Così cambia la sanità

Assistenza 24 ore su 24, trasparenza nelle nomine, stretta sul fumo e il gioco d’azzardo… Tutte le norme del decreto Balduzzi…

Tutela della salute. «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute»: sono le norme contenute nel decreto legge sulla sanità – detto anche decreto Balduzzi, dal nome del ministro della Salute Renato Balduzzi che l’ha proposto – approvato il 5 settembre dal Consiglio dei ministri. Decreto in vigore (anche se dovrà passare l’esame di Camera e Senato) dal 14 settembre, quando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

H 24. Tra i punti chiave del decreto: l’assistenza sanitaria 24 ore su 24, il sistema di trasparenza che regolerà la nomina della dirigenza sanitaria e dei primari, la stretta salutista sugli stili di vita (dal fumo alla febbre del gioco d’azzardo).

I medici si aggregano. Il processo generale ormai in atto (anche nelle norme della Spending review) di de-ospedalizzazione, cioè di un minore ricorso alla degenza e alle cure ospedaliere quando non strettamente necessario, viene compensato da un rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio. Il decreto prevede, a partire dal 2014, una riorganizzazione del servizio attraverso forme di aggregazione, ma senza obbligo, di medici di famiglia, pediatri di libera scelta, guardia medica, specialisti ambulatoriali in nuove forme organizzative. L’obiettivo è quello di garantire l’attività assistenziale per l’intero arco della giornata e, «con idonea turnazione», anche nei giorni prefestivi e festivi.

Più merito, meno politica. Il decreto introduce una maggiore trasparenza nella nomina della dirigenza sanitaria e dei primari. «Bisogna allentare la presa impropria della politica su meccanismi non politici, lo abbiamo fatto anche in altri settori con le misure sulla Rai. Con il decreto, entra il merito, esce la politica» (Mario Monti, presidente del Consiglio).

La nomina dei primari. Le Regioni nomineranno i direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale attingendo a un elenco regionale di idonei, selezionati da una commissione di esperti indipendenti. Bandi, nomine e curricula avranno un’adeguata pubblicità, anche sul Web. Per i primari viene istituita una procedura selettiva affidata a primari della stessa disciplina, ma non della stessa Asl, sorteggiati a livello nazionale. Il direttore generale dovrà scegliere il primario nella rosa dei primi tre candidati.

Intramoenia più trasparente. Maggiore trasparenza anche nella cosiddetta attività “intramoenia”, cioè quella svolta dai medici al di fuori del loro normale orario di lavoro in ospedale, utilizzando le strutture ospedaliere e ricevendo un pagamento diretto da parte dei pazienti. Le Aziende sanitarie locali potranno autorizzare i singoli medici a operare nei loro studi, esterni agli spazi delle stesse Asl. Le attività però saranno messe in rete, per rendere tracciabili i pagamenti effettuati dai pazienti ed evitare così forme di evasione.

Quando il medico sbaglia. Nuove regole per contenere il fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva”, cioè quando vengono prescritti esami e accertamenti non necessari da parte del medico per evitare eventuali responsabilità civili, «con gravi conseguenze sia sulla salute dei cittadini, sia sull’aumento delle liste di attesa e dei costi a carico delle aziende sanitarie», sottolinea un comunicato del governo. L’obiettivo è l’esclusione della colpa lieve. I professionisti che seguono le buone pratiche mediche della comunità scientifica nazionale e internazionale non saranno condannati se non nei casi di dolo e colpa grave. Viene poi introdotto un Fondo, finanziato con il contributo dei professionisti e delle assicurazioni, per garantire la copertura assicurativa dei camici bianchi vittime di denunce.

Nuovi farmaci. Entro il 30 giugno 2013 l’Agenzia italiana del farmaco farà una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale per escludere dalla rimborsabilità i farmaci ormai obsoleti o la cui efficacia non risulti sufficientemente dimostrata e fare spazio a quelli più innovativi. Vengono anche snellite alcune procedure amministrative per la sperimentazione dei medicinali e semplificate le procedure di registrazione dei farmaci omeopatici.

Ludopatia. Entro il 31 dicembre saranno aggiornati i Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni sanitarie minime e indispensabili cui hanno diritto tutti i cittadini italiani, per tenere conto di nuove patologie, siano malattie croniche o rare. Al via il riconoscimento della ludopatia: la dipendenza dal gioco con vincita in denaro è una malattia, lo Stato si impegna a introdure prestazioni per la prevenzione, cura e riabilitazione delle persone che ne sono affette.

Slot machine. Nella versione definitiva del decreto non c’è più un limite perentorio di distanza da scuole e luoghi di culto per l’installazione di slot machine, videopoker e simili, ma l’amministrazione finanziaria si impegna in almeno 5mila controlli all’anno ipotizzando anche lo spostamento degli apparecchi in luoghi che non siano troppo vicini a scuole, ospedali o chiese.

Sale giochi vietate ai minori. Sale giochi, anche annesse ai Bingo, sale scommesse vietate ai minori di 18 anni. Nel dubbio sull’età, i titolari sono tenuti a chiedere un documento di identità.

Pubblicità. Vietati, su qualsiasi media, i messaggi pubblicitari che incitino al gioco con vincite in denaro o ne esaltino la pratica (anzi, la pubblicità deve prevedere indicazioni precise sulla probabilità effettiva di vincere). In caso di violazioni, multe da 100mila a 500mila euro sia per il committente della pubblicità sia per chi la trasmette.

Sigarette solo dopo i 18 anni. Sigarette e altri prodotti da fumo non possono essere venduti ai minori di 18 anni (prima il limite era 16 anni). Chi trasgredisce riceve una sanzione tra i 250 e i 1000 euro, che raddoppia e porta alla sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva.

Distributori automatici. Off limits, per i minorenni, anche i distributori automatici di sigarette, che dovranno possedere un sistema automatico di accertamento dell’età degli acquirenti attraverso la lettura dei documenti (in molti già in uso).

Dal 2013. Le norme, sia sul fumo sia sul gioco d’azzardo, entreranno in vigore il 1° gennaio 2013.

Sicurezza alimentare. Vietata la somministrazione di latte crudo e di crema cruda nell’ambito della ristorazione collettiva, comprese le mense scolastiche. I punti vendita dovranno esporre avvisi sui pericoli legati al consumo di latte e pesce crudi.

Succhi di frutta. Le bevande che riportano la dicitura «succo di frutta», di qui a sei mesi dovranno avere una quantità di succo naturale almeno del 20 per cento, e non più del 12 per cento come adesso.

Niente tassa sulle bibite. Annunciata in una prima versione del provvedimento, è scomparsa nel testo finale del decreto la tassa sulle bevande zuccherate e sui superalcolici che sarebbe servita a frenare il consumo di prodotti altamente calorici o dannosi.

Defibrillatori nei centri sportivi. Per tutelare la salute di chi pratica attività sportiva non agonistica sono previste visite mediche più rigorose e l’obbligo, per tutte le società sportive, della dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici e di altri dispositivi salvavita.

redazione


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