L’appetito vien giocando: i cento progetti hi-tech per mangiare (e vivere) meglio
la Repubblica, lunedì 26 luglio 2010
Da cuochi imbranati e pasticcioni a grandi chef con un semplice clic. Finalmente capaci di creare ricette tradizionali e sopraffine anche con i rimasugli del frigo grazie a microchip, web e un’occhiata distratta al telefonino. Cibo e tecnologia sono sempre più intrecciati per rincorrere la linea perduta e riscoprire sapori, scegliere ristoranti hi tech e supermercati dove raggi infrarossi leggono calorie e provenienza degli acquisti consentendo spese mirate. Golosità e salute corrono in Rete, rimbalzano sui telefonini e si svelano sugli schermi in 3D, soddisfatte e conquistate anche grazie 115 progetti che hanno partecipato al concorso “Alimentarsi bene, vivere meglio”, dedicato all’innovazione tecnologica nell’alimentazione.
A lanciarlo, in collaborazione col Museo della scienza e della tecnica di Milano, è Ideatre60, il primo social media italiano, creato dalla fondazione Accenture. Un sito dedicato allo sviluppo dell’innovazione a favore della collettività attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate. Tra i 115 progetti in lizza dieci sono stati selezionati e sono da oggi sul sito (www.ideatre60.it) disponibili per privati e aziende che siano interessati a metterli in pratica, mentre quello che a settembre conquisterà il primo posto, diventerà realtà grazie ad un finanziamento di 100mila euro.
Nell’attesa, ecco un piccolo tour tra le idee messe in campo da giovani studiosi e inventori per renderci la vita più facile, salutare e appetitosa. Si potrebbe infatti schivare, grazie a lettori a raggi infrarossi personali o installati nei negozi, i cibi a cui siamo allergici. Oppure partire felicemente a caccia di piatti tradizionali sapendo, con uno sguardo a mappe interattive su computer, iPad o cellulare, dove trovare il miglior produttore del nostro formaggio, vino e prosciutto preferito o quale sia il prodotto doc della zona in cui ci troviamo e i suoi rivenditori.
Single con frigoriferi che fanno la eco e poca immaginazione alle pentole, riceverebbero sicuramente un aiuto da chi ha creato un software capace di consigliare primi, secondi contorni e dessert, con tanto di indicazione di apporto calorico, dopo avergli indicato cosa è rimasto tra gli scaffali per preparare la cena. Affacciandosi invece al portale della cucina italiana del progetto Gustavo.it si potrebbero cercare le ricette combinando diversi criteri: ingredienti, tipo di pasta o di cottura, luogo di origine del piatto o aspetti nutrizionali. Se si decide di uscire di casa ma al ristorante ci si annoia c’è l’idea di un tavolo interattivo con touch screen che intratterrà i clienti sino all’arrivo dei cibi e consentirà di creare direttamente sullo schermo il suo piatto preferito indicando i vari alimenti.
E se i giapponesi hanno inventato il tamagotchi, cucciolo virtuale da nutrire, per insegnare ai più giovani a mangiare in modo sano ora in progetto c’è Foodplayer. Un gioco con un piccolo avatar da rifocillare in maniera salutista e nostrana, dimenticando bibite gassate e patatine fritte pena il rischio di vederlo deperire drasticamente. E in quel caso un clic, chip, raggi infrarossi e mouse non basterebbero a rimetterlo in sesto quanto un virtuale piatto di pasta olio e basilico.
Caterina Pasolini
