“Cerco babysitter”: come e dove trovare la tata online

Oggi è più facile trovare la babysitter giusta, grazie ai tanti siti e annunci presenti in rete. E chi cerca un’esperienza a tutto tondo può sempre pensare di ospitare una ragazza alla pari.

Quella della babysitter resta una scelta delicata per migliaia di famiglie dato chesi tratta di affidare i propri figli a qualcuno che, almeno inizialmente, è un estraneo. Non a caso, il metodo più utilizzato resta ancora il passaparola tra amici.  Per chi abita nelle grandi città, come Milano o Roma, tuttavia, spesso affidarsi a conoscenze comuni non è sufficiente. E allora ecco Internet può venirci in aiuto.

Dove trovare annunci di babysitter? Per cercare una babysitter su Internet ci si può rivolgere a siti gratuiti, come Subito.it, Kijiji o Bakeca.it che hanno un’ampia offerta di annunci ma presentano lo svantaggio di non fornire recensioni o feedback sull’operato delle babysitter.  L’alternativa, quindi, è rivolgersi a siti dedicati alla ricerca di personale specializzato (baby-sitting, badanti, colf); alcuni di questi sono gratuiti, altri invece richiedono un canone mensile per poter accedere al database.

Siti gratuiti con annunci di babysitter. C’è davvero l’imbarazzo della scelta e ogni sito ha la propria peculiarità. Basta registrarsi su MyTata.com per poter accedere ai dati di contatto della babysitter, pubblicare a vostra volta annunci di ricerca e ricevere una notifica via mail ogni volta che una tata rispondente ai vostri criteri si iscrive al sito. Su Mobsitter, inoltre, potete anche leggere i commenti di chi ha già lavorato con quella babysitter e farvi dunque una prima impressione (anche qui previa registrazione al sito). Su Cercobabysitter trovate le foto delle candidate ma anche annunci di chi sta cercando. Al momento però non è possibile inserire feedback.

Siti di annunci a pagamento per ricerca di babysitter. Maypoppins.it è un’agenzia di lavoro che oltre alla babysitter offre attività di consulenza anche per badanti, colf, giardinieri ecc. Potete scegliere se fare da voi, contattando direttamente il candidato, o affidarvi all’esperienza dell’agenzia che già conosce il proprio personale (opzione non trascurabile dato che parliamo di bambini). I profili sono molto vari e dettagliati: si va dalla babysitter in grado di aiutare il piccolo anche nello svolgimento dei compiti scolastici alla tagesmutter, come vengono chiamate le operatrici per l’infanzia che gestiscono asili nidi nella propria abitazione (fino a un massimo di 7 bambini). La stessa cosa fa Oltretata che offre diversi pacchetti: interessante quello da 10 giorni dal valore di 10 euro che permette di ottenere i contatti di 3 candidate (indirizzo email o telefono). Inoltre, se entro 20 giorni dall’acquisto non si è soddisfatti del servizio della babysitter è possibile richiedere il rimborso totale della cifra spesa sul sito. Lecicogne.net sono andate oltre e si sono lanciate nel mondo delle app: prenotando la tata tramite l’app si beneficia anche di una copertura assicurativa fino a 1 milione di euro in caso di eventuali infortuni del bambino o alla casa. Il costo del servizio: 7,99 per poter accedere ai dati di 3 tra le babysitter che si candideranno; c’è anche un’opzione babysitter lastminute a soli 3,99 per trovare urgentemente una candidata in meno di 24 ore.

Mettere in regola la babysitter. Se il rapporto di lavoro è continuo è necessario regolarizzare la tata, non solo per una questione di correttezza, ma anche per vostra tutela personale in caso d’infortunio. Il lavoro della babysitter è inquadrato dall’Inps tra “le necessità della vita familiare del datore di lavoro” alla stregua di colf, giardinieri, custodi. Ricordiamo che tenere una babysitter in nero, comporta:

  • sanzioni che vanno dai 1500 ai 12mila euro (cifra che non comprende i contributi né gli interessi passivi maturati)
  • l’esclusione di eventuali responsabilità nel caso di incidenti (suoi ma anche del bambino) e relativi indennizzi

Sul sito dell’Inps sono specificate tutte le incombenze necessarie prima di assumere la babysitter, a seconda che sia di cittadinanza europea, extracomunitaria, che riesieda già in Italia oppure no. La cosa importante da farsi, una volta formalizzato il contratto, è comunicare l’assunzione all’Inps entro 24 h precedenti all’inizio del rapporto di lavoro. Per effettuare tutte le operazioni necessarie è obbligatorio avere l’apposito PIN di accesso al sito dell’Inps, che vi verrà richiesto anche nel caso vogliate avvalervi del Call Center (803.164 o 06.164164). Ricordiamo la possibilità di scaricare in dichiarazione dei redditi parte della contribuzione dovuta alla babysitter (fino a 1549,37 euro). I contributi dovuti variano in base al numero di ore lavorate. Sul sito dell’Inps c’è un utile strumento per calcolarne l’ammontare.

Babysitter o ragazza alla pari? Se avete un po’ di spazio extra in casa potete pensare di ospitare una ragazza alla pari. Oltre al vantaggio di avere in casa una persona che parla un’altra lingua (utile se volete che i vostri figli facciano pratica fin da piccoli con una lingua straniera), la formula au pair è molto conveniente anche in termini economici. Infatti, si tratta di corrisponderle una piccola paghetta settimanale o mensile (intorno ai 300 euro mensili), oltre all’alloggio, in cambio di un aiuto in casa. Si tratta di una vera e propria esperienza culturale sia per le famiglie sia per le ragazze, dunque non legata strettamente a bisogni opportunistici. Su internet potete trovare diverse candidature su Aupair-Online o Aupairworld, e candidarvi a vostra volta come famiglia ospitante. Il servizio è gratuito e basta registrarsi al sito per accedervi; prima però serve l’approvazione dello staff, che vaglia manualmente profilo per profilo. La ragazza alla pari ricopre un po’ il ruolo di una sorella maggiore : generalmente si può contare su di lei per andare a prendere i bambini a scuola, riordinare la loro stanza, aiutare a preparare da mangiare. Tuttavia la ragazza alla pari non è una babysitter, ma va considerata un vero e proprio membro aggiuntivo della famiglia e per questo è bene mettere in chiaro i rispettivi diritti e doveri fin dall’inizio per non avere poi spiacevoli franteindimenti. Di solito i soggiorni delle au pair va dai sei mesi a un anno.

ILARIA CUZZOLIN
mammarisparmio.it
Ilaria Cuzzolin


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