Expo, visita ai padiglioni di Spagna e Regno Unito

Dal grande alveare del Padiglione del Regno Unito che racconta l’importanza delle api, all’innovativo viaggio del sapore del Padiglione spagnolo.

  • 1. L’entrata del Padiglione del Regno Unito. Per orientarsi all’interno dell’Esposizione si può utilizzare l'app Expo Milano 2015

    1. L’entrata del Padiglione del Regno Unito. Per orientarsi all’interno dell’Esposizione si può utilizzare l'app Expo Milano 2015

  • 2. L’alveare del Padiglione del Regno Unito progettato dall’artista inglese Wolfgang Buttress

    2. L’alveare del Padiglione del Regno Unito progettato dall’artista inglese Wolfgang Buttress

  • 3. L’area bar e ristorante del Padiglione del Regno Unito.

    3. L’area bar e ristorante del Padiglione del Regno Unito.

  • 4. L’entrata del Padiglione della Spagna. Per orientarsi all’interno dell’Esposizione si può utilizzare l'app Expo Milano 2015.

    4. L’entrata del Padiglione della Spagna. Per orientarsi all’interno dell’Esposizione si può utilizzare l'app Expo Milano 2015.

  • 5. 5.	L’area espositiva “El Viaje del Sabor” e “El Lenguage del Sabor” all’interno del Padiglione spagnolo.

    5. 5. L’area espositiva “El Viaje del Sabor” e “El Lenguage del Sabor” all’interno del Padiglione spagnolo.

  • 6.	Le offerte gastronomiche all’interno del Padiglione della Spagna

    6. Le offerte gastronomiche all’interno del Padiglione della Spagna

  • 7.	La navetta People Mover per muoversi in modo rapido e comodo all’interno dell’Esposizione.

    7. La navetta People Mover per muoversi in modo rapido e comodo all’interno dell’Esposizione.


A Expo Milano 2015 ci sono 35 paesi europei che partecipano con i loro padiglioni, tra cui Palazzo Italia che abbiamo già visitato. Tutti seguono un unico tema: Nutrire il Pianeta, Energia per la vita. Ogni Nazione lo interpreta in modo unico e particolare. Ma quali sono le installazioni tecnologiche da non perdere? Iniziamo con i padiglioni più votati da voi, quelli del Regno Unito e della Spagna. Entrambe le strutture si trovano più o meno a metà strada lungo il Decumano (la strada principale dell’Expo), appena prima dell’incrocio con il Cardo (la strada secondaria perpendicolare). Se decidete di prendere il bus, la fermata numero 8 si trova a poche decine di metri dai padiglioni e la cadenza prevista di passaggio del bus è variabile nel corso della giornata, da un minimo di 5 a un massimo di 7 minuti. In questo link trovate qualche consiglio per orientarsi più facilmente all’interno dell’Esposizione.

Il padiglione del Regno Unito vuole dare l’impressione ai visitatori di trovarsi all’interno del mondo delle api: rappresenta un enorme alveare ed è stato progettato dall’artista inglese Wolfgang Buttress, pittore e scultore di Nottingham. L’alveare è formato da una struttura di acciaio composta da 170mila pezzi diversi a formare il padiglione. L’area è circondata da un prato verde fiorito, per ricreare l’habitat degli insetti. Consiglio: prima di entrare nel padiglione fermatevi a leggere i cartelli informativi, contengono molte curiosità sul fenomeno dell’impollinazione e sulla produzione del miele (ad esempio, sapevate che per produrre un barattolo di miele le api coprono una distanza pari a tre volte la circonferenza della Terra?)

Un viaggio nel mondo delle api. Questo padiglione è ispirato all’importante ruolo degli alveari: il Pianeta sopravvive grazie all’opera di impollinazione delle api e l’alveare è considerato un barometro per la salute degli ecosistemi (in Inghilterra li inseriscono nelle miniere, per verificare che l’ambiente non sia tossico). La struttura del padiglione è stata progettata per permettere al visitatore di camminare attraverso un prato di fiori selvatici prima di entrare nell’alveare, in cui la maglia di alluminio a nido d’ape crea ombre, luci e suoni che lo mettono in connessione con la natura. Nell’alveare si percepisce anche il ronzio delle api. Il progetto segue le ricerche del fisico Martin Bencsik: il professore ha ideato una tecnica di monitoraggio di questi insetti per comprenderne il comportamento e per poter preservare la loro sopravvivenza nel futuro. Il padiglione è collegato a un vero alveare sito a Nottinghan e tramite impulsi elettrici la struttura riesce a rappresentare fedelmente l’attività delle api in tempo reale. Consiglio: visitate il padiglione all’ora del tramonto, in questo modo riuscirete a godervi la vista dei prati fioriti, ma anche il gioco di luci a LED all’interno dell’alveare.

