Dai colore alla tua casa

Approfittare della bella stagione per tinteggiare le pareti del proprio appartamento: che cosa serve e come si fa. Passo dopo passo, spendendo il meno possibile

Una mano di colore al risparmio. Per modificare l’aspetto del proprio appartamento non sempre occorre rivolgersi a degli specialisti: la manutenzione di casa può essere un’operazione semplice se si decide di fare da sé,  costruendo da soli i mobili, preparando i detersivi in casa o tinteggiando da soli le pareti. Per rinnovare la casa con un tocco di bianco, arredare con i colori o ridare luce a una parete, risparmiando.

Quanto si risparmia. Imbiancare un appartamento di una settantina di metri quadrati in buono stato (che, cioè, non ha bisogno di trattamenti particolari) costa intorno ai 1500 euro. Il risparmio con  il fai da te, quindi, è evidente, perché l’unica spesa da sostenere è quella per l’acquisto dei materiali, al massimo qualche centinaia di euro.

Che cosa serve. Prima di cominciare occorre procurarsi il materiale giusto. Oltre al colore servono: carta vetrata, per eliminare dai muri eventuali protuberanze in rilievo; stucco e paletta, per coprire imperfezioni e crepe; rullo con bastone allungabile, per raggiungere le parti alte della casa; un pennello piccolo e uno grande, per rifinire angoli e particolari; nastro di carta adesiva; griglia di plastica; alcuni secchi (uno per ogni colore); teli di plastica; vecchi giornali; una scala; guanti.

Come scegliere il colore. Al di là del gusto personale, il colore di una parete è legato alla luminosità della camera: colori scuri assorbono la luce e rendono la stanza meno luminosa, tinte chiare la riflettono e in questo modo determinano una luminosità maggiore.

Quale vernice comprare. Il tipo di vernice da utilizzare dipende dalla stanza da dipingere. Per il soggiorno e per la camera da letto, per esempio, l’ideale è l’idropittura, a base d’acqua, atossica e più in generale adatta agli interni perché facile da pulire (basta un panno imbevuto d’acqua). In ambienti umidi come bagno, cantina e cucina meglio usare un’idropittura traspirante, che non forma condensa. In commercio ci sono anche pitture isolanti, più costose ma con una maggiore proprietà isolante.

Quanta pittura comprare. Per capire quanta vernice occorre basta calcolare i metri quadrati da dipingere misurando la larghezza di ogni parete e moltiplicandola per l’altezza. Ogni parete avrà bisogno di almeno due mani di colore ma è buona norma arrotondare la quantità per eccesso, gli errori durante la stesura possono essere  molti. Ai meno esperti tornerà molto utile questo sito che aiuta a calcolare di quanti litri di vernice si ha bisogno. Poniamo il caso che si voglia tinteggiare una stanza rettangolare di 3 metri per 4, con un’altezza al soffitto di 3  metri, una porta e due finestre con una superficie di circa 37 metri quadrati. Un litro di vernice copre approssimativamente da 7 a 9 metri quadri: aggiungiamo un dieci per cento per eventuali sprechi e sottostime: per una stanza del genere, considerando due mani di vernice, ci vorranno almeno 11 litri di pittura, con una spesa attorno ai 90 euro.

Coprire i mobili. Prima di cominciare radunare al centro della stanza i mobili e coprirli con teli di plastica. Proteggere i pavimenti con giornali o cartoni, applicare lo scotch di carta su interruttori, prese, battiscopa, telai e maniglie di porte e finestre.

Preparare le pareti. Prima di pitturare bisogna preparare le superfici da dipingere. Togliere polvere e ragnatele con scopa e stracci, livellare crepe, buchi e asperità con carta vetrata e stucco, raschiare via eventuali muffe e segni di umidità. Applicare sulle macchie d’umidità un prodotto antimuffa e aspettare un qualche ora prima di procedere con la pitturazione (il tempo varia in base al prodotto utilizzato). Se l’intonaco è appena stato ultimato, aspettare almeno trenta giorni prima di intervenire affinché l’umidità evapori completamente. Se la vecchia pittura si sta staccando, levare le vecchie sfoglie di colore e riportare alla luce l’intonaco: il lavoro va fatto con una spatola dopo aver bagnato il muro con acqua calda o prodotti appositi. In caso di tappezzeria, se è ancora in buono stato, aderente ai muri e non strappata, si può coprirla con la nuova vernice, in caso contrario va tolta.

Le fasi della tinteggiatura. Acquistato il materiale e preparato il muro si può cominciare a tinteggiare. Versare il colore in un secchio e, se necessario (basta leggere le indicazioni sulla confezione), diluirlo con acqua o acqua ragia a seconda del tipo di vernice scelta. Non diluire tutta la vernice in una volta sola: la pittura non diluita si conserva fino a tre anni, quella diluita si deteriora in fretta. Coprire un altro secchio con la griglia, immergere il rullo nel colore, passarlo più volte sulla griglia di plastica posta sul secondo secchio e lasciar scolare il colore in eccesso. Stendere la vernice dall’alto verso il basso, facendo scorrere il rullo lentamente e senza premere troppo sulla parete. Per tinteggiare pareti molto alte, montare il rullo sull’apposito bastone. Quando le pareti sono coperte di colore per la maggior parte, rifinire angoli e particolari. Ripetere l’operazione per una seconda mano, sempre dall’alto verso il basso. Prima che la vernice si asciughi, rifinire i particolari con il pennellino. Quando una stanza è conclusa, lasciare asciugare aerando il locale.

Definire i particolari e smaltire i rifiuti. Affinché non rimangano striature sul muro, non interrompere il lavoro prima di aver terminato una parete. È importante anche non fare polvere mentre si sta dipingendo e non toccare la parete finché la pittura è fresca. Eventuali macchie sul pavimento o sugli infissi vanno pulite subito con un panno umido. Prima di lavarsi con acqua e sapone meglio togliere eventuali resti di pittura secca dalle mani strofinandole con una pezza ruvida e asciutta. Non gettare i barattoli avanzati nello scarico dell’acqua o nella spazzatura, ma smaltirli portandoli nei centri di raccolta specializzata o chiamando la nettezza urbana.

redazione


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