Allenare la memoria fa risparmiare tempo

Per rimediare a ciò che dimentichiamo, ogni anno, impieghiamo 40 giorni. Bastano pochi esercizi e il nostro cervello diventa più efficiente…

Saggezza. “La memoria è la madre di ogni saggezza” (Eschilo).

Quaranta giorni. È il tempo che ciascuno di noi spreca in media ogni anno per rimediare a ciò che dimentica: cercare le chiavi di casa, ricordare dove si è parcheggiata l’auto, capire dove può essere finito il cellulare, tornare a riprendere l’ombrello….

Gadget digitali. Computer, agendine digitali, ci aiutano sì a immagazzinare numeri di telefono, compleanni, nomi, anniversari, appuntamenti…, ma la nostra memoria diventa sempre più pigra. Una serie di esperimenti della Columbia University ha dimostrato che, quando sappiamo che qualcuno o qualcosa ricorda per noi, investiamo meno nell’atto del memorizzare «perché tanto tutto quello che abbiamo bisogno di sapere è a portata di click» (Joshua Foer).

Telefono di casa. Secondo un recente studio del Trinity College di Dublino, un terzo degli inglesi sotto i 30 anni non sa dire qual è il proprio telefono di casa senza consultare l´agendina del cellulare.

Allenarsi. La memoria va tenuta in allenamento. «Guardare un film e ripetere la trama nel dettaglio ad amici che non l’hanno visto. Ma anche calcolare mentalmente il conto totale della spesa, mentre si riempie il carrello. Si possono fare le parole crociate, leggere molti libri, soprattutto ‘gialli’, fare delle sintesi di testi, ma anche lavarsi i denti con la mano sinistra (o con la destra se si è mancini). Un altro esercizio utile è: stilare una lista di dieci parole, guardarla per 60 secondi e intraprendere qualche altra attività. Dopo venti minuti ritornare all’elenco e scrivere su un foglio le parole» (Roberto Gallassi, direttore del centro per lo studio neurologico dell’invecchiamento cerebrale dell’Università di Bologna).

Lumosity. Uno dei più famosi siti per allenare la mente online. Fornisce un programma personalizzato che, grazie a giochi ed esercizi cerebrali mirati, migliora le capacità mnemoniche del soggetto. Con l’iscrizione si hanno quindici giorni di prova gratuita, poi, se lo si ritiene efficace, ci si può abbonare (abbonamento trimestale: 18 euro; annuale: 44 euro). Bastano 10 minuti al giorno.

La tecnica delle stanze. Un metodo fra i più efficaci per ricordare oggetti o informazioni è collegarvi un’immagine. Più le immagini sono esagerate e bizzarre, più facile diventa ricordarle. «Collocare mentalmente le parole, o i concetti, o le figure da tenere a mente nelle stanze di una casa la cui pianta ci sia familiare. Deformare ogni concetto o parola in modo che ne risultino immagini eccitanti, grottesche, ridicole eccetera, sì che ciascuna figura, metafora di un concetto-parola, ci resti impressa indelebilmente. Ripercorrendo poi le stanze, ritroveremo facilmente gli elementi della lista, nell’ordine giusto» (da Joshua Foer, L’arte di ricordare tutto, Longanesi).

Esempio. Immaginiamo che i compiti da fare in una nostra normale giornata siano questi: portare un paio di scarpe dal calzolaio; imbucare una lettera; comperare un barattolo di vernice; ritirare un abito dalla tintoria; far controllare l’automobile; comprare il latte. Scegliamo quindi una serie di posti noti, come ad esempio i locali di casa, memorizziamoli nel ordine di successione abbinandoli alle cose da ricordare. In soggiorno, immaginiamo di vedere un pavimento coperto da grosse impronte di fango, ci ricorderà le scarpe. In cucina, immaginiamo grossi sacchi postali sul tavolo, ci verrà in mente di imbucare la lettera e così via. (da www.muoversinsieme.it).

La lista della spesa. «Per ricordarsi la ricotta, immaginatevi una vasca strapiena di formaggio molle di fronte all’uscio di casa, con Claudia Schiffer che vi sguazza nel mezzo» (Foer)

Il castello di Pico. Pico della Mirandola ricordava sequenze straordinariamente lunghe  di informazioni associandole a parti di un castello.

Parti del corpo. Il dottor Yip Swee Chooi, l’effervescente campione malese, per memorizzare le 56.000 parole contenute nelle 1.774 pagine del dizionario cinese-inglese di Oxford si servì delle parti del proprio corpo.

Ben Pridmore. Memorizza in un’ora 1.528 numeri a caso rispettandone l’ordine. Foer: «Ben converte ogni fila di trenta cifre in una sola immagine. Il numero 110110100000111011010001011010, per esempio, è un culturista che mette un pesce in un barattolo».

Ricordare i numeri. Anche ai numeri, si possono associare oggetti o immagini.  Prendiamo ad esempio questo elenco:

0 = palla o salvagente

1= candela

2= cigno

3= forcone o gabbiano

4= sedia

5= guanto

6= ciliegia

7= falce

8= pupazzo di neve o clessidra

9= palloncino

Mettiamo ora di dover memorizzare il 1492, anno della scoperta dell’America: pensiamo ad una candela (1) che posta sopra una sedia (4) fa scoppiare un palloncino (9) dal quale esce a sorpresa un cigno nero (2).

Numero 9. Per Daniel Tammet, sinestetico, il numero 9 è alto, blu scuro, inquietante. Il 37 è grumoso come il porridge. L’89 è neve che cade dal cielo.

Il chunking. È una tecnica con cui si diminuisce il numero di dati da ricordare aumentando le dimensioni di ogni dato. Ad esempio, si divide la stringa 071241110901 in quattro blocchi (071 241 110 901) e poi in due ( 07/12/41 e 11/09/01). È la ragione per cui i numeri telefonici sono divisi in blocchi di due cifre (più il prefisso) e i numeri delle carte di credito in gruppi di quattro.

Vivere bene. Per rinforzare la memoria è bene seguire anche uno stile di vita sano. No ai superalcolici e ai cibi grassi. Sì ai cereali, alla soia, ai vegetali a foglia verde, al kiwi, ai frutti di bosco e ai grassi omega 3 del pesce azzurro. Anche dormire bene aiuta a fissare nella nostra mente le informazioni apprese durante la giornata. Al contrario, la mancanza di sonno può compromettere le capacità mnemoniche.

Rime. Se una cosa è ripetitiva, ritmica, rimata, il cervello se la ricorda meglio. Le rime, le ripetizioni, la metrica, le allitterazioni, gli stereotipi, per esempio nell’Iliade e nell’Odissea (l’“astuto Ulisse” o l’“Atena glaucopide”): tutti trucchi per mandare a memoria i canti.

Trenta giorni. «Trenta giorni ha novembre, con april, giugno e settembre, di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno», per ricordare il numero di giorni in ogni mese.

Acronimi e Acrostici. Sono altri due modi per ricordare.  «FIGC» è l’acronimo per Federazione Italiana Gioco Calcio. «Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù», l’acrostico per ricordare le catene delle Alpi (Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche e Giulie).

Ripeti ad alta voce. Da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, è emerso che le frasi e le parole ripetute ad alta voce tendono a rimanere maggiormente impresse rispetto al resto del materiale.

Custode. «La memoria è tesoro e custode di tutte le cose» (Cicerone, De oratore, 1, 5, 18).

redazione


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