Bike sharing mania all’italiana

Risparmiare e tenersi in forma. Un viaggio tra i servizi su due ruote offerti ai cittadini…

Star in sella. Olivia Palermo gira in città in mountain bike con tacco 12 e una Birkin al posto del cestino, Agyness Deyn passa la giornata sulla sua bici nera, Olivia Wilde alterna le due ruote all’auto ibrida. All’estero la bicicletta è sempre più un mezzo di trasporto non soltanto alternativo ma quasi sostitutivo dell’automobile.

Bike sharing, una definizione. Per bike sharing s’intende un sistema di condivisione della bicicletta. Brevettato nel 1989 dall’ingegnere argentino Pedro Kanoff, il bike sharing oggi è uno degli strumenti di mobilità sostenibile più usati dalle amministrazioni pubbliche per potenziare l’uso dei mezzi di trasporto pubblico sul territorio.

132 città con le bici condivise. In Italia le città dotate di condivisione di biciclette sono 132. Il servizio è attivo nelle aree metropolitane, nelle grandi città ma anche in piccoli centri. Le regioni in cui il bike sharing s’è più sviluppato sono Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Vediamo come questo servizio funziona in alcune città.

Milano, capitale italiana del bike sharing. Milano vanta il sistema italiano di bike sharing di maggiori dimensioni. BikeMI, così si chiama il servizio, comprende 173 stazioni e 3000 biciclette. Il progetto è in crescita e prevede nei prossimi anni l’allestimento di almeno 300 stazioni per 5000 biciclette. Per usufruire del servizio basta abbonarsi. Tre gli abbonamenti disponibili: annuale (36 euro, primi 30 minuti gratis, ogni mezz’ora successiva – max 2 ore – 0,50 euro, superate le due ore si pagano due euro l’ora); giornaliero (2,50 euro, primi 30 minuti gratis, ogni mezz’ora successiva – max 2 ore – 0,50; superate le due ore due euro l’ora); settimanale (6 euro, primi 30 minuti gratis, ogni mezz’ora successiva – max 2 ore – 0,50; superate le due ore due euro l’ora). Per fare l’abbonamento ci si può rivolgere agli ATM Point oppure si può fare tutto online sul sito di BikeMi (http://www.bikemi.com), attraverso il numero verde Atm 800 80 81 81 o tramite cellulare con il sistema WAP (accessibile all’indirizzo wap.bikemi.it). Tutte le informazioni su BikeMI, comunque, sono disponibili sul sito http://www.bikemi.com/

Bici condivise a Torino. [TO] Bike, il bike sharing torinese, è nato nel 2010: oggi si contano 15 mila abbonati che possono usufruire di 116 stazioni, che saranno 184 entro la fine dell’anno. Anche grazie al progetto della “bici condivisa” a dicembre Torino è stata premiata come città più eco-mobile d’Italia. [TO] Bike prevede diverse formule di abbonamento: annuale (20 euro), settimanale (5 euro) o giornaliero (2 euro). È necessario pre-caricare la tessera di un importo di 5 euro per l’abbonamento annuale e di 3 euro per gli altri (la pre-ricarica, in pratica, è una sorta di deposito/caparra). Alla scadenza dell’abbonamento il credito residuo non verrà rimborsato, ma sarà riconosciuto in caso di rinnovo del contratto. L’utilizzo della bicicletta è gratuito per tutte le corse di durata inferiore ai trenta minuti, anche più volte al giorno. Superata la prima mezz’ora del singolo utilizzo si pagano 0,80 euro per la seconda mezz’ora; 1,50 per la terza; 2 euro per quarta e successive. Tutti gli abbonamenti prevedono una tessera elettronica con la quale è possibile prelevare la bicicletta, che potrà essere depositata in qualunque altra stazione cittadina. Tutte le informazioni sul servizio sono disponibili su http://www.tobike.it/.

A Genova bici elettriche e tradizionali. Il sistema di Genova, inaugurato ad aprile 2009, si chiama MOBIKE, dispone di 55 biciclette distribuite su sei stazioni ed è stato realizzato grazie al contributo del ministero dell’Ambiente. Nel capoluogo ligure il bike sharing integra bici elettriche e bici tradizionali per rispondere alle diverse esigenze di spostamento urbano. L’iscrizione annuale al servizio costa 40 euro. Prezzi: prima mezz’ora: gratis; seconda mezz’ora: 1 euro; terza mezz’ora: 2 euro. Ogni mezz’ora successiva alla terza: tre euro. Tutte le info sono disponibili alla pagina http://www.bicincitta.com/citta_v3.asp?id=33

