Ferie, decalogo anti-imbroglio

TuttoSoldi, lunedì 12 luglio 2010
Quest’anno si va in vacanza con alcune garanzie in più per i turisti, date da due documenti freschi d’inchiostro firmati dalle associazioni Astoi (cioè i tour operator) e Assotravel (Confindustria) da una parte, e da Federconsumatori e Movimento Consumatori dall’altra; uno dei documenti si chiama «Decalogo del turista garantito» e ha visto la luce assieme a un protocollo di conciliazione, che impegna le compagnie del settore a dirimere in modo più facile e svelto eventuali controversie fra operatori e clienti. Il decalogo si rivolge al cliente per dargli consigli e contiene indicazioni semplici che però possono risultare utilissime durante la vacanza (e soprattutto dopo, se qualcosa è andato storto). Si può leggere per esteso nei siti delle associazioni citate, qui invece ne riportiamo una sintesi della sintesi.


Innanzitutto sarebbe bene non limitarsi a portare un catalogo in agenzia e dire «voglio questa vacanza», bisogna invece parlare con l’operatore e spiegargli che cosa si desidera (un po’ come quando si va da un consulente finanziario) in modo da trovare la vacanza più congeniale e mettersi al riparo da cattive sorprese (come dovrebbe succedere, appunto, coi consulenti finanziari quando si decide un investimento, ma qui è meglio stendere un velo pietoso). Prima ancora, viene suggerito di scegliere operatori di mercato che abbiano reputazione, e di informarsi bene anche sulle polizze assicurative con cui questi si coprono, riguardo alle condizioni di annullamento ma non solo (alcune compagnie hanno regole lasche, altre sono piene di clausole capestro).

Bisogna stare particolarmente attenti, leggendo il contratto, ai servizi inclusi o esclusi dalla quota. Se poi, in loco, qualcosa non va, si deve informare subito un rappresentante locale del tour operator, e se non si riesce a risolvere il problema, documentare il disservizio con foto e testimonianze, e in ogni caso conservare fino al ritorno ricevute, biglietti eccetera, anche se al momento possono sembrare inutili. Al ritorno, attenzione alle procedure per i reclami (raccomandata A/R all’organizzatore o al venditore entro 10 giorni dal rientro). E per appellarsi al protocollo di conciliazione si può chiedere l’assistenza delle associazioni di consumatori firmatarie.

Attenzione all’acquisto di pacchetti o singoli servizi via Internet su siti di operatori stranieri: si spende poco, ma bisogna incrociare le dita e fidarsi, perché in caso di controversia potreste trovarvi a dover intentare cause legali internazionali, con forti spese e scarsi risultati, oppure rassegnarvi (chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato). Valutate se non è il caso di spendere un po’ di più ma avere poi qualcuno presso cui protestare e far valere i propri diritti.

Un altro vademecum interessante è stato redatto dall’Adiconsum e riguarda i rischi accresciuti di furti d’identità elettronica e di frodi sul conto corrente bancario durante le vacanze, legati agli accessi al web forniti da alberghi o da Internet Café. Molti gestori di questi servizi per risparmiare non utilizzano sistemi di sicurezza adeguati, e spesso i computer messi a disposizione sono infettati con programmi che rubano i dati d’accesso e li inviano a criminali informatici. Adiconsum dà una serie di consigli, ad esempio creare un profilo utente con diritti limitati da utilizzare per i servizi online quando si è in viaggio.

Luigi Grassia

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