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	<description>Idee per risparmiare</description>
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		<title>Fritto misto nel motore per un mondo migliore</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>accurat</dc:creator>
		
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		<title>Biodiesel: l&#8217;energia verde che aiuta l&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessica.dercole</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Alghe]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[Carburante]]></category>
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		<description><![CDATA[È rinnovabile e biodegradabile. Riduce dell'85% i composti aromatici, del 60% le Pm10 ed elimina l'emissione di zolfo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Che cos’è il biodiesel.</strong> Il biodiesel è un combustibile di tipo vegetale, ottenuto da vari tipi di olio di semi (girasole, colza di soia, ricino, ecc.). Il vero nome del carburante è “fame”, cioè fatty acid metil esther (metilestere di acidi grassi). È utilizzato come carburante per mezzi di trasporto e come combustibile nel riscaldamento.</p>
<p><strong>I vantaggi del biodiesel.</strong> Il biodiesel è un combustibile rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione. È biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo. Il suo uso per il trasporto elimina del tutto l’emissione di residui di zolfo (che sono la causa principale delle piogge acide), diminuisce dell’85% i composti aromatici (causa principale dei problemi cancerogeni) e riduce del 60% le polveri sottili PM10 o particolato, che rappresentano la principale causa di inquinamento nelle città. Garantisce un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento (dati del Dipartimento Minerario degli Stati Uniti).</p>
<p><strong>Svantaggi del biodiesel.</strong> Il biodiesel ha un costo industriale alla produzione superiore al gasolio. Per renderlo competitivo dal punto di vista commerciale, deve essere esente da accisa, cioè defiscalizzato. In Italia il quantitativo defiscalizzato è di 200.000 tonnellate (in Francia, per esempio, sono 500.000). Inoltre la densità di energia contenuta in un litro di biocombustibile è inferiore (seppur di poco) a quello del diesel. In altre parole, con un litro di biocombustibile il rapporto consumi-distanza percorsa è minore dei 15-20 km/litro di un diesel normale.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-77331" href="http://vocearancio.ingdirect.it/focus/biodiesel-lenergia-verde-che-aiuta-lambiente/bio1/"><img class="alignleft size-full wp-image-77331" title="La normativa europea stabilisce che il biodiesel da miscelare al combustibile fossile (che va a formare il gasolio che compriamo al distributore) deve essere del 4%. Dal 2014 salirà al 5%" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2012/02/bio1.jpg" alt="" width="300" height="292" /></a>L’industria italiana del biodiesel.</strong> Al momento la normativa europea stabilisce che la quota di biodiesel da miscelare al combustibile fossile (che va a formare il gasolio che compriamo al distributore) deve essere del 4%. Dal 2014 salirà al 5%. Nel 2011 circa il 70% dei volumi di biodiesel finito nei serbatoi delle auto italiane è stato importato, soprattutto da Argentina, Canada e Malesia. Questo a causa del minor prezzo del prodotto che invoglia i petrolieri a rifornirsi del prodotto straniero, non sempre di appurata qualità, a discapito di quello italiano. L’industria del biodiesel in Italia è un settore che vale circa 2 miliardi di fatturato, occupa 1.500 addetti e sviluppa investimenti per oltre 500 milioni (dati <a href="http://www.assocostieri.it/" target="_blank">Assocostieri</a>, l’unione dei produttori di biodiesel aderente a  <span style="position:relative"><span id="hinnertext_18856" style="display:none"><h2>Confindustria</h2><div class="tttext"><a