La tipica cucina UK si può assaggiare al primo piano: c’è un ristorante che serve piatti tipici come la colazione con uova, bacon e fagioli (9 euro), il salmone scozzese (7 euro), Fish&Chips (8 euro) e cutter pudding (7 euro). Consiglio: durante le ore più calde del giorno godetevi una limonata fatta al momento (2,5 euro).

Il padiglione della Spagna si riconosce subito per la sua grande ma assolutamente leggera struttura in legno che ricorda la forma di una serra a doppia navata. Gran parte del Padiglione, disegnato dall’architetto Fermin Vazquez, è composto da spazi aperti, ottimizzando così l’uso della luce naturale, mentre l’unico spazio al chiuso è quello dell’area espositiva principale. Meno facile da vedere ad occhio nudo, ma altrettanto importante, è che il Padiglione Spagna è stato realizzato con materiali naturali e riciclati, il legno utilizzato è di pino o di abete proveniente da foreste con certificazione di sostenibilità ed è stato realizzato con il metodo dell’assemblaggio a secco, che garantisce un facile montaggio e smontaggio. L’edificio è stato progettato per essere riutilizzato quasi al 100%. Consiglio: consultate il sito del padiglione spagnolo per verificare gli eventi in programma. Inoltre consigliamo di visitare le mostre lontano dagli orari dei pasti per evitare la coda all’ingresso. Il padiglione spagnolo è molto visitato e attrae soprattutto per le numerose offerte gastronomiche.

Il viaggio e il linguaggio dei sapori. L’allestimento “El Viaje del Sabor” (il viaggio del sapore), opera di Antoni Miralda, uno dei maggiori esponenti viventi della “Food art”, accoglie i visitatori all’ingresso del padiglione con una serie di valigie di dimensioni naturali. L’artista propone così una riflessione sul viaggio che alcuni alimenti devono fare prima di arrivare a destinazione. A seguire c’è la mostra “El Lenguaje del Sabor” (il linguaggio del sapore) che guida il visitatore nella mente di un cuoco al lavoro, dalla gestione delle materie prime, alla creatività con cui si impattano i cibi. Consiglio: soffermatevi all’interno della sala del dialogo dei sapori, tra tradizione e innovazione. Un tavolo con la superficie a video vi farà sentire protagonista in cucina tra sapori mediterranei e nuove tecnologie per cucinare.

L’offerta gastronomica spagnola ha un ruolo chiave nel padiglione. Oltre a un negozio di specialità gourmet che offre prodotti tipici e Jamon Patanegra tagliato al coltello (40 euro al kg), c’è un Bar di Tapas con un’esposizione di pintxos calde e fredde a cui si fa fatica a resistere (3 euro a pezzo); all’esterno c’è il Ses Salines Bar che vuole ricreare l’ambiente del chiringuito e che ogni sera dalle 7 fino a chiusura avrà un DJ. infine c’è il ristorante El Altillo Restaurante, all’ultimo piano del padiglione, che propone la paella alla marinara fatta al momento (18 euro). Consiglio: assaggiate il prosciutto spagnolo a cubetti, servito in coni di cartone al negozio di gourmet (10 euro).

Per visitare entrambi i padiglioni ci vogliono almeno 2 ore. Al termine è possibile riposarsi nella retrostante piazza del Future Food District, oppure si può decidere di tornare all’ingresso con il comodo servizio navetta People Mover.

Restano ancora molti padiglioni da scoprire, tra i più curiosi ci sono i Sudamericani. Votate quale vorreste visitare e continuate a seguire i nostri aggiornamenti all’interno della sezione Expo. Buona visita a tutti!

SERENA GIACOMIN
Serena Giacomin


335
4
0
2
 
0

341