Homebrewing, la birra fatta in casa

È buona, economica e divertente. Facile da fare e da personalizzare. Per gustarla con gli amici o regalarla a Natale

Basta crederci. Homer Simpson: «Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: io credo che tra un attimo mi farò una birra».

Decreto Legge. In Italia la produzione casalinga di birra è permessa nell’ambito del DL n. 504/95 «a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita».

Neo consumatori. Nel 2011 hanno scoperto la birra 7 milioni di neo consumatori. Che portano a 36 milioni il numero dei suoi appassionati. (Ricerca ISPO/AssoBirra).

2,55 miliardi. Il settore birraio italiano, secondo lo studio della Ernst & Young/Assobirra vale circa 2,55 miliardi di euro e garantisce lavoro, direttamente, a 4mila persone (140mila se si considera l’indotto).

I tempi. Dal primo giorno di preparazione al giorno di degustazione ci vuole tempo: «Al meno un mese. Io consiglio una settimana per la fermentazione e quattro settimane in bottiglia» (Eliano Zanier, mr-malt.it a Vocerancio). Potrà poi essere consumata fino a 24 mesi dall’imbottigliamento a condizione che sia mantenuta al fresco e al riparo dalla luce del sole.

I metodi dell’Homebrewing. I metodi per preparare la birra sono tre: il kit di fermentazione (preconfezionato), l’E+G (Estratto di malto al quale bisogna aggiungere il luppolo) e l’AllGrain (comprende anche la preparazione del mosto).

Kit di fermentazione. Il metodo più semplice per iniziare a farsi la birra da soli è comprare un kit di fermentazione: basterà seguire le istruzioni per la cottura, far fermentare e imbottigliare. Se tenuta bene, tutta l’attrezzatura può essere riutilizzata centinaia di volte ed è la base necessaria per tutti e tre i metodi. Eliano Zanier, titolare mr-malt.it, azienda specializzata in materie prime e attrezzature per microbirrerie e hobbysti: «Al kit bisogna solo aggiungere: una pentola da dieci litri, vuoti di bottiglie, acqua e in alcune ricette è richiesta un’aggiunta di zucchero (max 1kg)». Gianluca Rossi, più conosciuto come Jean Luc («da Jean Luc Picard di Star Treck»), titolare di Birramia.it a Vocerancio: «Oltre allo zucchero si possono aggiungere additivi come l’irish moss per rendere meno torbida e più pulita la birra artigianale oppure le erbe aromatiche per le Belghe».

I costi. Con un kit di fermentazione, che costa dai 50 ai 90 euro, (a seconda del tipo di malto e della qualità delle attrezzature) si producono 23 litri di birra. Bisogna tener conto che più aumenta il grado alcolico della birra che si vuole preparare meno litri verranno fuori. Eliano Zanier: «Con quella d’Abbazia (8 gradi) vengono fuori 9 litri». Si può quindi scegliere la qualità di birra che si preferisce: ci sono un centinaio i preparati, che costano dai 12 ai 20-25 euro (compreso l’estratto di malto non luppolato). Per fare la AllGrain ci vogliono invece circa 30 euro (5 kg di malto Pilsener in grani 5 kg; 56 gr di luppolo amaro, 28 gr. di luppolo aroma e 1 bustina di lievito) bisogna poi comprare separatamente tutta l’attrezzatura (circa 50 euro).

La preparazione. Dopo aver acquistato il kit si passa alla preparazione seguendo passo passo le istruzioni. Bisogna però tenere a mente i passaggi fondamentali:

1- La sterilizzazione. La sanificazione del fermentatore e di tutta l’attrezzatura è determinante. Zanier: «I batteri possono inquinare la birra. La cosa buona è che ci si accorge subito se è andata a male: sa di aceto ed è imbevibile».

2. Il grado alcolico. Per aumentare il grado di alcol basta modificare la quantità di zucchero da sciogliere nel malto (ci vuole circa 1 kg di zucchero per un grado alcolico del 3,8%).

3. La temperatura. Dopo aver messo la birra nel fermentatore bisogna tenerla per un settimana/dieci giorni a riposo. Eliano Zanier: «Anche la temperatura ambiente è molto importante. Durante tutta la fermentazione non deve mai scendere sotto i 18° né superare i 25°».

Bevanda spumeggiante. La legge vieta di scrivere su queste attrezzature la parola birra, ragion per cui vengono venduti come «kit per bevanda spumeggiante» o «Kit per la fermentazione». La birra fai da te è stata introdotta in Italia per la prima volta nel 1990.

Made in Italy. La birra italiana viene prodotta, laddove possibile, con materie prime nazionali: sono oltre 66mila le tonnellate di malto prodotte nel 2010 (+12,8% rispetto al 2009), interamente assorbite dall’industria italiana.

Il metodo E+G: La preparazione con questo è un po’ più complessa. Si acquista solo l’estratto di malto, al quale si aggiunge il luppolo (dai 6 ai 10 euro la confezione) scelto nelle dosi più gradite. E poi si procede allo stesso modo che con il kit ma prima bisogna miscelare all’estratto di malto il luppolo scelto, nella dose preferita.

Il metodo AllGrain: Per fare la AllGrain bisogna aver acquisito una certa esperienza perché si parte praticamente dalla materia prima, ovvero i grani: ce ne vogliono dai 4 ai 6 chili (per 20/23 l.), si macinano grossolanamente (non vanno ridotti in polvere), si fanno bollire in una pentola abbastanza capiente, per otto ore, a temperature diverse, filtrando il composto più volte (a seconda delle ricette). Quando poi si ottiene il mosto si aggiungono il luppolo e il lievito e si fa fermentare seguendo la stessa procedura dei preparati, infine si imbottiglia. (Leggi qui la ricetta base per l’AllGrain)

Come una torta. «Fare la birra AllGrain è una questione di sfida per i nostri clienti. Oltre alla passione c’è la creatività. È come una torta: posso comprare quella già fatta al cioccolato e aggiungere un tocco personale come le pere oppure prendere tutti gli ingredienti e farla come piace a me» (Jean Luc, titolare di Birramia.it)

Il risparmio. «Una birra artigianale costa dai 6 euro in su al litro, le nostre non arrivano all’euro. La AllGrain invece costa un 15-20 per cento in meno rispetto al preparato». (Jean Luc, Birramia.it)

Veti. Tra le leggi curiose del Texas ne esiste una che bandisce «l’intera Enciclopedia Britannica perché contiene una formula per farsi la birra in casa».

(Tutti i prodotti e le attrezzature sono acquistabili su mr-malt.it o birramia.it, due rivenditori italiani autorizzati. (Hanno anche sezioni dedicate anche alle ricette e ai corsi per homebrewers)

redazione


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