title="confindustria" rel="lightbox[pics18856]" href="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2009/07/confindustria.gif"><img class="attachment wp-att-18863 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2009/07/confindustria.gif" alt="confindustria" width="103" height="131" /></a>La Confederazione Generale dell'Industria Italiana è un'organizzazione rappresentativa delle imprese italiane. Fondata nel 1910, attualmente raggruppa circa 116.000 imprese, e circa 4.200.000 lavoratori. Fa parte della International Organization of Employers (IOE). In base al suo Statuto si propone di contribuire alla crescita economica e al progresso sociale del paese. Il presidente in carica è Emma Marcegaglia.</div></span><a class="glossaryLink" href="http://vocearancio.ingdirect.it/glossary/confindustria/" title="Confindustria" onclick="tooltip.show(document.getElementById('hinnertext_18856').innerHTML, 'cont-glossary', this);return false;">Confindustria</a><span class="cont-glossary cont-tooltip"></span></span> ).</p>
<p><strong>La produzione di biodiesel in Europa.</strong> L’Italia è al quarto posto nella classifica europea di produttori di biodiesel (con 1,9 milioni di tonnellate). Al primo posto c’è la Germania, che è anche il maggior produttore europeo di energia rinnovabile. I tedeschi vantano una rete di produzione di 5,2 milioni di tonnellate di biodiesel, di molto superiore alla Spagna, al secondo posto, che produce 3,6 tonnellate. Sul gradino più basso del podio c’è la Francia, che produce poco più di 2 milioni di tonnellate.</p>
<p><strong>La distribuzione in Italia.</strong> In Italia, purtroppo, non si può acquistare il biodiesel puro presso le stazioni di servizio. Nel nostro Paese è commercializzato soprattutto nel settore del riscaldamento, mentre come combustibile da autotrazione è impiegato prevalentemente da parte di aziende di trasporto, che lo acquistano però direttamente dalle aziende produttrici.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-77332" href="http://vocearancio.ingdirect.it/focus/biodiesel-lenergia-verde-che-aiuta-lambiente/bio4/"><img class="alignleft size-full wp-image-77332" title="Il biodiesel è commercializzato nella stazioni di servizio in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Slovenia" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2012/02/bio4.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>La distribuzione in Europa.</strong> Il biodiesel è commercializzato nella stazioni di servizio in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Slovenia. In Austria e Germania viene utilizzato biodiesel puro, in Francia 7 raffinerie su 13 incorporano il biodiesel nel gasolio in percentuale dell’8% e oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodiesel al 30% (fonte: Coldiretti). In Germania, in particolare, un numero crescente di costruttori di auto ha previsto la possibilità dell’utilizzo del biodiesel puro nei loro motori. Fra gli altri: Mercedes-Benz, Volkswagen, Massey Ferguson e John Deere.</p>
<p><strong>Il biodiesel e il motore.</strong> Nei motori di produzione recente il biodiesel può essere utilizzato senza problemi anche in purezza, mentre concentrazioni fino al 30% sono tollerate anche dai motori più vecchi. Basta controllare il libretto d’uso della propria automobile, dove è specificata la possibilità di usare biocombustibili.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-77333" href="http://vocearancio.ingdirect.it/focus/biodiesel-lenergia-verde-che-aiuta-lambiente/bio2-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-77333" title="In Italia il Biodiesel è impiegato allo stato puro nel riscaldamento oramai da oltre 15 anni  con ottimi risultati" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2012/02/bio2.jpg" alt="" width="300" height="270" /></a>Il biodiesel e il riscaldamento. </strong>In Italia il Biodiesel è impiegato allo stato puro nel riscaldamento oramai da oltre 15 anni  con ottimi risultati. Il potere calorifico del Biodiesel è minore di quello del gasolio, a causa del fatto che la sua molecola contiene una percentuale di ossigeno elevata (circa l’11%), che consente però di ottenere una combustione completa, utilizzando una quantità di aria inferiore a quella necessaria alla combustione di un uguale quantitativo di gasolio. Utilizzato in una normale caldaia riduce del 35% le emissioni di monossido di carbonio (dati Assocostieri).</p>
