Il decoder, quello sconosciuto. Come capirci qualcosa…

L’Agcom promette una classificazione in grado di aiutarci nell’acquisto di un apparecchio ormai obbligatorio. Il 30 giugno l’analogico si spegne…

Il digitale in Italia. Fra fine 2011 e inizio 2012 la penetrazione della Tv digitale terrestre ha raggiunto quota 88,9% sull’universo famiglie (22,1 milioni). Si stimano decoder Dtt (esterni o integrati) su circa 39,1 milioni di televisori (pari all’82% del totale Tv set, in leggero ridimensionamento – 47,6 milioni complessivi – per la dismissione di vecchi tubi catodici non digitalizzabili) (dati Dgtvi.it).

Swicth off. A partire dal 30 giugno il segnale analogico verrà definitivamente spento in tutt’Italia. Le ultime date dello swicth-off: 7 maggio-23 maggio l’Abruzzo e il Molise (inclusa la provincia di Foggia); 24 maggio-8 giugno la Basilicata e la Puglia (incluse le province di Cosenza e Crotone); 11 giugno-30 giugno la Sicilia e la Calabria.

Le spese per il passaggio. La spesa media per ogni famiglia per il passaggio al digitale terrestre si aggira intorno ai 300 euro (Dati Rai Way). La Repubblica: «Bisogna considerare il costo del decoder, che va dai 30 euro per quelli con bollino grigio (che permette solo la visione dei canali in chiaro) ai 170 euro per quelli con Bollino Gold (con cui si possono vedere anche i canali a pagamento). A questo vanno aggiunte le eventuali spese per il montaggio del decoder (40 euro, più 20 per ogni apparecchio aggiuntivo) e quelle per la sostituzione dell’antenna,in caso di segnale debole (100 euro)».

Il bonus. I residenti delle regioni in switch off, che hanno più di 65 anni, con un reddito pari o inferiore a diecimila euro annui e sono in regola con i pagamenti dei canoni Rai, hanno diritto a un bonus di 50 euro sull’acquisto di un decoder digitale terrestre nei negozi autorizzati (vedi qui i modelli che possono usufruire del contributo; e cerca qui il rivenditore più vicino a casa tua). Per info: 800.022.000.

A tutela dei consumatori. Per tutelare i consumatori e aiutarli ad orientarsi nella scelta dell’acquisto di un apparecchio l’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha affidato alla Fondazione Bordoni la classificazione dei decoder. L’Agcom, con la Delibera n. 255/11/Cons, promette un sistema di classificazione dinamico, ovvero aggiornato periodicamente in base all’evoluzione tecnologica e «esaustivo, orientato a presentare, in modo completo, le caratteristiche dei decoder in commercio, considerati i servizi e le piattaforme disponibili».

Addio bollini. Dai tre bollini colorati si passerà ad etichette numerate da 1 a 6 in base al livello di qualità (dove 1 sta per i decoder più avanzati tecnologicamente e 6 per quelli con caratteristiche minime ed essenziali)

Le piattaforme di ricezione. Le piattaforme sono quattro: Digitale Terrestre; Ip-Tv; Satellite; Web-Tv.
– I decoder della prima classe dovranno ricevere almeno tre di queste piattaforme, quelli della seconda e terza classe almeno due, mentre le altre dovranno riceverne almeno una.

Le caratteristiche. Le classi top di gamma avranno le seguenti caratteristiche in comune: Alta definizione (Hd); Gestione dei servizi interattivi; Ordinamento automatico della lista canali; Common Interface (Ci); Guida ai programmi elettronica (Egp); Aggiornamento via etere (Ota).
Le classi 1 e 2 dovranno ricevere non meno di due sistemi Pay Tv, mentre la terza almeno uno.

Le classi più essenziali (4, 5 e 6) si differenziano maggiormente:
-      La classe 4 si differenzia dalla 3 solo perché avrà una definizione standard (Sd) anziché Hd;
-      La classe 5 avrà la definizione in Hd ma nessuna gestione dei servizi interattivi. Riceverà solo canali free ma avrà la guida ai programmi, l’ordinamento automatico dei canali e l’aggiornamento vie etere.
-      La classe 6 invece avrà la Standard definition, l’ordinamento automatico dei canali, l’aggiornamento via etere e riceverà solo canali free.

Vantaggi per i consumatori. Questa classificazione è quindi uno strumento di orientamento per i consumatori, di chiara e semplice consultazione. Secondo Pietro Giordano segretario generale dell’Adiconsum: «Si tratta di una svolta storica che porterà indubbi vantaggi ai consumatori. Noi dell’associazione vigileremo affinché tutto avvenga come previsto dall’Agcom. Il vantaggio consiste nella possibilità per il consumatore di identificare immediatamente le caratteristiche del decoder che vuole acquistare, anche di quello interno al televisore e di quello in comodato d’uso, in relazione alle caratteristiche tecniche e alle capacità di ricezione multipiattaforma (terrestre, satellitare, IPTV)».

A partire da settembre. Il progetto per la classificazione si concluderà a luglio. L’Agcom: «A settembre è prevista la definizione dell’accordo con la grande distribuzione per la pubblicità della classificazione».

I decoder… che funzionano. «C’è un decoder che permette di vedere il contenuto del cervello maschile. L’ho comprato e si vedeva tutto buio. “Allora funziona”, mi son detta…» (Luciana Littizzetto).

Il Dtt sull’iPad. EyeTV Mobile, è un dispositivo con antenna telescopica collegabile direttamente al dock dell’iPad, che permette di vedere il digitale terrestre direttamente sul tablet. Inoltre, questo sintonizzatore, prodotto dalla Elgato, consente di registrare trasmissioni (fino ad otto ore). L’app è gratuita, e l’apparecchio è in vendita su Amazon a 85,41 euro

Le tecnologie degli italiani. Se si esclude il televisore (ormai presente nel 96,3% delle famiglie), tra gli oggetti appartenenti alle nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione quello maggiormente diffuso tra le famiglie italiane è il cellulare (91,6%). Seguono il decoder digitale terrestre (67,1%), il lettore Dvd (63,2%), il personal computer (58,8%) e il videoregistratore (48,7%). (Rapporto Istat 2011 degli italiani con le nuove tecnologie)

Il decoder unico. XDome, il decoder unico, multipiattaforma, dell’azienda Italiana Comex, è sia satellitare che terrestre, con la codifica NDS ufficialmente riconosciuta da Sky, dotato di common interface per inserire tutte le cam e le relative smart card di tutti gli operatori (Tivù Sat, Mediaset Premium, Sky). Un dispositivo, quindi, che permette di vedere tutti i canali in chiaro e tutti i canali criptati, nel rispetto della delibera Agcom 216/00, senza dover acquistare due o tre tipi di decoder diversi (uno per il satellitare, uno per il digitale terrestre, uno per Tivù sat). Costa circa 160 euro.

Il test di Adiconsum. Adiconsum lo ha provato: «I canali di Tivù Sat si vedono con la SmarCam, quella in vendita con i televisori per vedere le tv a pagamento sul digitale terrestre. Ovviamente occorre anche avere la tessera di Tivù Sat. Non tutto, però, è risolto. Rimangono, infatti, sempre i 5 milioni di abbonati a Sky che non vedono Tivù Sat, ma questo è un problema che deve risolvere con urgenza l’Agcom. Il decoder unico che abbiamo provato consentirebbe alle famiglie italiane che devono acquistare un decoder, di avere un grosso risparmio e soprattutto di fare un acquisto duraturo, visto che si tratta anche di un decoder in alta definizione» (Adiconsum.it).

redazione


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