L’Emilia Romagna, fiore all’occhiello dell’Italia. L’Emilia Romagna è sicuramente la regione italiana in cui l’uso della bicicletta è più diffuso. Per potenziare ulteriormente l’uso delle due ruote, lo scorso autunno l’amministrazione regionale ha avviato “Mi muovo in bici”, innovativo progetto di bike sharing attivo su area regionale. Le 600 biciclette “Mi Muovo in bici”, in pratica, possono essere utilizzate negli undici comuni che per ora hanno aderito al progetto: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Scandiano, Modena, S. Lazzaro di Savena (Bo), S. Giovanni in Persiceto (Bo), Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Con una sola tessera, quindi, si ha diritto ad usufruire del servizio di bike sharing in tutte le città aderenti. L’abbonamento può essere fatto online sul sito http://www.mimuovoinbici.it/frmRegistrazioneUtente.aspx oppure nei front office autorizzati (verificare sulla pagina http://www.mimuovoinbici.it/frmLeStazioni.aspx la disponibilità e gli orari degli uffici autorizzati al rilascio degli abbonamenti). “Mi Muovo in bici” mette a disposizione 2 formule di abbonamento: annuale (25 euro) o giornaliero (5 euro). In entrambi i casi i primi trenta minuti sono gratis. Tutte le info si trovano sul sito http://www.mimuovoinbici.it/

Il Sud, un po’ in ritardo. Nello sviluppo del servizio di bike sharing le regioni meridionali si mostrano un po’ in ritardo rispetto al resto della Penisola. Tuttavia, anche qui ci sono realtà molto interessanti. Salerno, per esempio, città che già s’è distinta per i grandi risultati nella raccolta differenziata e per un progetto di car pooling, a maggio 2012 ha avviato, in collaborazione con gli esercizi commerciali, il progetto City4Bike. Il servizio è completamente gratuito: le bici vengono messe a disposizione dai commercianti, che promuovono la loro attività applicando pannelli pubblicitari sui veicoli. L’unica cosa che il ciclista occasionale deve fare è firmare un modulo di comodato d’uso gratuito. Alla fine del giro la bici dovrà essere riportata dove è stata presa.  Tutte le informazioni sul servizio sono disponibili sul sito del comune di Salerno http://www.comune.salerno.it/client/scheda_news.aspx?news=40067&stile=7&prov=3

L’unione fa la forza. Mettersi insieme per offrire un servizio a residenti e turisti: è l’ambizione di Ischitella, Peschici, Rodi Garganico e Vico del Gargano, piccoli centri del foggiano (50 km in tutto) che con il progetto di bike sharing “Parkinbici” dalla scorsa estate mettono a disposizione bici con pedalata assistita (in questo articolo di Voce Arancio vi spieghiamo come farvene una in casa: http://vocearancio.ingdirect.it/focus/hai-voluto-la-bicicletta-e-ora-pedala-con-l%E2%80%99aiutino/) che possono essere prelevate in una città e riconsegnate in un’altra. Tre i tipi di abbonamento previsti: annuale per i residenti al costo di 30 euro (prime due ore gratis, la terza 50 centesimi, un euro per le successive); turistico, settimanale, a 20 euro; per il weekend, 12 euro. Per informazioni sul servizio si può contattare il numero 800.654.214oppure consultare il sito www.parcogargano.it.

La brutta figura di Roma. Roma, purtroppo, non fa una bella figura. Le isole del bike sharing capitoline sono visibilmente abbandonate. I cittadini si sono ormai abituati al degrado e al mancato servizio della bici condivisa. Partito nel 2008, il servizio ha visto dimezzare il numero delle biciclette, portate via dai ladri, e non più rimpiazzarle. Qualche bici, comunque, resiste ancora. Per tutte le info si può consultare la pagina http://www.bikesharing.roma.it/

All’estero, una realtà consolidata. Se in Italia, soprattutto in alcune regioni, il bike sharing sta ancora prendendo il volo, in molte città del mondo è già una realtà affermata. La capitale europea del bike sharing è Parigi: qui il progeto Vélib (contrazione di vélo e liberté) conta 20600 biciclette e 1450 postazioni di noleggio. Il successo del progetto è enorme, grazie anche ai prezzi contenuti: l’abbonamento di 24 ore costa 1.70 euro (info su http://www.velib.paris.fr/). Ad Hangzhou, in Cina, i numeri sono impressionanti: 60.000 biciclette e 2500 punti di noleggio. Il tutto gratis per la prima ora di utilizzo (http://www.hzzxc.com.cn/ ). Quasi 6000 biciclette del bike sharing circolano per le strade di Londra. Introdotto dal sindaco Boris Johnson nel 2010, il servizio sta iniziando a cambiare le abitudini quotidiane di molti cittadini, che per un abbonamento di 24 ore devono spendere una sterlina (http://www.tfl.gov.uk/roadusers/cycling/14808.aspx). In funzione solo da aprile a novembre a causa delle rigide temperature, il Bixi di Montreal è un sistema modello in fatto di bike: tutte le bici, solo per fare un esempio, hanno pneumatici antiforatura e le postazioni sono dotate di pannelli solari per riscaldarle (http://montreal.bixi.com/)

Per saperne di più, sul web. Come detto, le città italiane in cui il servizio è attivo sono più di cento.  Informazioni più dettagliate su tutti i comuni che offrono il bike sharing sono disponibili sul sito http://www.bicincitta.com/comuni.asp. Altre pagine web utili agli appassionati: www.euromobility.org, sito del club delle città del bike sharing promosso da Euromobility e www.fiabonlus.it, pagina web della F.I.A.B. – Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

redazione


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