<p><strong>Il biodiesel in volo.</strong> Lo scorso luglio <a href="http://www.lufthansa.com/online/portal/lh/it/homepage?l=it&amp;cid=1000273&amp;WT.srch=1&amp;WT.mc_id=SEABRAND" target="_blank">Lufthansa</a> ha avviato il primo collegamento di linea regolare, da Amburgo a Francoforte,  con aerei alimentati da un mix di carburante tradizionale e biodiesel (50% e 50%). La compagnia aerea tedesca ha fatto sapere di aver tagliato 1.500 tonnellate di Co2 nei primi sei mesi di voli.</p>
<p><strong>Il futuro sono le alghe.</strong> Alle <a href="http://www.tu-berlin.de/" target="_blank">Technische Universität</a> di Monaco, in Germania, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo processo catalitico che converte in modo efficiente l’olio estratto dalle alghe in carburante diesel. I vantaggi immediati di questo processo consistono in una eccellente resa produttiva a breve termine, con richiesta di spazi minimi. Basta pensare che un acro di terreno coltivato a colza produce 600 galloni di biodiesel contro i 4.000/5.000 degli impianti ad alghe. Circa un anno fa <a href="http://www.exxonmobil.com/" target="_blank">Exxon Mobil</a> e la <a href="http://www.syntheticgenomics.com/" target="_blank">Synthetic Genomics</a> di Craig Venter hanno investito insieme 600 milioni di dollari in ricerche sul tema. Sperano che nel 2017 i costi per la produzione del biodiesel algale saranno sugli 11-12 dollari al litro, uguali a quelli del diesel normale. Anche la  <span style="position:relative"><span id="hinnertext_24755" style="display:none"><h2>Nasa</h2><div class="tttext"><a title="nasa" rel="lightbox[pics24755]" href="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2009/09/nasa.jpg"><img class="attachment wp-att-24770 alignleft" style="margin-right: 10px;" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2009/09/nasa.thumbnail.jpg" alt="nasa" width="140" height="200" /></a>National Aeronautics and Space Administration. È l'agenzia governativa responsabile per il programma spaziale degli Stati Uniti d'America e per la ricerca aerospaziale civile. Nata nel 1958, dopo l'iniziale attenzione all'esplorazione della Luna, la sua attività si è incentrata sull'esplorazione di Marte. A tal scopo sono state lanciate molte missioni, l'ultima delle quali è la Mars Reconnaissance Orbiter. Parallelamente la Nasa si è occupata anche di migliorare le misure di sicurezza dello Shuttle dopo il disastro dello Space Shuttle Columbia per poter completare al più presto la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).</div></span><a class="glossaryLink" href="http://vocearancio.ingdirect.it/glossary/nasa-2/" title="Nasa" onclick="tooltip.show(document.getElementById('hinnertext_24755').innerHTML, 'cont-glossary', this);return false;">Nasa</a><span class="cont-glossary cont-tooltip"></span></span>  sta compiendo ricerche nelle alghe per produrre biocarburanti per l’aviazione, e  <span style="position:relative"><span id="hinnertext_4358" style="display:none"><h2>GATES Bill</h2><div class="tttext"><a title="Bill Gates" rel="lightbox[pics4358]" href="http://vocearancio.housing.tomato.it/wp-content/uploads/2009/02/bill-gates.gif"><img class="attachment wp-att-5709 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://vocearancio.housing.tomato.it/wp-content/uploads/2009/02/bill-gates.thumbnail.gif" alt="Bill Gates" width="140" height="200" /></a>Seattle (Stati Uniti) 28 ottobre 1955. Fondatore di Microsoft Corporation (1975). Padre avvocato, madre insegnante. Ideatore, quando ancora era studente ad Harvard, del sistema Ms-Dos per conto di IBM. Nel 2000 ha abbandonato la guida operativa di Microsoft, rimanendone però presidente e capo programmatore. Nel 2008, si dimette dalla carica di presidente per dedicarsi alla famiglia e alla beneficenza. Al suo posto subentra Steve Ballmer. Secondo Forbes è l’uomo più ricco del mondo. Sposato con Melinda French, ha tre figli: Jennifer Katherine, Rory John e Phoebe Adele.