartenenti alla cultura, alla psicologia e alla sociologia.

Il gregge. Un’indagine condotta dall’Università inglese di Leeds ha dimostrato che la maggior parte di noi, il 95 per cento, pur avendo una meta precisa da raggiungere, tende a seguire la persona che gli sta davanti, muovendosi come un gregge. Basti pensare, per esempio, ai sentieri di montagna, la cui traccia è spesso definita dal passo degli escursionisti, che seguono sempre lo stesso tragitto. La tendenza è ancora più accentuata in caso di pericolo [fonte: Focus maggio].

A destra o a sinistra? Mehdi Moussaid, ricercatore del Max Planck Institute for Human Development di Berlino, ha confermato questa caratteristica: «Che si scansino per evitare uno scontro, che seguano la folla, i pedoni sono autonomi ma condizionati dai comportamenti degli altri». In prossimità di una collisione tra pedoni, inoltre, il decidere se spostarsi a destra o a sinistra per evitare lo scontro dipende da «un meccanismo implicito di comprensione sociale», da abitudini tipiche del paese d’origine, che prescindono, per esempio, dal senso di guida: in occidente il pedone tenderà a deviare verso destra, in oriente a sinistra. Uno studio del centro tedesco Jülich ha evidenziato come gli indiani siano molto più efficienti dei tedeschi: abituati al contatto fisico e a condividere spazi ristretti, riescono a camminare più rapidamente in presenza di una folla, mentre i tedeschi, per evitare di toccare gli altri pedoni, hanno movimenti più impacciati e lenti [fonte: Leonard Berberi, Corriere della Sera; Focus].

Chi chiacchiera rallenta. Ogni persona ha, inoltre, il proprio passo, che dipende dall’attività svolta o dalle proprie abitudini. Questo dà la possibilità di creare dei modelli attendibili. Gli studenti, per esempio, hanno il passo più veloce, seguiti da chi viaggia e dai pendolari; gli acquirenti, invece, sono i più lenti. Nelle folle, i gruppi di tre o quattro persone che passeggiano chiacchierando rallentano del 17 per cento il “traffico” pedonale, rispetto a una situazione in cui si cammina isolati. Questo dipende dalla tipica disposizione a “U”, assunta per facilitare la conversazione e il guardarsi in faccia per comunicare. L’ideale, invece, per rendere la camminata più scorrevole, sarebbe disporsi a “V” rovesciata, ma questo impedisce di parlare [fonte: studio dell’Università di Zurigo e di Tolosa, in Focus].

La passeggiata di Kant. Kant, che tutti i giorni, dopo aver pranzato, camminava fino alla fortezza di Friedrichsburg facendo sempre lo stesso percorso. Non c’era bisogno del campanile per sapere l’ora, passava il filosofo (Jean-Bapstiste Botul, La vita sessuale di Kant).

Siamo tutti pedoni. La manifestazione “Siamo tutti pedoni” nasce per ricordare che chi si muove a piedi ha bisogno di essere rispettato e anche chi guida, una volta sceso dalla auto, è pedone a sua volta. La campagna ha preso il via con un appuntamento nazionale il 18 aprile: i promotori locali possono poi decidere autonomamente altre date in cui attuare l’iniziativa. Sul sito la possibilità di scaricare tutto il materiale, compreso il libretto dell’edizione 2012 in cui trovare anche il decalogo del pedone.

Camminare sui piedi di tutti. «Quando guidi sei solo in attesa di tornare a camminare. Una città più civile cammina sui piedi di tutti. Anche dei tuoi» (Massimo Gramellini per la campagna “Siamo tutti pedoni”).

A Singapore, il pedone è più veloce che a Dublino… Una ricerca del 2007 condotta dallo psicologo inglese Richard Wiseman su 32 città del mondo ha messo in relazione la velocità dei pedoni con lo stile di vita, dimostrando che le città dove si “corre” di più sono anche quelle in cui si vive peggio. È Singapore la città in cui i pedoni si muovono più velocemente; a Blantyre, in Malawi, i più lenti. Qui la classifica completa [fonte: Cnn].

…ma se attraversa fuori dalle strisce rischia il carcere. In Italia, le sanzioni per i pedoni vanno dai 24 ai 94 euro, per i motivi elencati in precedenza. Anche nel resto del mondo sono previste multe, ma per i motivi più svariati. A Singapore, per esempio, chi attraversa fuori dalle strisce pedonali può rischiare anche tre mesi di carcere; in Giappone, invece, il pedone sfortunato che viene schizzato da un veicolo noncurante di una pozzanghera può avere almeno la soddisfazione di vedere il conducente multato per 50 euro [fonte: Focus].

Quanto sono sicure le strisce? L’Aci, l’Automobile club Italia, è capofila del progetto EuroTest, programma europeo di tutela dei consumatori attivo in 17 paesi, con l’obiettivo di verificare qualità e sicurezza delle infrastrutture della mobilità. Nel test sulla valutazione 2010 degli attraversamenti pedonali (vedi qui tutta al ricerca) è emerso che il migliore si trova a Bruxelles, il peggiore a Lugano.

Perché studiare i pedoni? Lo studio dei pedoni serve principalmente per progettare città più sicure e spazi sempre più funzionali, dalle stazioni della metropolitana a quelle ferroviarie, dai centri commerciali ai concerti. A Londra, per esempio, l’analisi sul movimento delle masse nei punti di shopping ha portato all’illuminazione migliore di alcune vie, che in caso contrario non venivano prese dai pedoni, in modo da rendere più fluido il loro percorso. In Italia, a occuparsi di questi problemi è il centro di ricerca Csai (Complex system and artificial intelligence), dell’Università di Milano Bicocca. Sara Manzoni, cofondatrice del centro, a Italic: «Nel nostro approccio riproduciamo la moltitudine, la massa di individui, con un metodo chiamato Situated Cellular Agents, in cui rappresentiamo i comportamenti individuali, come movimenti e destinazioni, e le interazioni tra gli individui».

Folla, un sistema complesso. Crowdyxity, acronimo di Crowd dynamic and complexity. La folla viene vista come un sistema complesso. Infatti, è vero solo in parte che essa fa perdere identità al pedone: caratteristiche culturali e relazioni tra individui si mantengono fisse [fonte: Italic].

Anche il pedone ha l’airbag. La nuova Volvo V40, presentata a marzo al Salone di Ginevra 2012, pensa al pedone. In caso di impatto, infatti, dal parabrezza fuoriesce un airbag, che permette di ridurre al minimo gli effetti dello scontro.

Quando camminare fa risparmiare. Andare a piedi, oltre a far bene al fisico, permette anche di risparmiare. Infatti, considerando che un’auto in media fa 16 km con un litro, percorrere un chilometro a piedi fa risparmiare 0,062 litri di carburante, che al prezzo di 1,80 euro in media sono pari a 11 centesimi. Se si ripete l’azione, abituandosi per esempio a percorrere brevi distanze senza l’auto, ma a piedi o in bicicletta, il risparmio è consistente.

redazione


4
0
0
0
 
0

4