Cominciare con il piede giusto

Trovato lavoro? Il più è fatto, ma bisogna stare attenti a non rovinare tutto per una sciocchezza. Ecco come…

Dettagli importanti. Trovare lavoro non è facile: se si ha la fortuna di imbattersi nell’occasione giusta, quindi, bisogna fare di tutto per non sprecarla, magari solo per aver trascurato qualche dettaglio. Perché una generica proposta di assunzione si trasformi in una solida realtà è importante dare il meglio di sé, al momento del colloquio esplorativo come il primo giorno di lavoro.

L’atteggiamento giusto. Cominciamo dal colloquio. I consigli da seguire si trovano scritti un po’ dappertutto e assomigliano a quelli che danno le mamme a figli il giorno prima dell’esame di maturità: sono banali ma non per questo poco utili. Tra quelli da non dimenticare, andare a letto presto la sera prima, presentarsi al colloquio puntuali, informarsi sull’azienda per cui si aspira di lavorare (magari studiandone il sito web). Essere naturali, decisi ma non arroganti, e vestirsi con cura. Secondo CareerBuilder, il più importante sito di recruiting e ricerca di lavoro in America, l’abbigliamento sbagliato è di gran lunga l’errore più comune commesso dai candidati durante il colloquio di lavoro (57%), seguito dal non dimostrare sufficiente interesse (55%) e dal parlare male dei colleghi o del precedente datore di lavoro (52%).

Falsi movimenti. Oltre a quello che si dice, inoltre, conta molto quello che si fa. Non è solo la bocca a parlare, infatti, ma tutto il nostro corpo che attraverso movimenti, gesti e posture spesso rivela di noi più di quello che vorremmo. E chi lavora all’ufficio personale, di solito lo sa. Attenti dunque a dove si mettono i piedi: se sono sotto la sedia e in continuo movimento o, peggio, con le caviglie incrociate, vuol dire che il candidato non è a suo agio. Tenere le braccia conserte indica un atteggiamento di chiusura, mentre a distogliere continuamente lo sguardo, specialmente per gettare rapide occhiate di lato, si rischia di passare per bugiardi. Meglio farci caso, quindi, almeno per quanto si può, perché quando è il corpo a parlare, fingere è quasi impossibile. Anche se con le tecniche della Comunicazione non verbale si possono migliorare le proprie capacità comunicative.

Il primo giorno. Il colloquio ha avuto successo e avete superato tutte le selezioni? È solo il primo passo. Ora vi aspetta il primo giorno di lavoro, una prova forse più delicata: l’impressione che riuscirete andare in quelle ore a capi e colleghi può spianarvi la strada verso la fine del periodo di prova o renderla più difficile. Meglio non lasciare niente al caso, dunque.

Dieci regole d’oro. La prima regola può sembrare la più ovvia: andate a letto presto. Per avere un’aria sveglia e la mente pronta ad afferrare tutto quello che verrà detto – dal nome dei colleghi alla password di rete – bisogna infatti aver dormito abbastanza. Lo sanno tutti. Quello che però molti ignorano è che non basta una nottata per abituare l’organismo ai nuovi ritmi: cominciate due settimane prima. Seconda regola, vietato arrivare in ritardo. Anzi, meglio presentarsi con cinque minuti di anticipo. E attenzione agli imprevisti: se non avete idea di quanto tempo vi farà perdere il traffico della mattina, fate una prova del percorso. E tenetevi pronta un’alternativa: se andate in autobus, per esempio, non aspettate l’ultima corsa utile per arrivare in orario.

Lavorare informati. Terzo: arrivate sul posto di lavoro sapendo il più possibile dell’azienda per cui lavorate. Studiate il sito internet, il profilo Facebook, se esiste, e cercate di mandare a memoria tutti i nomi che riuscite a ricordare, dal vostro capo a quelli dei nuovi colleghi. E usateli quando vi rivolgete a loro: è gentile oltre che più amichevole. La quarta regola si può riassumere così: ascoltate molto e parlate poco. A meno, naturalmente, che non dobbiate chiedere qualche spiegazione: avete molto da imparare e le domande (sempre che non siano oziose) non sono mai troppe.

In punta di piedi. Quinto, ricordatevi che siete appena arrivati. Non dovrete aspettare molto per diventare “uno del gruppo”, uguale a tutti gli altri colleghi. Però non lo siete ancora, quindi non ostentate la stessa confidenza nel fare battute o tenendo un atteggiamento scherzoso. In altre parole, comportatevi come un ospite: per il momento siete ancora in casa d’altri. Una cosa da tenere bene presente anche nel mettere in pratica la sesta regola: volate basso. Anche se avete ottime idee su come migliorare il flusso di lavoro, perfino se siete stati assunti proprio con lo scopo di portare aria nuova, non dimenticate che il lavoro svolto di chi è lì da prima di voi merita comunque rispetto. Se avete consigli da dare, fatelo per gradi e con la massima delicatezza. Ma il primo giorno teneteli per voi.

Datevi da fare. È probabile che non solo il primo giorno, ma anche la prima settimana non avrete incarichi ben definiti, né che i vostri ritmi lavorativi viaggino già a pieno ritmo: di solito si lascia un po’ di tempo per familiarizzare con l’ambiente di lavoro e i colleghi. Avere compiti poco impegnativi, però, non significa non averne affatto: se restate senza niente da fare, non approfittatene per ingannare il tempo su Facebook, ma chiedete ai colleghi o al vostro capo se potete essere d’aiuto. Questa è la settima regola da non dimenticare.

Gerarchie da rispettare. Ottavo comandamento: occhio alla comunicazione. Ad alcuni manager piace essere informati di tutto quello che accade. Altri invece preferiscono limitarsi alle questioni importanti e non vogliono perdere tempo con i dettagli. Cercate di capire come vanno le cose nella vostra azienda e adeguatevi di conseguenza. Passate tutte le comunicazioni richieste, e solo quelle, e soprattutto non saltate la scala gerarchica: se siete alle dirette dipendenze di un quadro intermedio, dovete rivolgervi e lui e non direttamente ai suoi superiori.

Pazienti e flessibili. Non scoraggiatevi – e soprattutto non lamentatevi! – se vi affidano dei compiti noiosi o che ritenete al di sotto delle vostre capacità: sfruttando questo tempo per ambientarvi, dimostrerete anche di avere buone capacità di adattamento, una qualità molto apprezzata. Decima e ultima regola, all’ora di pranzo evitate di sgranocchiare qualcosa da soli alla scrivania ma osservate cosa fanno i colleghi e unitevi al gruppo: molto probabilmente saranno loro stessi a invitarvi. E se possibile, individuatene uno che vi sembra più disponibile degli altri o con cui vi sentite in sintonia, da tenere come riferimento per chiedere spiegazioni o consigli in caso di bisogno nei giorni a venire.

redazione


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