</div></span><a class="glossaryLink" href="http://vocearancio.ingdirect.it/glossary/gates-bill/" title="GATES Bill" onclick="tooltip.show(document.getElementById('hinnertext_4358').innerHTML, 'cont-glossary', this);return false;">Bill Gates</a><span class="cont-glossary cont-tooltip"></span></span>  ha finanziato con 100 milioni di dollari la <a href="http://www.sapphireenergy.com/ " target="_blank">Sapphire Energy</a> per un impianto pilota nel deserto del New Mexico.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-77334" href="http://vocearancio.ingdirect.it/focus/biodiesel-lenergia-verde-che-aiuta-lambiente/biodiesel3/"><img class="alignleft size-full wp-image-77334" title="l biodiesel è un combustibile rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione" src="http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2012/02/biodiesel3.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Il biodiesel fatto in casa.</strong> È possibile realizzare da soli il biodiesel. Bisogna subito chiarire che, se questa operazione è del tutto legale, non lo è utilizzare combustibile vegetale fatto in casa per la propria automobile, essendo <em>tax free</em>, al contrario di tutti gli altri carburanti sottoposti ad accisa. È necessario inoltre stare attenti e proteggere occhi e pelle dal contatto con le esalazioni. Se vuoi scoprire come fare il biodiesel in casa,  <span style="position:relative"><span id="hinnertext_77329" style="display:none"><h2>Il Biodiesel fatto in casa</h2><div class="tttext"><strong>Che cosa serve.</strong> L’attrezzatura necessaria: un fornelletto elettrico, una bilancia da cucina precisa al grammo, una vecchia pentola in disuso della capienza di circa 3 litri e un agitatore (realizzato con un trapano elettrico fissato su una colonnina, con un perno e una rondella saldata per smuovere il liquido). Per evitare inutili sprechi è consigliabile provare con un litro alla volta.

<strong>Come si realizza il biodiesel. </strong>Prendiamo un  litro di olio di girasole, nuovo, o in alternativa già utilizzato, di scarto, soluzione più economica ed ecologica. Aggiungiamo alcol etilico anidro (99,9%), ossia il comune etanolo, sciolto con soda caustica. Le proporzioni: per un litro di olio di semi di girasole, circa di 250 grammi di etanolo e 7 grammi di soda caustica. Mettiamo il tutto sul fuoco, portando a una temperatura tra i 35 e i 60 gradi. Mescoliamo per una ventina di minuti con un cucchiaio di acciaio e lasciamo riposare per circa un’ora. A questo punto la glicerina si sarà depositata sul fondo del contenitore. Lasciamo la glicerina in questo contenitore e estraiamo la parte liquida, il biodiesel, versandola in un altro contenitore. Il biodiesel così ottenuto, in realtà, non è ancora pronto per l’utilizzo come combustibile poiché potrebbe danneggiare in modo irreparabile il motore per la presenza di tracce di idrossido, metanolo e saponi: occorre quindi rimuoverle. Per fare ciò, si mette la soluzione ottenuta in precedenza in una botte e si aggiunge circa un terzo di acqua. L’acqua tenderà a depositarsi in basso, essendo più pesante: a questo punto si soffia l’aria con una pompetta d’acquario, che, salendo verso l’alto fa in modo che l’acqua e la soluzione si rimescolino continuamente. Dopo aver eliminato le impurità con 3 o 4 di questi lavaggi, non resta che eliminare l’acqua presente ancora nel biodiesel. Per farlo occorre riscaldare il combustibile a 40°-50° per un’ora o due e poi lasciarlo riposare. Per essere sicuri che il processo abbia avuto successo, bisogna accertarsi che il biodiesel abbia assunto un colore chiaro giallo pallido.

