Carta di circolazione, arrivano le nuove regole

Dal 3 novembre, ad eccezione per le auto condivise in famiglia, se si guida una vettura non propria per più di un mese, bisogna cambiare l’intestatario del libretto: per i trasgressori, multe da 700 euro. Obiettivo della norma: individuare con più facilità chi è alla guida di un veicolo

Obbligatorio sulla carta di circolazione il nome di chi usa il veicolo. Dal 3 novembre 2014 è obbligatorio indicare sulla carta di circolazione il nome di chi ha a disposizione un veicolo non suo per più di 30 giorni. In pratica, cioè, se si usa abitualmente un’automobile non propria, bisognerà segnalarlo alla Motorizzazione e avviare le pratiche affinché il nome sulla patente e quello sul libretto coincidano. In una circolare di 47 pagine del luglio scorso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero dei Trasporti ha chiarito le regole che, sin dalla riforma del Codice della Strada del 2010, dovevano regolare “l’intestazione temporanea dei veicoli”. La norma riguarda qualunque veicolo, motoveicolo e rimorchio nuovo o usato (nessun obbligo, invece, per i ciclomotori). Obiettivo della misura, individuare più facilmente i responsabili delle infrazioni e scoprire eventuali intestazioni fittizie.

Che cosa bisogna fare per mettersi in regola. Per mettersi in regola è necessario rivolgersi agli uffici provinciali della Motorizzazione civile o a un’agenzia di pratiche auto abilitata. I moduli devono riportare il consenso del proprietario e dell’affidatario. I dati sulle intestazioni temporanee saranno inseriti nel nuovo Archivio nazionale dei veicoli. Se ci si rivolge agli sportelli del dipartimento dei Trasporti, aggiornare la carta di circolazione costerà 25 euro (16 di imposta di bollo, 9 di diritti di motorizzazione). Se si ricorre a un’agenzia, al costo amministrativo va aggiunta la parcella dell’agenzia stessa. Se i nomi scritti su patente e libretto non coincideranno, si andrà incontro a una multa da 705 euro e al ritiro della carta di circolazione.

Niente multa per chi guida l’auto di un familiare. La norma non riguarda i familiari conviventi se risiedono allo stesso indirizzo. Se, quindi, l’automobile è abitualmente usata da un familiare convivente – il coniuge o un figlio, per esempio -, il proprietario può star tranquillo: non dovrà comunicare alla Motorizzazione alcun conducente temporaneo.

Via all’aggiornamento se si affitta l’auto in vacanza. Perché sia necessario l’aggiornamento della carta di circolazione, il prestito deve superare il mese. Se si guida occasionalmente l’automobile di un amico, quindi, non occorre modificare il documento, se invece in vacanza si affitta un’auto per più di 30 giorni, la società del noleggio dovrà aggiornare la carta di circolazione del mezzo, indicando anche il nominativo dell’affittuario. Le nuove disposizioni, in pratica, riguardano coloro che, pur non essendo proprietari, si mettono al volante di veicolo per più di 30 giorni a titolo di comodato gratuito.

La norma vale per le vetture aziendali e di rappresentanza. L’obbligo di aggiornare la carta di circolazione con il proprio nominativo sussiste anche in altri casi specifici come quando un erede entra in possesso di un veicolo intestato a un defunto o quando si utilizza un’auto con la formula del rent to buy, ovvero pagando un canone mensile, acquisendone la proprietà solo alla fine del tempo prestabilito. L’obbligo, poi, non vale per chi è iscritto all’Albo degli autotrasportatori, per i taxi, per i noleggi con conducente e per gli autobus. Per le aziende che danno in comodato gratuito ai dipendenti le vetture aziendali e per le flotte di rappresentanza delle case automobilistiche, basterà registrare alla Motorizzazione il nome dell’utilizzatore, senza modificare la carta di circolazione. L’obbligo dell’intestazione temporanea sul libretto, infine, non è retroattivo: chi già aveva a disposizione un’auto non di proprietà prima del 3 novembre, non è interessato dalla misura.

Che cosa accade alle auto aziendali. Per quanto riguarda le auto aziendali, se la vettura è utilizzata indifferentemente da diversi soci o dipendenti, non occorre procedere con l’aggiornamento. Se, cioè, non esiste un soggetto che usa l’auto in via esclusiva e personale, non c’è alcun obbligo di aggiornare la carta di circolazione.

La misura non riguarda le patenti. Dalle nuove disposizioni sono escluse le patenti: il documento che attesta l’abilitazione a guidare i veicoli non deve in alcun caso essere aggiornato in caso di affidamento di un veicolo.

redazione


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