Alla scoperta del mondo sommerso

Il sub è uno sport che affascina molti. Ecco come praticarlo, i corsi consigliati e la giusta attrezzatura per divertirsi in tutta tranquillità…

Sub, sommozzatore, subacqueo o uomo rana. Sono i nomi che identificano chi si immerge sott’acqua con l’ausilio di sistemi autonomi di respirazione. In molti penseranno che il modo più speciale di vivere il mare d’estate sia praticando sub, uno sport che permette di scoprire il fantastico mondo sottomarino. Meglio arrivare preparati.

Principio. In principio c’era il palombaro e i primi progetti risalgono a Leonardo da Vinci. Il primo elmo risale però al 1829 e fu progettato dagli inglesi Charles e John Deane. Attrezzatura del palombaro: elmo, scafandro, scarponi zavorrati per camminare sul fondo e pompa ad aria con tubo.

Meglio preparati. Anche se la normativa italiana non prevede l’obbligo di  possedere un brevetto per praticare l’attività subacquea, è estremamente consigliato aver frequentato un corso preparatorio.

Corsi. Le scuole di diving in Italia sono molto numerose e sparse lungo tutto il territorio, dalle coste alle città. I corsi sono costituiti da lezioni teoriche, essenziali per capire il funzionamento dell’attrezzatura e della fisica (essenziale è il principio di Archimede), e lezioni pratiche, in piscina, al lago o al mare. I corsi sono offerti da varie federazioni e le più note sono Fipsas, Cmas, Padi e Ssi. I corsi sono strutturati su vari livelli, per chi è alle prime armi e per chi vuole perfezionarsi. I prezzi sono generalmente compresi tra i 200 e i 400 euro.

Attrezzatura moderna. Oggi l’evoluzione tecnologica permette di praticare questa attività in tempi prolungati e in condizioni di massima sicurezza. Ecco un elenco dell’attrezzatura base necessaria per svolgere immersioni:

–     Maschera

–     Muta

–     Pinne

–     Cinta di pesi

–     Gav (detto anche Jacket).

–     Bombola

–     Erogatori

–     Altri accessori vari

La scelta della maschera. È essenziale scegliere una maschera che si adatti bene alla propria conformazione del viso. Deve essere comoda e non dare alcun fastidio che possa condizionare l’immersione. Le maschere specifiche da sub hanno una superficie del vetro più piccola rispetto a quelle usate per lo snorkeling in modo da contenere un volume di aria inferiore (e quindi una pressione minore esercitata sul viso). Costo: si va dai 46 euro circa in su. Le più tecnologiche (con display a cristalli liquidi in miniatura, profondimetro, sistema ottico digitale brevettato ecc.) arrivano a costare anche 1.200 euro.

Muta. La scelta della muta dipende essenzialmente dalla profondità e dalla temperatura dell’acqua in cui ci si immerge. Possono essere bagnate (l’acqua penetra all’intero) o stagne, con o senza maniche, con pantalone corto o lungo. Le mute moderne sono realizzate in neoprene e si identificano in base allo spessore del tessuto: 3 mm, 5 mm, 7 mm, ecc. Costo: intorno ai 600 euro. Anche in questo caso, più la muta è tecnologica (anatomica, ultraresistente, morbida, con valvole ad alta affidabilità) più costa.

Gav. Il giubbotto ad assetto variabile è l’elemento che permette al subacqueo di mantenere un livello di profondità stabile. Questo avviene gonfiando o sgonfiando il giubbotto in relazione al proprio peso e alla profondità a cui ci si trova. Costo: dai 200 agli 800 euro.

Bombola. L’oggetto base della subacquea è costituito da un contenitore in metallo capace di reggere aria compressa fino alla pressione di 230 bar e da una rubinetteria che regola il flusso in uscita. Possono essere di varie dimensioni e contenere dai 0,85 ai 20 litri. Costo: si va dai 500 agli 800 euro per quelle in acciaio ai 200 in media per quelle in alluminio. La differenza tra l’una e l’altra sta nel peso e nelle caratteristiche dei materiali, motivo per cui non si può dire in assoluto quale dei due sia migliore.

Erogatore. È lo strumento deputato a fornire l’aria al sub che lo tiene in bocca tramite un boccaglio. È costituito da due parti: il primo stadio (fissato alla bombola), che consente di abbassare l’alta pressione proveniente dalla bombola (200/300 bar) ad una decisamente più bassa, e il secondo stadio (posto all’altro capo) che grazie ad una serie di membrane porta la pressione alla temperatura ambientale utile alla respirazione. Costo: dai 200 ai 900 euro dei modelli in titanio più sofisticati.

Naturalmente, la scelta dell’attrezzatura (e del relativo costo) dipende molto dal motivo per cui si pratica sub, se per divertimento o in maniera professionale.

Anniversario. Quest’anno cade il sessantesimo anniversario della nascita del primo Nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco.

Importante! Una delle regole basilari per chi pratica immersioni è non scendere mai da soli. È sempre consigliato scendere in coppia, perché in caso di necessità il supporto di un compagno può risultare essenziale.

Il peggior nemico del sub. È importante pianificare correttamente la propria immersione prima di procedere. Un oggetto (quindi anche il corpo umano o l’aria contenuta nella bombola) che scende sotto la superficie del mare è sottoposto ad una pressione di 1 atmosfera ogni 10 metri (in superficie c’è 1 atmosfera, 2 a dieci metri, e via dicendo). Il corpo non ha problemi a respirare aria sott’acqua ma è assolutamente da evitare che le bolle di ossigeno contenute nel sangue si decomprimano (e quindi aumentino di volume) a causa di una risalita troppo veloce verso la superficie. Per evitare questa situazione, che porta ad una embolia (ostruzione totale o parziale di un vaso sanguigno), è necessario effettuare delle pause che rallentino la risalita. Le informazioni necessarie per programmare queste pause sono contenute nelle tabelle di decompressione.

Da ricordare. Molti centri immersioni sparsi sulle coste della nostra penisola richiedono l’esibizione di un brevetto per poter partecipare ad uscite o noleggiare attrezzatura. Meglio portarlo sempre con sé.

redazione


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