<strong>Il biodiesel fatto in casa conviene?</strong> Facendo due calcoli, un litro di olio nuovo di frittura costa poco più di un euro, un contenitore con cinque litri di metanolo 10 euro e circa un euro 750 grammi di soda caustica per la reazione. A questo poi vanno aggiunti altri costi, soprattutto se si vuole produrre biodiesel su scala medio-grande: contenitori capienti (50 litri o più), miscelatori grandi, nonché fornelli per portare a temperatura olio e biodiesel. Insomma una serie di costi iniziali da sostenere, ma che vengono ammortizzati nel tempo. In sostanza realizzare da soli il biodiesel da olio nuovo è facile, ma non molto conveniente a livello economico.</div></span><a class="glossaryLink" href="http://vocearancio.ingdirect.it/glossary/il-biodiesel-fatto-in-casa/" title="Il Biodiesel fatto in casa" onclick="tooltip.show(document.getElementById('hinnertext_77329').innerHTML, 'cont-glossary', this);return false;">leggi qui</a><span class="cont-glossary cont-tooltip"></span></span> .</p>]]></content:encoded>
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		<title>SOCIAL</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:59:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SOCIAL L’86% degli italiani che navigano su Internet utilizza social network e blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SOCIAL</strong> L’86% degli italiani che navigano su Internet utilizza social network e blog.</p>
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		<title>RETE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:57:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RETE Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera, per sette giorni si è staccato dalla Rete per vedere l’effetto che fa. Niente internet, blog, Twitter e iPad. Alla fine della settimana di digiuno digitale ha ammesso che non è stato niente male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RETE</strong> Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera, per sette giorni si è staccato dalla Rete per vedere l’effetto che fa. Niente internet, blog, Twitter e iPad. Alla fine della settimana di digiuno digitale ha ammesso che non è stato niente male.</p>
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		<description><![CDATA[SEVERGNINI Beppe Severgnini su Twitter è seguito da circa 180 mila persone e ha un blog seguitissimo dal 1998, “Italians”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SEVERGNINI</strong> Beppe Severgnini su Twitter è seguito da circa 180 mila persone e ha un blog seguitissimo dal 1998, “Italians”.</p>
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		<title>PINTEREST</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PINTEREST Pinterest, il social network dove gli utenti possono pubblicare su varie bacheche le immagini di tutto quello che amano, con la possibilità di creare categorie diverse per ogni contenuto. Negli ultimi quattro mesi del 2011 è cresciuto del 429%, superando Google+ e Tumbr. A dicembre ha registrato 11 milioni di visite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PINTEREST</strong> Pinterest, il social network dove gli utenti possono pubblicare su varie bacheche le immagini di tutto quello che amano, con la possibilità di creare categorie diverse per ogni contenuto. Negli ultimi quattro mesi del 2011 è cresciuto del 429%, superando Google+ e Tumbr. A dicembre ha registrato 11 milioni di visite.</p>
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		<title>PUNTINE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:54:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PUNTINE Pinterest, dalla crasi dei termini inglesi Pin (puntina) e Interest (interesse).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PUNTINE</strong> Pinterest, dalla crasi dei termini inglesi <em>Pin</em> (puntina) e <em>Interest</em> (interesse).</p>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:53:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DONNE Il 97% dei fan di Pinterest su Facebook sono donne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DONNE</strong> Il 97% dei fan di Pinterest su Facebook sono donne.</p>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 06:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella.gullotti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[MI PIACE «Oggi è un dovere per noi dichiarare quello che apprezziamo, amiamo, quello che riteniamo pittoresco. Il “Mi piace” di Facebook è la moderna valuta dell’identità. Ci piace proclamare costantemente chi siamo, “dire la verità su noi stessi” come sosterrebbe il filosofo Michel Foucault» (Nathan Jurgenson). &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MI PIACE</strong> «Oggi è un dovere per noi dichiarare quello che apprezziamo, amiamo, quello che riteniamo pittoresco. Il “Mi piace” di Facebook è la moderna valuta dell’identità. Ci piace proclamare costantemente chi siamo, “dire la verità su noi stessi” come sosterrebbe il filosofo Michel Foucault» (Nathan Jurgenson).</p>
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